Il blocco del turnover previsto dall’AUSL Romagna e le misure contenute nel cosiddetto “Piano Estate” rischiano di produrre conseguenze pesanti sulla tenuta dei servizi sanitari, sui posti letto disponibili e sulle condizioni di lavoro del personale.
Come FP CGIL Emilia-Romagna chiediamo all’Azienda il ritiro immediato del blocco del turnover e l’apertura di un confronto serio sulle politiche assunzionali, perché la carenza di personale non può essere affrontata con tagli, riduzioni temporanee dei servizi e contratti precari.
Blocco del turnover: una scelta inaccettabile per la sanità romagnola
L’emergenza personale in AUSL Romagna è ormai evidente. Da un lato il Piano triennale del fabbisogno di personale prevede un blocco del turnover fissato al 75% per il personale sanitario e al 50% per il personale amministrativo e tecnico. Dall’altro lato, il Piano delle azioni finalizzate a garantire i livelli assistenziali nel periodo estivo prevede riduzioni significative di servizi e posti letto da luglio a settembre.
La conseguenza è chiara: ogni 10 infermieri che lasceranno l’Azienda ne verranno assunti solo 7, mentre ogni 10 amministrativi ne verranno sostituiti soltanto 5. Una scelta che, a nostro giudizio, programma una riduzione del personale sanitario, sociosanitario, tecnico e amministrativo proprio mentre ospedali, reparti e servizi sono già in forte sofferenza.
Piano Estate AUSL Romagna: riduzioni di attività e posti letto da luglio a settembre
Il Piano Estate prevede il necessario potenziamento dei servizi sanitari nelle località turistiche, in particolare Pronto Soccorso, 118, CAU e Radiologia. Tuttavia, questo potenziamento viene accompagnato da una riduzione delle attività chirurgiche e da un taglio drastico dei posti letto in diversi territori della Romagna.
Sono previste riduzioni dell’attività chirurgica pari al 20% a Forlì, al 28% a Cesena nel mese di agosto, al 23% a Lugo, al 20% a Faenza, tra il 18% e il 30% a Ravenna, al 10% a Rimini e al 12,5% a Riccione.
Si tratta di numeri che confermano una criticità strutturale: per garantire la continuità assistenziale durante l’estate, il diritto alle ferie del personale e la gestione sanitaria dei flussi turistici, l’Azienda sceglie di ridurre servizi e posti letto.
I tagli previsti negli ospedali della Romagna
Il Piano Estate coinvolge numerosi presidi ospedalieri del territorio romagnolo.
A Forlì si prevede la riduzione di posti letto in Rianimazione, Degenza Otorinolaringoiatria e Chirurgia Generale. A Cesena sono previsti tagli alle attività di Terapia Intensiva, Degenza breve chirurgica e Centro Grandi Ustionati, con riduzioni anche a Cesenatico per i posti letto di Lungodegenza.
Riduzioni sono previste anche a Lugo, con il taglio di posti letto di Lungodegenza e Day Surgery, e a Faenza, dove vengono ridotti i posti letto della piattaforma chirurgica e della rianimazione.
A Ravenna la Lungodegenza chiuderà dal 15 giugno al 15 settembre, con il trasferimento di 14 posti letto su 16 all’interno dell’area chirurgica. Anche il territorio riminese è interessato: a Rimini si riduce l’Anestesia Rianimazione e si accorpano Pediatria e Chirurgia Pediatrica; a Riccione chiuderà di notte la Degenza Oculistica e si ridurrà la Rianimazione; a Cattolica chiuderà Oculistica IVT e la Degenza chirurgica polispecialistica sarà ridotta a week surgery.
Assunzioni precarie e ritardi non risolvono la carenza di personale
Nel Piano Estate è prevista l’attivazione di contratti a tempo determinato per 137 infermieri, 14 ostetriche, 3 autisti, 7 tecnici di laboratorio, 7 fisioterapisti e 5 tecnici di radiologia.
Questa scelta non risolve il problema. Al contrario, conferma tre criticità evidenti.
La prima è che una carenza strutturale di personale viene affrontata ancora una volta rincorrendo l’emergenza con contratti precari. La seconda è che le assunzioni a tempo determinato vengono programmate in ritardo rispetto alle esigenze del periodo estivo. La terza è che vengono ignorati profili professionali fondamentali per la tenuta del sistema, come le Operatrici e gli Operatori Socio Sanitari.
Per la FP CGIL Emilia-Romagna, la sanità pubblica non può reggersi su straordinari, prestazioni aggiuntive, spostamenti continui di personale e soluzioni tampone. Servono assunzioni stabili, valorizzazione professionale e condizioni di lavoro dignitose.
FP CGIL Emilia-Romagna: ritirare subito il blocco del turnover
Martedì 19 maggio è previsto il tavolo sindacale nel quale l’Azienda dovrà illustrare il Piano Estate e fornire risposte sul blocco del turnover previsto dal Piano triennale di fabbisogno del personale.
Come FP CGIL Emilia-Romagna, attraverso le RSU, porteremo al tavolo una posizione chiara: l’Azienda deve ritirare il blocco del turnover.
Le lavoratrici e i lavoratori della sanità continuano a garantire con grande professionalità la tenuta dei servizi, ma non si può pensare che il sistema regga all’infinito scaricando le difficoltà organizzative sul personale. Il problema della carenza di organici è strutturale e richiede risposte strutturali.
Se l’Azienda confermerà questa direzione, valuteremo tutte le iniziative necessarie a tutela del personale, dei servizi e del diritto alla salute delle cittadine e dei cittadini.
