Bloccare l’inaccettabile trasferimento della Motorizzazione civile a Cesena

La Fp Cgil territoriale, regionale e nazionale insieme alla Cgil di Ravenna chiedono di bloccare urgentemente la procedura di trasferimento dell’Ufficio della Motorizzazione civile di Ravenna a Cesena.

Sul tema, la Camera del lavoro e il sindacato di categoria invocano l’apertura di un confronto, sia a livello nazionale che locale, per fermare il trasferimento dalla sede di via Trieste a Ravenna e per individuare una soluzione positiva alla vicenda.

Occorre innanzitutto ripristinare le corrette relazioni tra i sindacati e le controparti per salvaguardare un servizio indispensabile, alla cittadinanza e al territorio, e per tutelare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. In questa fase è necessario che tutte le istituzioni – a partire da Comune, Provincia e Prefettura di Ravenna – si adoperino urgentemente per fermare la procedura ed individuare soluzioni alternative che non penalizzino attiività economiche, cittadini, lavoratori.

Il territorio sconta mesi di approccio burocratico da parte delle amministrazioni centrali, incaricate di garantire una sede idonea alla motorizzazione di Ravenna, mettendo in secondo piano le esigenze della comunità ravennate.

I vari livelli della Funzione Pubblica CGIL si sono già attivati sia con il Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibile, sia  a livello locale per aprire le necessarie interlocuzioni.


Polizia Locale di Ferrara - Una sentenza storica per discriminazione di genere.

Una sentenza storica per discriminazione di genere.

Così definisce Natale Vitali segretario generale FP CGIL di Ferrara, l’ordinanza del Tribunale di Ferrara emessa a seguito di azioni legali promosse da un lavoratore della Polizia Locale e dalla Funzione Pubblica Cgil Ferrara nei confronti del Comune di Ferrara. L’ordinanza condanna la condotta illegittima del Comune di Ferrara tenuta nel processo di armamento del Corpo di Polizia Locale ed assume rilievo sotto diversi profili di discriminazione diretta e indiretta per il regolamento comunale emesso nel 2020, dove si rende incompatibile l’appartenenza al Corpo di Polizia Locale con lo status di obiettore di coscienza.

La vicenda riguarda in parte un #avoratore che in ragione del fatto di avere in passato manifestato l’obiezione di coscienza, rifiutando di prestare servizio militare in occasione della sua chiamata alla leva, si vedeva assegnato d’ufficio nel 2021 alla Centrale Radio Operativa (con la perdita dell’indennità di servizio esterna) e le donne mai soggette alla leva obbligatoria senza quindi mai essere state messe nella condizione di poter manifestare formalmente l’obiezione di coscienza.

La sentenza ha perciò sancito che lo stato di obiettore di coscienza non è ostativo alla permanenza nel Corpo di Polizia Locale e seppur in presenza di un regolamento, questo non può essere retroattivo in quanto al momento delle assunzioni dei soggetti interessati, non era prevista alcuna limitazione in tal senso.

“Questa è una giornata importante per il diritto del lavoro – ha detto Vitali – la sentenza emessa dal Tribunale di Ferrara a seguito nel nostro ricorso, avrà ricadute a livello nazionale in materia di discriminazione diretta ed indiretta, ancora una volta abbiamo portato avanti una battaglia di merito ed abbiamo vinto nelle politiche del lavoro”.

“Ci facciamo pure tramite della parola della Giudice – prosegue Vitali – per rispondere al segretario Falcitano del sindacato Diccap Sulpl, che lo scorso anno ci chiedeva conto delle motivazioni per cui ritenevamo possibile la manifestazione di obiezione di coscienza all’interno della Polizia Locale”.

La sentenza che condanna il Comune di Ferrara al risarcimento dei danni nei confronti del lavoratore (ed il reintegro nelle mansioni in servizio esterno), della Funzione Pubblica e al pagamento delle spese legali è l’ennesima vittoria in giudizio di azioni portate avanti dalla nostra Organizzazione sindacale.

“E’ la terza sentenza che ha come tratto distintivo la discriminazione – ha aggiunto Cristiano Zagatti segretario generale Cgil Ferrara – siamo molto preoccupati per i danni che questa Amministrazione sta provocando sul territorio anche in vista della futura declinazione dei fondi del PNRR. Una Giunta che per il bene della città dovrebbe essere dimissionaria per manifesta incapacità amministrativa”. Se il Comune di Ferrara, come ha ricordato Silvia Pivetti della Funzione Pubblica Cgil presente oggi in conferenza stampa, non ha tra l’altro ancora indicato quali saranno i servizi dove sarà obbligatorio l’uso dell’arma per i dipendenti del Corpo di Polizia Locale, una cosa è certa: si deve agire nel rispetto di leggi e sentenze e senza carattere discriminatorio alcuno.


Bologna - Basta morti sul lavoro. Martedì 26 ottobre presidio di fronte all'INAIL

da FP CGIL Bologna

L’infortunio mortale accaduto a Yaya Yafa all’interno dell’Interporto di Bologna ci pone di fronte un problema che è diventato una piaga da curare del nostro sistema produttivo e di servizi.

Mancano gli investimenti e i controlli lungo la filiera produttiva e spesso le Committenti non controllano il decentramento. Gli appalti e i subappalti vedono la presenza di lavoratori che non hanno una formazione adeguata sulla sicurezza e mancano di un addestramento/affiancamento consono alle attività che devono svolgere.
Basta morti sul lavoro, per ottenere questo risultato va accelerato il percorso di potenziamento dei servizi ispettivi e vanno intensificate le sanzioni nei confronti delle imprese inadempienti.
Occorre svolgere un approfondito esame della situazione all’Interporto coinvolgendo i vertici e tutti i livelli Istituzionali preposti a garanzia della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro.
Il prezzo sociale che si sta pagando per effetto della quantità di infortuni è inaccettabile e insostenibile per qualsiasi comunità e a Bologna dobbiamo trovare la forza di reagire e di mettere in luce i difetti che sono alla base degli incidenti sul lavoro
Il tavolo in Città Metropolitana con il Sindaco auspichiamo sia una occasione importante per invertire la tendenza attuale e rimettere al centro il Lavoro e la Persona che lavora.
Le lavoratrici e i lavoratori dei servizi pubblici non potranno partecipare allo Sciopero Generale metropolitano indetto da CGIL CISL UIL per Martedì 26 ottobre 2021 perché assoggettati alla regolamentazione dello sciopero (L. 146/90) ma sostengono tale mobilitazione e saranno presenti attraverso i loro rappresentanti sindacali di CGIL CISL UIL, al presidio che si terrà nella stessa giornata dalle ore 14,00 alle ore 17,00 sotta la sede dell’INAIL di Bologna.

Leggi il comunicato

"Montecatone - Patrimonio pubblico di tutti e valore del territorio"

Un’iniziativa di primo piano nel territorio imolese per una questione di interesse strategico: il futuro dell’Istituto di Montecatone.
Venerdì 29 ottobre alle ore 16.30, nel salone della Camera del Lavoro di Imola, avrà luogo l’iniziativa pubblica organizzata dalla FP CGIL Emilia Romagna sul futuro di Montecatone e sul ruolo che l’Istituto potrebbe avere all’interno del perimetro del Sistema Sanitario Regionale dell’Emilia Romagna.
Ne parleranno il sindaco Marco Panieri, il direttore generale del Montecatone Rehabilitation Institute Mario Tubertini, il direttore generale dell’ Azienda Usl di Imola Andrea Rossi, la segretaria generale della Cgil Mirella Collina e l’assessore regionale alle politiche per la salute Raffaele Donini. Modera il dibattito Marco Blanzieri della segreteria della Funzione Pubblica CGIL dell’Emilia Romagna.
La partecipazione all’iniziativa è aperta alla cittadinanza e alla stampa (è necessario esibire il green pass) e si pone l’obiettivo di alimentare la discussione sulla sanità e sul ruolo che la gestione pubblica di essa ha da sempre rappresentato per la Cgil per garantire il diritto alla salute, sancito dall’art. 32 della Costituzione