Elezioni Cassa di Previdenza e Assistenza del MIT: dal 20 al 22 aprile si vota online per rinnovare CDA e Collegio dei revisori

Dal 20 al 22 aprile si terranno le elezioni per il rinnovo dei rappresentanti del personale nel Consiglio di amministrazione e nel Collegio dei revisori della Cassa di Previdenza e Assistenza del MIT. Si voterà esclusivamente online, dalle ore 9.00 del 20 aprile alle ore 15.00 del 22 aprile, da qualunque dispositivo.

L’appuntamento elettorale arriva al termine di un quadriennio che, come viene ricordato nel materiale di presentazione della lista FP, è stato particolarmente impegnativo per la Cassa. In questi anni sono stati completati il percorso di riforma dello Statuto e la revisione delle percentuali per gli accantonamenti annuali destinati all’una tantum, cioè la liquidazione maturata presso la Cassa sulla quale può essere richiesta anticipazione secondo le modalità previste. Un lavoro che, secondo quanto riportato, consente oggi di affermare che la Cassa gode di una condizione solida e positiva.

Per il prossimo quadriennio, la sfida indicata dalla FP CGIL è chiara: difendere l’autonomia della Cassa rispetto ad altre forme di welfare, proseguire nel processo di digitalizzazione per renderlo sempre più efficiente e semplificare l’individuazione delle spese da sussidiare, in armonia con il Comitato Sussidi, così da evitare equivoci dovuti alla somiglianza tra diversi istituti e includere pienamente le spese sanitarie all’interno della Cassa.

Si tratta di obiettivi che parlano direttamente alle lavoratrici e ai lavoratori del Ministero: tutela concreta, chiarezza nelle prestazioni, maggiore accessibilità agli strumenti di assistenza e una gestione capace di valorizzare il patrimonio costruito negli anni con il contributo e i sacrifici del personale. È su questo terreno che si gioca il significato del voto, non come semplice adempimento formale, ma come scelta sulla direzione futura di uno strumento importante di tutela collettiva.

Nel materiale elettorale viene inoltre ribadito che la FP CGIL intende affrontare questo percorso restando dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, con l’obiettivo di proteggere il capitale della Cassa e rafforzarne la funzione sociale e assistenziale. Per questo, l’invito rivolto agli aventi diritto è a partecipare al voto e a sostenere la lista FP CGIL nelle elezioni per il rinnovo degli organismi della Cassa di Previdenza e Assistenza del MIT.

Tra i candidati indicati per il Consiglio di amministrazione figurano Francesco Castronuovo, Giulia Nardelli, Raffaella Cevenini, Cosimo Pecere, Carolina Di Monaco, Luciano Rafanelli, Maria Giuseppina Grosseto, Simona Ricotti, Mario Maugeri e Daniela Scalia. Per il Collegio dei revisori sono invece candidati Tommaso Boccieri, Filippo Calori, Regina Lo Russo e Alberico Napoli.

In una fase in cui gli strumenti di previdenza e assistenza integrativa assumono un peso crescente nella vita lavorativa, queste elezioni rappresentano dunque un passaggio rilevante. Partecipare significa contribuire a definire il futuro della Cassa, la qualità dei servizi offerti e il livello di tutela garantito al personale del MIT.


Vittoria NO Referendum

Referendum, la vittoria del No parla al Paese: difesa della Costituzione e domanda di cambiamento

La vittoria del No al referendum sulla giustizia non è soltanto un risultato elettorale. È un passaggio politico e civile che consegna un messaggio netto: nel Paese c’è una domanda forte di democrazia, partecipazione e rispetto dell’equilibrio costituzionale. Come FP CGIL Emilia-Romagna leggiamo questo voto come un segnale chiaro: la Costituzione non si piega agli interessi di parte, si applica e si difende. Maurizio Landini ha parlato dell’inizio di “una nuova primavera”, sottolineando che dal voto emerge una richiesta di cambiamento e di nuove politiche economiche e sociali capaci di rimettere al centro lavoro, diritti e pace.

Il dato politico è ancora più evidente se si guarda alla geografia del voto. Il No ha vinto in 17 regioni e ha prevalso con forza nelle grandi città, da Roma a Napoli, da Milano a Palermo, da Torino a Bari, da Firenze a Bologna. In Emilia-Romagna, inoltre, l’affluenza ha sfiorato il 67% e il No ha superato il dato nazionale, confermando una partecipazione ampia e consapevole. È un risultato che parla di radicamento democratico, di senso civico e di una diffusa volontà di respingere riforme percepite come sbagliate e divisive.

Dentro questa affermazione del No ci sono poi alcuni elementi sociali e politici che meritano attenzione. Il voto del Mezzogiorno ha rappresentato una bocciatura netta delle politiche del governo, fino a essere letto dai dirigenti sindacali della Cgil del Sud come una risposta all’impostazione “antimeridionalista” dell’attuale esecutivo. In Campania, per esempio, la riforma è stata respinta da oltre il 66% dei votanti, mentre a Napoli il No ha toccato punte altissime, fino al 75,5%.

Determinante è stato anche il protagonismo delle nuove generazioni. Secondo le analisi richiamate da Collettiva, l’80% degli under 25 e il 61% degli under 35 si sono espressi per il No. Non solo: tra i 18 e i 28 anni la partecipazione avrebbe raggiunto il 67%, segnalando un ritorno al voto di una parte importante di giovani che nelle ultime consultazioni si era tenuta ai margini. È un dato che smentisce molti luoghi comuni e mostra come, quando in gioco ci sono la qualità della democrazia e l’assetto dei poteri, ragazze e ragazzi sappiano rispondere con lucidità e responsabilità.

Un altro elemento decisivo è stato il voto delle donne. Secondo il report YouTrend richiamato nell’analisi di Collettiva, il 55% delle elettrici che si sono recate alle urne ha scelto il No. Un risultato che si lega a una convinzione profonda: difendere la Costituzione significa difendere anche l’equilibrio tra i poteri e quindi la tenuta concreta dei diritti, comprese le libertà e i percorsi di emancipazione delle donne. Non è un dato laterale, ma uno dei punti che spiegano meglio la portata politica di questa vittoria.

Il quadro cambia invece tra gli italiani all’estero, dove ha prevalso il Sì con il 56,34%, contro il 43,66% del No, su un’affluenza del 28,53% di oltre 5,4 milioni di aventi diritto. Anche questo conferma che il voto referendario va letto in profondità, tenendo insieme territori, composizione sociale e condizioni materiali differenti. Ma il dato generale che arriva dall’Italia resta inequivocabile: la maggioranza di chi ha partecipato ha respinto la riforma.

Per la FP CGIL Emilia-Romagna, questa vittoria non è un punto di arrivo. È piuttosto un’indicazione di marcia. Il voto ci dice che c’è un Paese che non accetta scorciatoie istituzionali, che chiede ascolto, confronto e giustizia sociale. Dice che la democrazia vive quando le persone tornano a partecipare. Dice che il lavoro, i diritti, il welfare e l’uguaglianza devono tornare al centro dell’agenda pubblica. La vittoria del No, allora, è soprattutto questo: la conferma che esiste un’Italia che vuole difendere la Costituzione e aprire una stagione nuova di partecipazione e cambiamento.


educazione fp

Educatrici di nido: tutelati i posti di lavoro e l’accesso ai concorsi

Un importante passo avanti è stato compiuto in Parlamento per risolvere la questione dei titoli di laurea 2017-2019 non riconosciuti, che ha messo a rischio il futuro lavorativo di centinaia di educatrici di nido. L’approvazione dell’emendamento anche in Commissione alla Camera rende l’iter legislativo più solido, ma il percorso non è ancora concluso.

Il nodo dei titoli di laurea 2017-2019

Nei mesi scorsi, molti corsi di laurea validi per lavorare nei nidi sono stati inspiegabilmente non riconosciuti dalle stesse università che li avevano rilasciati. Un’anomalia che ha generato esclusioni dai concorsi, blocchi in graduatoria e perfino il rischio di licenziamenti.

Con gli emendamenti approvati in entrambe le Commissioni parlamentari, si apre finalmente una strada per il pieno riconoscimento di questi titoli e per la stabilizzazione del personale educativo.

Incontro con ANCI e azioni concrete

Lo scorso 22 luglio, FP CGIL e UIL FPL hanno incontrato l’Associazione Regionale dei Comuni (ANCI) per concordare azioni comuni a tutela delle educatrici. L’incontro ha portato a impegni chiari:

  • Monitorare l’iter legislativo, continuando il confronto con il Governo per una soluzione definitiva e rapida.

  • Inviare una nota a tutti i Comuni, Unioni e ASP della regione Emilia-Romagna per evitare esclusioni da concorsi, graduatorie vigenti o la messa in discussione di contratti già in essere.

Non proclami, ma impegni concreti

Le organizzazioni sindacali sottolineano che “i problemi non si risolvono con i proclami, ma con il lavoro costante e con l’interlocuzione con i soggetti istituzionali responsabili delle decisioni”.

Il risultato ottenuto finora dimostra che la strada intrapresa è quella giusta, ma la battaglia non è finita.

La mobilitazione continua

Non molleremo fino a quando non ci sarà una soluzione definitiva che garantisca stabilità e diritti per tutte le educatrici coinvolte. La posta in gioco è alta: la dignità professionale, la sicurezza del lavoro e la qualità dei servizi educativi nei nidi pubblici.


Assemblea degli iscritti FP CGIL dei servizi di salute mentale

Gli episodi di cronaca degli ultimi giorni hanno acceso un faro sulla situazione drammatica in cui versano i servizi di salute mentale.

È una situazione che come Fp Cgil e come Cgil denunciamo da tempo, generata da anni di tagli e destrutturazione dei servizi. La solidarietà in questo caso, però, non basta; serve mettere in campo azioni concrete, e per fare questo è indispensabile partire dalle conoscenze e dall’esperienza di tutte e tutti i professionisti che in questi servizi operano.

Per discutere di questo è convocata una:

ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI FP CGIL DEI SERVIZI DI SALUTE MENTALE
Per il giorno 1 giugno 2023 dalle ore 14,30 alle ore 17,30 in modalità mista in presenza e da remoto.

L’assemblea si svolgerà presso Spazio Pubblico via di Porta Maggiore 52 – Roma

Il link per il collegamento è il seguente:
https://us02web.zoom.us/j/88292282697?pwd=Mk9yZGF3QlBDMFR4SkQ0aXZ5L3ZOUT09

All’assemblea parteciperanno:
Serena Sorrentino – Segretaria Generale Fp Cgil
Daniela Barbaresi – Segreteria nazionale Cgil


Cooperazione sociale - L'attivo del 17 aprile per chiedere il contratto subito!

COOPERAZIONE SOCIALE – VOGLIAMO IL CONTRATTO SUBITO!
Si è svolto stamattina (17 aprile) l’attivo regionale delle delegate e dei delegati della cooperazione sociale della FP CGIL.
Quasi in 200 a fare il punto sulle difficili condizioni di lavoro attualmente esistenti nel settore e sullo stato delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale.
È emerso con chiarezza come la questione salariale, la valorizzazione professionale ed il miglioramento reale delle condizioni di lavoro siano priorità che non posso essere rimandate.
La grande qualità del lavoro svolto, l’elevata professionalità esistente nella cooperazione sociale stridono fortemente con stipendi e condizioni di lavoro del tutto inadeguate.
Lavoratrici e lavoratori della cooperazione sociale si attendono un rinnovo del CCNL adeguato in tempi brevi. Se questo non succederà saremo pronti ad attivare alla mobilitazione.


Resoconto trattativa e sigla verbale di accordo con Anpas e Misericordie

Giovedì 2 Marzo, presso la sede Anpas di Firenze abbiamo siglato un Verbale di Accordo nel quale Anpas riconosce alle lavoratrici e ai lavoratori, a decorrere dal 1° Dicembre 2022, una somma in acconto sul rinnovo del CCNL 2020-2022 nella misura del 3,5% del tabellare, riferito al C3 e sarà erogato nella busta paga del mese di Marzo 2023. La somma è da intendersi assorbibile su futuri aumenti previsti nel rinnovo CCNL Anpas 2020-2022 o unificato con il CCNL Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia 2020-2022.

In merito alla Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia, la stessa si è impegnata entro il 31 Marzo 2023, a fornire una risposta circa la volontà effettiva di procedere nel percorso di rinnovo del CCNL congiuntamente all’Anpas Odv. Le OO.SS CGIL fp, CISL Fp e UIL FPL in relazione alla risposta delle Misericordie valuteranno le eventuali iniziative da intraprendere.

Abbiamo fissato per il 4 Aprile 2023 un nuovo incontro per proseguire i lavori relativi al percorso di rinnovo del CCNL 2020-2022.

In allegato il Verbale di Accordo siglato dalle parti ed il tabellare con la Retribuzione lorda con Anticipazione riconosciuta, suddivisa per le varie Categorie.


Sanità in Emilia-Romagna - Nessun passo indietro!

Martedì 14 dicembre FP CGIL e UIL FPL organizzeranno un volantinaggio davanti agli ospedali della Regione per dire no al blocco delle assunzioni, per dire no alla mancata proroga dei contratti a tempo determinato e per chiedere lo sblocco dei finanziamenti per la sanità.

Pur apprezzando lo sforzo e l’impegno della Regione sulle politiche assunzionali, messo in campo nel 2020 e parte del 2021, riteniamo grave l’indicazione data alle aziende sanitarie di bloccare in termini generali le assunzioni in relazione alle difficoltà legate al bilancio regionale che, soprattutto nella parte relativa alla sanità, è in grandissima sofferenza.

Grave perché i bisogni delle persone, a differenza delle assunzioni, non si possono fermare e i servizi per funzionare hanno bisogno di persone che ci lavorino dentro.

Oggi la garanzia del diritto alla salute passa per una serie innumerevole di prestazioni e servizi aggiuntivi rispetto al passato.

Centri vaccinali, aumento dei posti letto di terapia intensiva e dei trasporti in emergenza, aumento delle situazioni di disagio della popolazione di tutte le fasce di età, apertura nuovi reparti Covid e recupero delle liste di attesa sono questioni a cui dare risposta e a cui è necessario provvedere aumentando le dotazioni organiche e valorizzando i professionisti.

Per questo riteniamo impensabile che oggi si blocchino le assunzioni e che si lascino a casa i tempi determinati in scadenza che invece pensiamo debbano essere stabilizzati, perché giovani e preparati e perché sono una grande risorsa per la nostra sanità.

Non accetteremo pertanto che nessun dipendente che abbia acquisito nel 2021 o che maturerà nel 2022 i requisiti per la stabilizzazione sia lasciato a casa servono certezze adesso, aspettare il 18 gennaio come teorizza la CISL FP, ha lo stesso significato della frase “Adda passà ‘a nuttata !”.

Alla Regione chiediamo di battere i pugni sul tavolo del Ministero della Salute e dell’Economia perché stanzino le risorse necessarie, non si può infatti accettare che la “straordinaria” situazione legata alla pandemia trovi risposta dal finanziamento “ordinario” da parte dello Stato.

Non vogliamo entrare nella logica del male minore da gestire quando i temi da trattare sono il diritto alla salute e una visione dei bisogni sociali ai quali la Legge di Stabilità, attualmente in discussione, non da adeguate risposte.

Rivendichiamo il diritto alla salute e il benessere delle comunità come diritto universale delle persone e tuteliamo le lavoratrici ed i lavoratori per garantirlo, se la CISL FP pensa di mobilitarsi tra oltre un mese, FP CGIL e UIL FPL ritengono lo si debba fare adesso per ottenere sin da subito risposte certe, questi non sono temi che possono essere rimandati “al domani”.

 

Lavori nella sanità e vuoi maggiori informazioni sull’iniziativa? Scrivi ad una delle nostre FP CGIL Territoriali!

 

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