Escluse dal concorso, il Tar dà ragione alle maestre senza laurea: va rifatta la selezione

La vicenda delle undici insegnanti della provincia di Ravenna escluse dal concorso bandito dal Comune di Russi per posti nei nidi d’infanzia riporta al centro un tema che per noi è decisivo: il riconoscimento corretto dei titoli, la tutela delle professionalità educative e il rispetto dei diritti delle lavoratrici. Le candidate erano state escluse perché non in possesso della laurea, ma il Tar ha accolto il ricorso e ora la procedura dovrà essere ripetuta.

Il bando riguardava posti a tempo pieno e indeterminato nell’area dei servizi alla cittadinanza del Comune di Russi, nell’ambito educativo 0-3 anni. La selezione prevedeva, oltre alla laurea, anche la possibilità di accesso con titoli equipollenti, equiparati o comunque riconosciuti dalle norme vigenti e dalle disposizioni regionali dell’Emilia-Romagna. Proprio su questo punto si è aperto il contenzioso: le candidate escluse erano in possesso di diploma conseguito entro i termini temporali che, secondo la normativa regionale richiamata nell’articolo, ne salvaguardano la validità per l’accesso al settore educativo.

La decisione del Tar chiarisce un principio importante: non si possono ignorare titoli che l’ordinamento considera ancora validi. È un passaggio che parla non solo del caso specifico di Russi, ma di una questione più ampia che riguarda l’organizzazione dei servizi educativi pubblici, la certezza delle regole e la necessità di evitare interpretazioni restrittive che finiscono per penalizzare lavoratrici con esperienza, competenze e percorsi formativi riconosciuti.

Centrale il ruolo della Fp Cgil di Ravenna, che ha affiancato le lavoratrici nel ricorso. Lisa Dradi, segretaria generale della categoria, ha definito illegittima l’esclusione e ha sottolineato che questa vittoria non contrappone diplomate e laureate, ma difende dignità, equità e buon senso in un settore delicato come quello educativo, dove servono tutte le professionalità. La sentenza, sempre secondo quanto riportato, impone ora di ripetere la selezione ammettendo anche le educatrici inizialmente escluse.

Dal nostro punto di vista, questa vicenda conferma quanto sia necessario costruire procedure concorsuali corrette, inclusive e rispettose delle norme, capaci di tenere insieme i diritti delle lavoratrici e la qualità dei servizi rivolti a bambine e bambini. Quando questo equilibrio salta, a pagare non sono solo le persone escluse, ma anche la credibilità delle amministrazioni e la tenuta del sistema pubblico. Per questo riteniamo essenziale che su titoli, accesso alle professioni educative e valorizzazione del lavoro ci sia chiarezza, senza zone d’ombra e senza disparità.


Hellwatt Festival a Reggio Emilia

Hellwatt Festival a Reggio Emilia, FP CGIL: “Servono risposte immediate per tutelare lavoratori e servizi pubblici”

La FP CGIL Emilia-Romagna esprime forte preoccupazione per l’organizzazione dell’Hellwatt Festival in programma il prossimo luglio alla RCF Arena di Reggio Emilia. Al centro dell’attenzione non c’è soltanto la scelta di ospitare un personaggio fortemente controverso come Ye, rispetto alla quale condividiamo quanto già espresso dall’ANPI provinciale, ma soprattutto l’impatto concreto che un evento di queste dimensioni rischia di scaricare su lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici essenziali.

Secondo le stime, l’arrivo di circa centomila persone da fuori città potrebbe mettere sotto pressione in modo straordinario la sanità pubblica e la polizia locale, proprio in un periodo particolarmente delicato come quello estivo, segnato da ferie, organici ridotti e temperature elevate.

Sanità pubblica sotto pressione

Per la FP CGIL Emilia-Romagna è motivo di forte allarme la situazione del pronto soccorso, già oggi in sofferenza nelle condizioni ordinarie. L’eventuale gestione di un afflusso così imponente di persone, in un mese che si preannuncia molto caldo, rischia di aggravare una situazione già critica.

La tenuta del sistema sanitario territoriale non può essere affidata all’improvvisazione. Servono misure preventive, un’organizzazione chiara e risorse adeguate per evitare che l’evento produca ricadute pesanti sia sui professionisti della sanità sia sull’intera cittadinanza.

Polizia locale e viabilità, il rischio di un carico insostenibile

Le stesse preoccupazioni riguardano la polizia locale, che sarà chiamata a gestire un impegno eccezionale sul piano della sicurezza urbana, della viabilità e dell’assistenza alla mobilità. In una città inevitabilmente esposta a disagi, congestione e criticità organizzative, gli attuali organici non sembrano sufficienti ad assorbire un carico di lavoro di tale portata.

Per la FP CGIL Emilia-Romagna si prospettano giornate e notti estremamente pesanti per il personale coinvolto, con il rischio che lo sforzo richiesto ricada ancora una volta su lavoratrici e lavoratori già sottoposti a forti pressioni quotidiane.

Servono chiarezza, accordi trasparenti e risposte subito

Per questo chiediamo di conoscere in tempi rapidi quali accordi siano stati definiti tra Ausl, Comune e società che gestisce gli eventi della RCF Arena. È necessario fare piena chiarezza anche sugli aspetti economici e organizzativi: quali risorse saranno messe in campo, con quali strumenti e con quale rafforzamento del personale si intende affrontare questo vero e proprio stress test per la comunità reggiana.

Il punto, per la FP CGIL Emilia-Romagna, è semplice: non si può arrivare a ridosso dell’evento rincorrendo l’emergenza. La discussione va aperta adesso, con trasparenza e responsabilità, per tutelare i lavoratori dei servizi pubblici e garantire sicurezza, assistenza e vivibilità alla città.

La posizione della FP CGIL Emilia-Romagna

Ribadiamo la necessità di risposte immediate. Quando eventi di questa portata insistono su un territorio, non possono essere i servizi pubblici e chi ci lavora a pagare il prezzo più alto. La prevenzione organizzativa, il potenziamento degli organici e la chiarezza sugli impegni assunti dagli enti coinvolti sono condizioni indispensabili.

Su questo continueremo a chiedere un confronto serio e tempestivo, perché la tutela del lavoro pubblico e della comunità viene prima di qualsiasi operazione di immagine.


Lavoro agile caro carburanti

Lavoro agile nella PA, servono misure urgenti contro il caro carburanti

La FP CGIL Emilia-Romagna rilancia con forza la richiesta avanzata dalla FP CGIL nazionale al Ministro per la Pubblica Amministrazione, alla Conferenza delle Regioni, a UPI e Anci: servono interventi immediati per favorire il lavoro agile nelle pubbliche amministrazioni e contenere l’impatto dell’aumento dei costi dei carburanti sulle lavoratrici e sui lavoratori pubblici.

L’attuale scenario internazionale sta producendo nuovi effetti sui mercati energetici, con ripercussioni dirette sui prezzi e sul costo della vita. In questo quadro, rafforzare il ricorso al lavoro da remoto rappresenta una scelta concreta e utile per ridurre gli spostamenti, alleggerire i costi sostenuti dal personale e limitare le conseguenze economiche di una crisi che rischia di colpire duramente il potere d’acquisto dei dipendenti pubblici.

Per la FP CGIL Emilia-Romagna è necessario che tutte le amministrazioni pubbliche adottino rapidamente misure organizzative efficaci, aumentando le giornate di lavoro agile dove possibile e mettendo in campo ulteriori strumenti di tutela salariale. La transizione organizzativa non può gravare ancora una volta su lavoratrici e lavoratori: servono risposte tempestive, responsabilità istituzionale e scelte che mettano al centro la tutela del reddito e della qualità del lavoro pubblico.


federculture

CCNL Federculture 2022-2024, sottoscritto l’accordo preliminare per il rinnovo

Abbiamo sottoscritto un accordo preliminare per il rinnovo del CCNL Federculture per il triennio 2022-2024. Il partecipato percorso assembleare delle scorse settimane ci ha consentito di ottenere un incremento rispetto a quanto prospettato a dicembre dalla parte datoriale.

Pur senza assicurare il pieno recupero del potere d’acquisto, riteniamo che il risultato raggiunto rappresenti il miglior esito possibile nel contesto dato. Si tratta di un passaggio importante, costruito attraverso il confronto con le lavoratrici e i lavoratori e attraverso un percorso sindacale che ha permesso di rafforzare la proposta iniziale.

Un risultato ottenuto con determinazione

Rivendichiamo con chiarezza il valore di questo risultato. È stato solo grazie alla nostra determinazione e alla nostra alta rappresentatività che siamo riusciti a evitare una sottoscrizione arrendevole una settimana fa e a incrementare ulteriormente sia il riconoscimento economico tabellare sia gli arretrati.

Per noi questo accordo non rappresenta un punto di arrivo definitivo, ma un risultato concreto dentro una fase complessa, in cui abbiamo scelto di non arretrare e di continuare a difendere fino in fondo gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.

Abbiamo rinnovato per riaprire subito il confronto

Abbiamo rinnovato questo contratto anche con un obiettivo preciso: riaprire subito il confronto per il triennio 2025-2027 e dare nuove risposte alle lavoratrici e ai lavoratori del settore.

Ribadiamo il nostro significativo presidio su tutto il territorio nel settore culturale. Proprio per questo continuiamo a considerare il CCNL Federculture come un contratto che deve avere l’ambizione di diventare il riferimento per il mondo della cultura.

Innovare il contratto e valorizzare il lavoro culturale

Perché questo obiettivo si realizzi davvero, riteniamo necessario innovare la parte normativa del contratto e produrre nuovi avanzamenti nella valorizzazione economica del personale che svolge attività culturali.

Il rinnovo preliminare del CCNL Federculture 2022-2024 rappresenta quindi un passaggio importante, ma anche l’inizio di un lavoro che dovrà proseguire. Continueremo a impegnarci per rafforzare il contratto, migliorare le condizioni di lavoro e dare pieno riconoscimento al valore delle professionalità che operano nel settore della cultura.


parma

Appalto integrazione scolastica Fidenza: siglato accordo tra Comune e FP CGIL territoriale

Con lavoratrici e lavoratori create le condizioni per un cambio di passo

 

Un accordo che garantisce le esigenze degli alunni più fragili e tutela il lavoro degli educatori di sostegno: è questo l’esito del tavolo avviato dal Comune di Fidenza a fronte del crescente bisogno di interventi socio-educativi assistenziali a favore di alunni e alunne certificati e delle istanze di lavoratori e lavoratrici pervenute dalla FP CGIL  Parma.

Un lungo confronto fra le parti che ha portato a un sostanziale aggiornamento dell’appalto per l’affidamento dei servizi educativi, scolastici ed extrascolastici, per minori sottoscritto nel 2023. Dalla firma scaturisce, in sintesi, una rimodulazione dell’organizzazione in modo da incrementare il grado di continuità nell’erogazione dei servizi educativi e scolastici che si concretizza nella continuità lavorativa sul secondo giorno di assenza dell’alunno – dopo che finora era coperto unicamente il primo giorno di assenza – e il riconoscimento del pasto al personale educativo.

“É stato importante – commenta Vittoria Ubaldi funzionaria FP CGIL Parma con delega al terzo Settore – aprire su questi temi un confronto con l’Amministrazione comunale di Fidenza, riuscendo a superare annose criticità e migliorando così le condizioni di educatori ed educatrici impiegati sull’appalto”.

“Si tratta di un accordo rilevante – osserva il sindaco Davide Malvisi – che permette di incrementare il grado di continuità nell’erogazione dei servizi educativi e scolastici, offrendo modelli organizzativi necessari a rispondere alla sempre maggiore complessità dei percorsi di inclusione a scuola. Allo stesso tempo, l’intesa raggiunta con FP CGIL accoglie le esigenze di maggior tutela lavorativa espresse dagli educatori. Vengono così affrontati e risolti problemi che erano sul tavolo da tempo e a tal fine l’Amministrazione compie un ulteriore sforzo di bilancio”.

“Nel merito – dettaglia Tommaso Celletti, funzionario FP territoriale – l’accordo prevede il riconoscimento al pasto per tutte le educatrici e gli educatori che svolgono il proprio lavoro durante il momento del pasto delle alunne e alunni, oltre al riconoscimento a educatrici ed educatori del pagamento del secondo giorno di assenza di alunni e alunne seguiti a scuola. Da sempre chiediamo coerenza: se l’orario è retribuito perché è lavoro educativo, è imprescindibile che il pasto sia fornito e garantito a tutto il personale educativo. Stesso discorso vale per le giornate di assenza dei minori seguiti a scuola: non possiamo pensare che educatrici e educatori, professionisti con titoli di studio riconosciuti, possano non avere garantita la continuità lavorativa in caso di assenza dell’alunna o dell’alunno seguito e trasformarsi in “jolly” per sostituzioni, laddove possibili, per poter aver retribuita la giornata. Ancora una volta, la mobilitazione e la vicinanza di lavoratrici e lavoratori, supportate dalla nostra azione sindacale e dal lavoro delle delegate hanno portato risultati tangibili. Siamo riusciti a sbloccare una situazione di stallo che durava da anni e a migliorare condizioni di lavoro. Riconosciamo all’Amministrazione comunale, e in particolare al sindaco Davide Malvisi, l’attenzione rivolta al tema e la volontà di arrivare a una soluzione condivisa”, concludono i sindacalisti.

“Vigileremo affinché gli impegni presi si concretizzino – aggiunge Vittoria Ubaldi – e lavoreremo affinché il nuovo appalto sia un esempio virtuoso di tutela e qualità dei servizi educativi. Anche in questa occasione la FP CGIL Parma, grazie alle sue rivendicazioni e alla vicinanza di lavoratrici e lavoratori, è riuscita a migliorare le condizioni di lavoro rendendole più tutelanti, sicure, dignitose e stabili”.

Il Comune di Fidenza, per l’attuazione dell’accordo, si impegna a finanziare 700 ore aggiuntive da febbraio 2026 al 30 giugno 2026 per un esborso intorno ai 16mila euro mentre la spesa per garantire i pasti del personale educativo è stimata in oltre 4mila euro. Risorse che si sommano allo stanziamento di oltre 700mila euro già a bilancio. L’accordo produce in concreto un potenziamento del servizio a beneficio degli utenti: dal mese di febbraio, in caso di assenza dei minori beneficiari del servizio, l’educatore di riferimento sarà comunque operativo non per uno, ma per due giorni, a servizio di altri alunni con disabilità. La nuova modalità mira anche a rendere più efficiente il sistema delle sostituzioni tra educatori, in modo da ridurre ulteriormente la probabilità che un minore rimanga “scoperto” a causa di un’assenza improvvisa dell’educatore di riferimento. Si è inoltre ritenuto di garantire la fruizione del pasto per l’educatore in tutti i casi in cui l’affiancamento del bambino durante il pranzo nei refettori scolastici sia utile al raggiungimento degli obiettivi educativi programmati.

Soddisfazione è espressa anche dall’assessora all’Istruzione e Servizi educativi Elisa Illica Magrini: “La sottoscrizione è frutto di un percorso di collaborazione e confronto tra le parti che ha portato ad una soluzione attesa e maturata da tutti. L’intesa rappresenta un passo significativo verso il rafforzamento di un sistema educativo sempre più inclusivo, capace di rispondere in modo adeguato e tempestivo ai bisogni educativi, relazionali e di benessere degli studenti in situazione di maggiore vulnerabilità”.

Il tavolo di confronto è destinato a proseguire. È già stato calendarizzato un nuovo incontro per aprile 2026 al fine di monitorare l’andamento dell’accordo e valutare eventuali integrazioni o modifiche per l’anno scolastico 2026-2027.


Polizia locale, turni notturni: c'è l'accordo solo con la FP CGIL Parma

Il segretario generale Ruggero Maria Manzotti: “Questo avvio non è un punto di arrivo ma un punto di partenza”

La firma del progetto riguardante l’attivazione del turno notturno per la Polizia Locale segna un passaggio importante per quanto riguarda la gestione del personale e il corpo di Polizia Locale.
L’accordo non è solo un mero cambiamento orario ma rappresenta una risposta alla necessità di presenza da parte del Corpo nelle ore notturne; è un tassello fondamentale rispetto ad una riorganizzazione generale della Polizia Locale di Parma, cosa che la FP CGIL Parma richiede da tempo.
Gli elementi significativi che hanno costruito e che caratterizzano l’inizio di questo percorso presenti nell’accordo sono i seguenti:
– interventi e gestione dei sinistri stradali nelle ore notturne
– la continuità operativa del corpo h24
– il conseguente rafforzamento del presidio urbano da parte delle Forze di Polizia, sgravate dall’incombenza dei rilievi dei sinistri stradali, peculiare attività della Polizia Locale di Parma, riconosciuta per la sua professionalità.
– le notti saranno coperte da 3 agenti e un funzionario dal lunedì al giovedì e da 4 agenti e un funzionario dal venerdì alla domenica per la gestione dei sinistri stradali e per il presidio della centrale operativa.
Il progetto sarà partecipato da tutto il corpo in via principale su base volontaria; l’accordo prevede una “svolta epocale” per il Comune di Parma e per il suo Corpo di Polizia Locale, in quanto per la prima volta si prevede in un accordo scritto, una particolare e progressiva tutela per il personale più anziano, a partire già dal cinquantacinquesimo anno di età, volta alla tutela della loro condizione psicofisica e prodromica ad una progressiva esenzione di detto personale dalle attività previste nel documento.
“Questo avvio non è un punto di arrivo ma un punto di partenza” dichiara il Segretario Generale della FP CGIL Parma, Ruggero Maria Manzotti, “si tratta di un primo tassello verso la riorganizzazione generale del Corpo che necessariamente dovrà tenere in considerazione dell’importante cambiamento avviato”. Manzotti ricorda che “le procedure concorsuali per l’assunzione di agenti ed ufficiali, che l’amministrazione vuole intraprendere nel 2026, saranno fondamentali per dare continuità di servizio e per non rimodulare troppo le attività diurne ma a queste dovrà seguire un investimento nella formazione degli operatori, oltre che un investimento in strumentazioni fondamentali per affrontare situazioni complesse”.


ferrara

Comune di Ferrara: prosegue lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori

Sindacati e RSU chiedono la convocazione immediata dei tavoli di confronto e contrattazione un dialogo costruttivo non solo è possibile ma necessario

Prosegue lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Ferrara.

Le Organizzazioni Sindacali FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, SULPL e la RSU Aziendale ribadiscono con forza la necessità di una convocazione immediata dei tavoli di confronto e contrattazione, per affrontare una serie di temi che, nonostante gli impegni assunti, risultano ancora oggi privi di risposte operative e soluzioni concrete.

Il tavolo di conciliazione svoltosi in Prefettura dello scorso dicembre 2025 si è svolto in un clima di apertura e disponibilità, ma non ha prodotto esiti risolutivi sulle questioni centrali che da tempo incidono negativamente sulle condizioni di lavoro del personale comunale.

A distanza di settimane, permane infatti l’assenza di atti, decisioni e misure organizzative da parte dell’Amministrazione ed a fronte della quale le OO. SS. e la RSU Aziendale ha chiesto ufficialmente una convocazione urgente per sbloccare la situazione.

Tra le priorità non più rinviabili vi è l’istituzione del tavolo tecnico per l’aggiornamento del Regolamento dei buoni pasto, come dichiarato dalla parte pubblica in sede prefettizia, oltre alla necessità di acquisire dati certi e trasparenti sull’organizzazione dell’orario di lavoro e sui rientri pomeridiani.

Accanto a questo, rimangono aperti numerosi nodi fondamentali che richiedono un confronto strutturato con tempi certi e responsabile, tra cui:

  • Progressioni Economiche Orizzontali (PEO) per valorizzare la qualità del lavoro;
  • definizione e applicazione del Regolamento sul lavoro agile per modernizzare la macchina amministrativa come più volte celebrato dalla stessa Amministrazione comunale;
  • percorso certo e condiviso per la stabilizzazione del personale educativo precario;
  • piena applicazione dell’art. 13 del CCNL Funzioni Locali 2019–2021 per riconoscere pienamente le competenze acquisite;
  • costruzione di un accordo stralcio sul welfare aziendale.

Le Organizzazioni Sindacali e la RSU sottolineano che la richiesta di convocazione dei tavoli non risponde a logiche pretestuose o conflittuali, ma alla volontà di riprendere e consolidare relazioni sindacali efficaci, trasparenti e rispettose, fondate sulla responsabilità istituzionale.

L’obiettivo è uno solo: superare l’attuale stato di agitazione attraverso soluzioni condivise, nell’interesse esclusivo delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Ferrara e, conseguentemente, della qualità dei servizi resi alla cittadinanza.

In assenza di riscontri concreti e tempestivi, lo stato di agitazione continuerà, con tutte le iniziative sindacali che si renderanno necessarie.


Sciopero del personale della giustizia il 5 dicembre

La vertenza dei lavoratori della giustizia entra in una fase cruciale. Fp Cgil ha proclamato uno sciopero nazionale per il 5 dicembre a Roma, con un presidio nei pressi del Senato. A fermarsi non saranno soltanto le migliaia di lavoratori dell’Ufficio per il Processo: la mobilitazione riguarda tutto il personale del Ministero della Giustizia, dalle cancellerie ai servizi amministrativi, dal personale precario a quello di ruolo, dai lavoratori assunti con il Pnrr fino ai profili professionali storicamente sottodimensionati.


Stabilizzare tutti i precari

Uno dei punti centrali è la richiesta di stabilizzare il personale precario, a partire dalle migliaia di lavoratori dell’Ufficio per il Processo entrati in servizio nel 2022 grazie alle risorse del Pnrr. Le grafiche insistono su un nodo fondamentale: la legge di bilancio 2026 non stanzia un euro aggiuntivo per le stabilizzazioni.

Senza continuità lavorativa e senza un investimento stabile nella giustizia si rischia di compromettere il funzionamento degli uffici. La modernizzazione del settore passa anche da un modello organizzativo nuovo, capace di valorizzare le competenze acquisite e di non disperdere il lavoro svolto per abbattere l’arretrato.


Valorizzare il personale

Un’altra richiesta riguarda il riconoscimento professionale di chi garantisce quotidianamente il funzionamento della macchina giudiziaria. La grafica dedicata sintetizza così il problema: “Basta con accordi separati che non danno risposte al personale”. Chiediamo di riaprire il confronto sulle famiglie professionali, per dare finalmente a tutte e tutti un nuovo ordinamento professionale coerente con il lavoro svolto e con le crescenti responsabilità richieste.


Garantire il diritto alla carriera

La piattaforma insiste sul tema delle progressioni economiche e giuridiche, troppo spesso bloccate o disomogenee. Il messaggio è chiaro: rifinanziare le progressioni verticali, riconoscere i differenziali stipendiali, definire percorsi specifici per le aree professionali e consentire a chi lavora negli uffici giudiziari di avere una prospettiva credibile di crescita.


Una protesta inevitabile

A Firenze, nel corso di un incontro pubblico, Florindo Oliverio, segretario nazionale Fp Cgil, ha sottolineato come la protesta sia diventata inevitabile a causa della totale assenza di risposte politiche sulla continuità lavorativa del personale.

Sono circa 12 mila le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, tra precari e dipendenti di ruolo. Tutti attendono da mesi un segnale chiaro sul proprio futuro professionale. Le attività svolte dagli addetti dell’Ufficio per il Processo – dalla preparazione degli atti all’organizzazione dei fascicoli, dal supporto ai magistrati alla gestione del flusso documentale – sono considerate essenziali per ridurre i tempi dei procedimenti e sostenere un sistema giudiziario già fragile.


Riportare la giustizia al centro dell’agenda politica

Con lo sciopero del 5 dicembre, la categoria vuole evitare che la questione finisca ai margini della discussione sulla manovra. L’obiettivo è ottenere una risposta prima che la finestra utile si chiuda, evitando l’ennesimo passaggio in cui a pagare siano proprio coloro che hanno sostenuto un sistema in affanno.

La protesta vuole anche riportare l’attenzione dell’opinione pubblica su una realtà troppo spesso ignorata. Dietro ogni obiettivo di efficienza proclamato nei comunicati istituzionali ci sono persone che ogni giorno garantiscono la tenuta dei servizi. Senza un piano credibile di investimenti e stabilizzazioni, il rischio è quello di rallentare nuovamente un settore già sotto pressione.


Funzioni Locali: Un contratto inaccettabile. Aumenti sotto il 6% mentre l’inflazione vola al 16%

La FP CGIL non firma il contratto 2022-2024 delle Funzioni Locali. Una scelta chiara e coerente, spiegata dalla segretaria nazionale Tatiana Cazzaniga: “Meno del 6% di aumento non basta, perché l’inflazione nel triennio ha toccato il 16%. Significa che, a conti fatti, le lavoratrici e i lavoratori perderanno dieci punti percentuali reali in busta paga”.

Il nuovo contratto, proposto dall’Aran e sostenuto dal Governo, non garantisce il recupero del potere d’acquisto perso negli ultimi anni. La tabella allegata mostra con precisione quanto ogni profilo professionale del comparto ha perso, mese dopo mese, a causa dell’inflazione e dei ritardi nel rinnovo.

Risorse insufficienti e rinviate

“Abbiamo ottenuto qualcosa, certo – continua Cazzaniga – cento milioni di euro. Ma li hanno inseriti a partire dal 2028. E nel frattempo come si fa a pagare le bollette, il mutuo o l’affitto? Quelle risorse servono ora, non tra due anni”.

La FP CGIL denuncia un sistema che continua a non valorizzare il lavoro pubblico locale. “Da troppo tempo il comparto degli enti locali attende una vera valorizzazione salariale e professionale. Chiediamo al ministro di aumentare subito le risorse nel Fondo e di renderle disponibili per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori.”

Giovani e carriere bloccate

Un altro nodo critico riguarda i percorsi di carriera. “Non stupisce che tanti giovani non partecipino ai concorsi o lascino gli enti dopo uno o due anni. Gli stipendi sono troppo bassi rispetto alle responsabilità quotidiane di chi lavora nei Comuni, nelle Province, nelle Regioni, nelle Camere di Commercio e nelle ASP. È urgente intervenire, anche per garantire percorsi di valorizzazione oggi impossibili per mancanza di fondi.”

Una battaglia per dignità e giustizia salariale

La FP CGIL ribadisce la necessità di un contratto che riconosca il valore del lavoro pubblico locale, garantendo retribuzioni dignitose e adeguate al costo della vita. “Non firmare questo contratto è un atto di responsabilità verso chi ogni giorno manda avanti i servizi pubblici, spesso in silenzio e con grande professionalità.”

Nella tabella allegata è possibile verificare quanto è stato perso in tre anni di contratto.

tabella perdita ccnl funzioni locali

Il 6 Novembre sarà sciopero dei dipendenti del Comune di Bologna

È fallito il tentativo di conciliazione che si è tenuto lo scorso Venerdì 17 Ottobre presso la Prefettura, chiesto da FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, che quindi hanno proclamato lo sciopero di tutti i dipendenti per il prossimo 6 novembre.

Mentre l’Amministrazione Comunale dichiara di voler trovare soluzioni per il ceto medio in generale, per i suoi dipendenti, che fanno parte del ceto medio anch’essi, non lo fa.

Anche la totale assenza della parte politica al tavolo in Prefettura, denota per le Organizzazione sindacali, una scarsa attenzione verso le lavoratrici e i lavoratori dell’ente.

Il salario accessorio è fermo dal 2016 e, nonostante il decreto cosiddetto PA, dia la possibilità di incrementarlo fino al 48%, il comune ha ipotizzato un incremento del 9%, (mediamente circa 35 euro al mese a dipendente). Ma anche di questo, per dichiarazione del Comune, non vi è certezza.

Di fronte a tale incertezza e alla mancanza di impegni concreti, le Organizzazioni Sindacali FP CGIL, CISL FP, UIL FPL hanno procamato lo sciopero di tutti i dipendenti comunali per l’intera giornata del 6 novembre 2025, con concentramento alle ore 10:00 in Piazza Liber Paradisus, 10.


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