Stop alle esternalizzazioni nella Pubblica Amministrazione

Non sono a rischio di esternalizzazione solo i servizi educativi scolastici  del sistema integrato 0-6; le lavoratrici e i lavoratori della Città Metropolitana di Bologna da mesi hanno promosso uno stato di agitazione , l’ ultimo presidio è stato il 20 gennaio con una delegazione nel Consiglio Comunale del Comune di Bologna.

La mobilitazione ha portato alla proclamazione di un pacchetto di ore di sciopero , la prima giornata sarà il 31 gennaio 2023 .

I motivi principali che hanno portato alla proclamazione dello sciopero è stato l’ annuncio di esternalizzazione della funzione fondamentale della progettazione e manutenzione strade , nel settore vi sono oltre cento lavoratori specializzati , si sta assistendo ad una involuzione dell’ Ente sul piano organizzativo ; lavoro agile ridotto d’ imperio , assetto delle responsabilità depauperato o trasferito , piano assunzionale ai minimi termini a fronte di massicci investimenti del PNRR da gestire .

Il rischio concreto è di un Ente che a breve non sarà in grado di affrontare  le sfide e le opportunità di sviluppo essenziali per il futuro di tutta la comunità metropolitana bolognese , a questo si aggiunge , una concezione delle relazioni sindacali , fatta di annunci , ma priva ,di qualsiasi reale disponibilità alla partecipazione e al confronto .


Federculture: raggiunta l'intesa per il preaccordo del rinnovo del contratto 19-21

Il 20 dicembre, dopo una lunga trattativa, caratterizzata anche da diversi episodi di tensione tra le parti, si è raggiunta l’intesa sul rinnovo del CCNL Federculture 2019/2021 che interessa circa diecimila lavoratrici e lavoratori sul territorio nazionale. Il rinnovo economico prevede l’incremento del tabellare del 3,5% sul livello ex C1 a cui si aggiungerà l’1% da destinare all’introduzione di un fondo sanitario per il personale.

Entro il mese di febbraio sarà corrisposta l’una tantum di 500 euro – riparametrata sui vari livelli – per il periodo 1 gennaio 2019-30 novembre 2021, a cui si aggiungeranno gli arretrati (da corrispondere entro aprile) relativi al periodo 1 dicembre 2021 – dicembre 2022.

Viene ripristinato ed incrementato l’accantonamento per il fondo della valorizzazione del personale ex art. 64 ter che consentirà, in sede di trattativa decentrata, di condividere con le Organizzazioni Sindacali, progetti di sviluppo e crescita professionale.

Sono stati respinti i tentativi di parte datoriale di aumento delle quote di flessibilità – che avrebbero inevitabilmente implementato il precariato nei posti di lavoro – ed introdotte le clausole di maggior tutela del personale in caso di cambi appalto ripristinando la centralità del confronto con il sindacato.

Il rinnovo del Contratto è stato inoltre l’occasione per la Fp Cgil di chiarire in maniera definitiva le giuste interpretazioni sui temi delle ferie per il personale in turno, l’introduzione del riposo domenicale per il personale impegnato anche nei festivi e, dopo anni di battaglie in molte aziende da parte di questa Organizzazione, finalmente si è sancito il diritto alla corresponsione delle maggiorazioni anche in caso di prestazioni con accantonamento in banca ore.

Non tutti gli argomenti sono stati esauriti in questi mesi di confronto, ma è utile ricordare che la chiusura di contratto 2019-2021, nonostante il tentativo ripetuto di Federculture di saltare completamente un triennio economico, costituisce una solida base per richiedere, già dai prossimi mesi la riapertura della discussione per le annualità 2022-2024.

Nei prossimi giorni nei vari territori e posti di lavoro saranno organizzate le assemblee per il confronto con le lavoratrici ed i lavoratori e per illustrare più ampiamente il testo sottoscritto.

p.il Comparto Funzioni Locali Fp Cgil Nazionale
Valeria Giunta


Federcasa - Primo incontro per il rinnovo del contratto 2022-24

Si è tenuto nella mattinata odierna l’incontro tra la delegazione trattante di Federcasa e le OOSS nazionali di categoria, in merito alla ripresa delle trattative per il rinnovo del CCNL. L’incontro, si è svolto nel rispetto di quanto concordato nell’Accordo sottoscritto in data 4 ottobre 2022 relativo al triennio 2019/2021, con l’intento di riaprire il Tavolo di confronto in relazione al triennio 2022/2024.

La parte datoriale ha riferito di aver esaurito il mandato, relativo appunto all’accordo, soltanto economico, per la tornata contrattuale ormai chiusa, comunicando nel contempo che per la metà del prossimo mese di gennaio è prevista la nomina da parte del Direttivo Federcasa della nuova delegazione trattante.

Le Organizzazioni Sindacali, che all’inizio del corrente mese hanno presentato unitariamente a Federcasa la Piattaforma per l’avvio delle procedure di rinnovo relative al triennio 2022/24, hanno richiesto di calendarizzare a breve degli incontri specifici finalizzati all’adeguamento normativo del dettato contrattuale, sottolineando anche la necessità di un rinnovo economico che tenga conto della perdita del potere di acquisto delle retribuzioni, il cui incremento non potrà prescindere dall’inflazione reale.

Al termine dell’incontro, Federcasa si è impegnata a riconvocare le parti, così come concordato al tavolo, entro la prima settimana di febbraio 2023.

p. la FP CGIL Nazionale
Paolo Camardella Alessandro Purificato


Nuovo contratto delle Funzioni Locali - Tutto quello che c'è da sapere

Firmato il 16 novembre in via definitiva il contratto delle lavoratrici e dei lavoratori delle Funzioni Locali, relativo al triennio 2019-2021, dopo l’intesa raggiunta il 4 agosto scorso.

Tutti i materiali – insieme al testo – da noi prodotti per comprendere al meglio il nuovo contratto: una scheda di sintesi sui punti principali, sugli arretrati, sull’ordinamento professionale, sulle sezioni professionali e sui diritti.


Concorso oss emilia romagna

Seminari di aggiornamento online per OSS

Continuano le opportunità di  aggiornamento professionale per le iscritte e gli iscritti alla FP CGIL.

Questa volta si tratta di un percorso dedicato ad OSS: 5 appuntamenti che trattano in un seminario, singolarmente, vari argomenti.

  1. primo soccorso
  2. movimentazione dei carichi
  3. contrastare la violenza in sanità, e non solo
  4. integrazione professionale tra infermiere e OSS
  5. alimentazione dell’anziano

Altri argomenti sono in fase di realizzazione e verranno proposti nei prossimi mesi.

Gli incontri sono realizzati via web con piattaforma ZOOM. La durata di ogni incontro è di 2 ore. Potrà essere rilasciato un attestato di partecipazione.

Possono partecipare, se interessate, anche figure professionali diverse dagli OSS.

Non si tratta di un corso ECM.

Il calendario:

  • 26 ottobre: primo soccorso
  • 9 novembre – ore 16.00/18.00: movimentazione dei carichi
  • 23 novembre – ore 16.00/18.00: contrastare la violenza in sanità, e non solo
  • 14 dicembre – ore 16.00/18.00: integrazione professionale tra infermiere e OSS
  • 13 gennaio 2023 – ore 16.00/18.00: alimentazione dell’anziano

Come detto, si tratta di un’opportunità riservata ad iscritte ed iscritti.

Per partecipare scrivere a: oss@er.cgil.it


Sottoscritto il nuovo contratto nazionale Federcasa!

Scarica il testo dell’accordo sottoscritto

Dopo una lunghissima trattativa, faticosa e complicata, che ha visto anche una procedura di conciliazione presso il competente Ministero del Lavoro, il 4 ottobre, finalmente, abbiamo sottoscritto il Ccnl Federcasa per il triennio 2019/2021.

Il 2 novembre è convocato il Coordinamento Emilia Romagna Acer (si applica il ccnl federcasa) per illustrare il Contratto.

Per quanto ci riguarda, esso doveva necessariamente muoversi all’interno di alcuni orientamenti chiari su cui innervare l’intera procedura.
In prima battuta, perimetrare il Ccnl al periodo 19/21, avendo chiaro che esso doveva necessariamente generare un aumento economico entro il triennio di riferimento spostando i termini inaccettabili della proposta della controparte che, nell’ultimo testo pervenuto, fissava l’aumento a circa il 2%.
Bisognava poi lavorare su una quota economica che, in qualche misura, provasse a rispondere al periodo trascorso; da ultimo, fissare un aumento economico pari ai livelli con cui, come organizzazioni sindacali, abbiamo sottoscritto contratti per il periodo 2019/2021.

Grazie ai nostri sforzi i risultati della trattativa vanno nella direzione indicata. E infatti, si ribadisce la vigenza del Ccnl nell’orizzonte temporale 2019/2021, allocando l’aumento contrattuale, pari al 3,5% parametrato sul livello B1, al primo dicembre 2021. Ancora, si stabilisce, sempre per quel periodo, l’erogazione di una una tantum pari complessivamente a 900,00 euro (sempre avendo a riferimento il livello B1). Infine si definiscono gli arretrati da dicembre 2021 a settembre 2022, arretrati che verranno conferiti ai lavoratori secondo le decorrenze pattuite.
Date le disponibilità delle nostre controparti, pari a circa alla metà del risultato conquistato dalla trattativa, giudichiamo questi importi utili a riallineare questo Ccnl, in riferimento a questo triennio, agli altri contratti dei settori privati, e siamo impegnati, nell’immediato, a riaprire la trattative per il rinnovo Ccnl 2022/2024.

A tal riguardo, non a caso, abbiamo chiesto ed ottenuto che venisse preso, in termini contrattuali, l’impegno secondo cui le parti dovranno necessariamente vedersi entro dicembre 2022 per l’avvio della trattativa Ccnl 2022/2024. La trattativa per questo triennio non solo andrà rapidamente riaperta, ma dovrà necessariamente affrontare, da una parte, il tema della revisione complessiva del testo del Ccnl con particolare riferimento alle parti dedicate alla classificazione del personale, al lavoro a distanza, alle relazioni sindacali che risultano obsolete o lacunose; dall’altra dovrà garantire un livello economico adeguato alla fiammata inflattiva in corso.

Non possiamo in conclusione non ringraziare tutte le strutture che hanno partecipato in questi mesi, insieme alla federazione nazionale, alle varie fasi di questa complicata trattativa.


Nuovo contratto Funzioni Locali. Le novità introdotte

In Emilia Romagna sono state convocate le assemblee aperte alle lavoratrici e lavoratori dipendenti del comparto delle funzioni locali per approfondire e confrontare i temi dell’ipotesi del rinnovo del CCNL 2019/ 2021, sottoscritta il 4 agosto 2022.

E’ un contratto che prosegue la strada aperta dal precedente (triennio 2016/2018) in cui, dopo dieci anni di mancati rinnovi, (è bene ricordarlo) c’era stata una ripresa degli aumenti salariali, si  erano corrette storture e ingiustizie (come il blocco delle progressioni di carriera e la progressiva riduzione dei fondi contrattuali di ente), si era evitato di recepire le norme peggiorative del Jobs Act (in materia di  licenziamenti e demansionamento) e si era restituito potere negoziale alle RSU.

Il CCNL 2019/ 2021 prevede un nuovo sistema di classificazione, nuovi e più adeguati percorsi di valorizzazione del personale e prosegue il cammino per adeguare il potere d’ acquisto dei salari. In sintesi è un contratto innovativo infatti, dopo ventitré anni, si arriva ad un nuovo modello del sistema di classificazione in cui vengono superate le vecchie categorie A,B,C,D che confluiscono in 4 Aree: Area degli Operatori(ex cat. A), Area degli Operatori Esperti ( ex cat. B1/B3), Area degli Istruttori (ex cat. C), Area dei Funzionari e dell’ Elevata Qualificazione ( ex cat. D) rivedendo, inoltre, il sistema degli incarichi e quello indennitario. Per illustrare il merito dell’ipotesi, il 19 settembre u.s., abbiamo convocato l’attivo delle delegate e dei delegati del Comparto Funzioni Locali dove è intervenuta Tatiana Cazzaniga, componente della Delegazione trattante al Tavolo negoziale con Aran. Un incontro proficuo che ha messo in luce l’interesse dei tanti partecipanti alle novità introdotte.


Firmato il preaccordo sul nuovo contratto delle Funzioni Locali

“Contratto innovativo che dà avvio a percorso di riqualificazione e valorizzazione del personale”

“Un CCNL per 430.000 lavoratori e lavoratrici impegnati ogni giorno negli oltre 8.000 Comuni, nelle Città metropolitane, nelle Regioni, nelle Province, nelle Camere di Commercio e nelle strutture socio sanitarie gestite dagli Enti Locali per fornire ai cittadini servizi diretti e di qualità. Un contratto innovativo che dà avvio ad un importante ed atteso percorso di riqualificazione e valorizzazione, un nuovo impianto ordinamentale che deve rispondere al complesso dell’articolato sistema delle professioni negli Enti”. Così, in una nota stampa, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, commentando la sottoscrizione del nuovo CCNL Comparto Funzioni Locali.
“Festivo infrasettimanale, valorizzazione delle indennità, sviluppi di carriera il cui finanziamento è stato conquistato con la mobilitazione sindacale; una nuova disciplina del lavoro a distanza e delle nuove sezioni contrattuali: Educativo scolastico, Servizi sanitari e socio – sanitari, personale iscritto ad Ordini ed Albi che si aggiungono alla sezione della Polizia locale, rinnovata nei contenuti”, specificano.
“Esprimiamo soddisfazione per un contratto non scontato, maturato in un contesto economico difficile, che dà una risposta anche salariale ai bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto. Siamo da subito impegnati, guardando alla legge di bilancio, per il nuovo contratto. I sindacati confederali in questo momento di grande difficoltà per le lavoratrici e lavoratori continueranno a lavorare per garantire diritti e salari”, concludono i sindacati.


"Il Pane e le Rose", per una pausa pranzo più giusta in Regione

E’ partita dallo scorso mese una campagna di raccolta firme promossa dal Comitato degli Iscritti della FP CGIL della Regione Emilia Romagna , il titolo della petizione è:

“IL PANE E LE ROSE”

Sicuramente un titolo evocativo per denunciare una situazione che da tempo affligge i dipendenti della regione , se  la pausa pranzo è un diritto riconosciuto a tutela della salute psico-fisica del lavoratore e, così è , ai dipendenti devono essere effettivamente garantiti buoni pasto e spazi adeguati per il consumo del pasto e il recupero psico-fisico , dopo ore di lavoro , sia in presenza che in lavoro agile .

Da una indagine conoscitiva è emerso che in nessuna delle sedi regionali sono presenti servizi di ristorazione adeguati al numero dei dipendenti, sia come spazi attrezzati  per il consumo del pasto, che come offerta per la pausa pranzo.

Nelle sedi periferiche non vi sono neanche delle sale ristoro.

La petizione ha raggiunto un numero importante di adesioni e la prossima settimana una delegazione della FP CGIL verrà ricevuta dall’ Assessore Paolo Calvano. Questo sarà un primo step , l’ obiettivo più ambizioso è di richiedere l’ abrogazione dell’ art 5 comma 7 del DL n. 95 del 2012 convertito in Legge n. 135 / 2012.

Sono passati ormai dieci anni da quando il Governo Monti con la famigerata Spending Review; DL 95/ 2012 , convertito nella Legge 135 / 2012 , ha stabilito all’ art 5 c. 7 che:

 “a decorrere dal 1 ottobre 2012 il valore dei buoni pasto attribuiti al personale , anche di qualifica dirigenziale , delle amministrazioni pubbliche … non può superare il valore nominale di 7,00 euro“

Abbiamo sempre giudicato questa norma ; discriminatoria , punitiva , inutile e inadeguata !

La norma è discriminatoria perché introduce un’ ingiustificata disparità di trattamento fra dipendenti pubblici e lavoratori del settore privato, ai quali, il tetto dei 7.00 euro non trova, giustamente, applicazione.

La norma è punitiva perché, nella logica del perfetto capro espiatorio, scarica per l’ ennesima volta, le responsabilità della cattiva politica sui dipendenti pubblici, oltre a bloccare il loro stipendio e la loro carriera, si è voluto colpirli persino nella pausa pranzo.

La norma è inutile perché i tanto decantati risparmi che avrebbe dovuto procurare, sono stati, alla prova dei fatti, risibili.

La norma è inadeguata perché con l’ aumento costante e vertiginoso dei prezzi, 7,00 euro non sono assolutamente sufficienti a garantire un pasto dignitoso e salutare!


Contro la Privatizzazione dei servizi educativi. La lotta di FP CGIL paga!

Il 2 dicembre 1971 con la legge 1044 venivano istituiti i nidi di infanzia comunali. Oggi è necessario lo stesso coraggio politico e molte più risorse per dare questo servizio almeno ad altri 176000 bambini.

Se non si procede in questa direzione non solo sarà impossibile raggiungere gli obiettivi dichiarati ma si assisterà alla strisciante privatizzazione dei servizi già oggi gestiti dai Comuni.
Nella nostra regione , sul territorio di Ravenna e di Modena si sono messi in atto dei tentativi da parte delle Amministrazioni dei rispettivi Comuni , di privatizzazione dei servizi educativi e scolastici ; Nidi e scuole d’ infanzia , i Funzionari delle FP CGIL Territoriali hanno messo in atto tutte le azioni sindacali di lotta sino allo sciopero , insieme alle lavoratrici e lavoratori coinvolti . La lotta ha pagato ; il 21 giugno 2022 al termine dell’ incontro con UCMAN , Unione dei Comuni di Concordia , Mirandola , San Felice , San Prospero , l’ Amministrazione ha ritirato la decisione di esternalizzare , i 4 Nidi verranno affidati ad ASP pertanto resterà a gestione pubblica , ora si dovrà avviare il percorso di stabilizzazione del personale precario .
Sotto il video con un momento di lotta e mobilitazione delle lavoratrici e lavoratori con la FP CGIL .

Cinquant’anni di servizi dedicati alla tutela e allo sviluppo dei bambini fino a tre anni, di sostegno alla genitorialitá e di emancipazione femminile. Il 2 dicembre 1971 venne approvata la legge per la costituzione di 3.800 nidi di infanzia pubblici sul territorio nazionale. La medesima spinta deve essere utilizzata adesso per incentivare l’avvio di nuove strutture a gestione diretta e assunzioni di personale stabile, per garantire le stesse tutele e qualità volute dalla legge 1044.

Oggi il dibattito che circonda l’obiettivo dichiarato di raggiungere, grazie alle risorse del PNRR la copertura, in termini di posti negli asili nido, del 40% dei bambini da 0 a 3 anni, appare sempre più astratto.

In primo luogo perché si tratta di un obiettivo ancora limitato, visto che paesi come Francia e Spagna già nel 2019 hanno raggiunto una copertura del 50%.

In secondo luogo perché le risorse destinate per il personale necessario, che pure sembrano tante, ancora sono insufficienti
Infatti, da una parte le risorse del PNRR sarebbero destinate a garantire la costruzione o l’ampliamento di strutture tali da garantire un aumento di 176.320 posti addizionali di asili nido. Dall’altra, la legge di Bilancio stanzia 1,1 miliardi a decorrere dal 2026 da destinare alle spese di gestione e del personale di queste strutture.
Si tratta di risorse importanti ma troppo diluite nel tempo e ancora insufficienti.
Per educare altri 176.320 bambini tra zero e tre anni, oltre a quelli che già oggi hanno garantito il servizio, serve molto personale. In Italia le diverse normative regionali impongono un rapporto medio educatore/bambino che, a seconda della fascia di età e della regione varia da 1 a 4 a 1 a 10.
Se si fa una media delle diverse previsioni se ne conclude che servirebbero su tutta Italia almeno 1 educatore ogni 7,4 bambini. Questo significa che nei prossimi anni occorre assumere come minimo 23.827 educatori pedagogici aggiuntivi, garantendo nel mentre l’integrale sostituzione del personale destinato al pensionamento.

Per pagare gli stipendi di questo personale sarebbero necessari almeno 953 milioni di euro. Senza contare il personale ausiliario.
Inoltre, visto che l’Istat nel suo report 2020 su nidi e servizi educativi per l’infanzia attesta che i costi di gestione di un asilo pubblico nel 2017 erano di 8.472 euro per bambino, ciò vuol dire che ai comuni saranno necessari almeno 1 mld e 494 mln di euro per far funzionare i 176.320 posti addizionali previsti.
Non è solo indispensabile quindi aumentare le risorse del fondo di solidarietà comunale portandole almeno a 1,5 milardi. È necessario nel contempo liberare dai vincoli di spesa sulle assunzioni quelle che i Comuni faranno per sostituire e ampliare gli organici degli asili Nido.
Questo per evitare che mentre si potenzia il servizio dove non c’è, lo stesso venga a regredire là dove già è presente.