Oggi, venerdì 15, parte in tutta Italia la raccolta firme promossa dalla CGIL per sostenere due proposte di legge di iniziativa popolare dedicate a sanità pubblica e appalti. Sosteniamo con convinzione questa mobilitazione, perché mette al centro due questioni decisive per la qualità della vita delle persone, per la tutela del lavoro e per il futuro dei servizi pubblici.

La CGIL avvia una nuova campagna nazionale per chiedere al Parlamento e al Paese un cambiamento concreto su due fronti fondamentali: il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale e il contrasto allo sfruttamento nel sistema degli appalti.

La raccolta firme partirà ufficialmente venerdì 15 e sabato 16 maggio, con una grande mobilitazione diffusa in tutto il territorio nazionale. Sono previste oltre 1.300 assemblee in tutta Italia, con la partecipazione di più di 58.000 persone tra militanti, attivisti, rappresentanti sindacali, RSU, dirigenti, associazioni e reti civiche territoriali.

L’obiettivo è sostenere due proposte di legge di iniziativa popolare che affrontano temi centrali per il presente e il futuro del Paese: il diritto alla salute e il diritto a un lavoro dignitoso, sicuro e tutelato.

Una mobilitazione per difendere il diritto alla salute

La prima proposta di legge riguarda il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale. Per la CGIL, e per noi, difendere la sanità pubblica significa rendere effettivo il diritto alla tutela della salute, così come previsto dalla Costituzione e dalla Legge 833/1978.

In questi anni il sistema sanitario pubblico è stato messo sotto pressione da carenze di personale, liste d’attesa sempre più lunghe, difficoltà nell’accesso alle cure, disuguaglianze territoriali e un progressivo indebolimento dei servizi. Per questo la proposta di legge chiede interventi strutturali, a partire da un finanziamento adeguato e stabile.

Tra i punti centrali della proposta c’è la richiesta che il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale non sia inferiore al 7,5% del PIL. Una misura indispensabile per garantire servizi pubblici universali, accessibili e di qualità.

Valorizzare chi lavora nella sanità pubblica

Uno degli aspetti fondamentali della proposta riguarda il personale. Non può esserci una sanità pubblica forte senza lavoratrici e lavoratori valorizzati, assunti stabilmente e messi nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro con dignità, sicurezza e riconoscimento professionale.

Per questo la proposta chiede assunzioni a tempo indeterminato, il superamento dei tetti alla spesa per il personale del Servizio Sanitario Nazionale e limiti più stringenti alle esternalizzazioni. È necessario garantire gli organici adeguati per assicurare prevenzione, assistenza e cura in modo omogeneo su tutto il territorio.

La proposta prevede inoltre il progressivo passaggio dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta dall’attuale rapporto convenzionale alle dipendenze del Servizio Sanitario Nazionale, con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione dei servizi e la presa in carico delle persone.

Territorio, tempi di attesa e non autosufficienza

Il rafforzamento della sanità pubblica passa anche dallo sviluppo pieno e omogeneo dell’assistenza territoriale, come previsto dal DM 77/2022. Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Distretti e servizi di prossimità devono diventare strumenti reali di tutela della salute, non solo obiettivi dichiarati.

Un altro punto decisivo riguarda i tempi di attesa. La proposta chiede investimenti nel Servizio Sanitario Nazionale per garantire la presa in carico dei bisogni di salute delle persone e il rispetto dei tempi previsti per visite, esami e prestazioni.

Grande attenzione viene dedicata anche alla non autosufficienza. La salute delle persone anziane deve essere considerata una priorità pubblica, con un’assistenza universale, uniforme e garantita. Servono politiche capaci di rafforzare l’assistenza domiciliare, migliorare quella residenziale e semiresidenziale e dare risposte concrete alle persone anziane, alle famiglie e a chi ogni giorno si prende cura di loro.

Appalti: contro sfruttamento, precarietà e dumping contrattuale

La seconda proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla CGIL riguarda il sistema degli appalti. Un tema centrale, perché attraversa molti settori pubblici e privati e riguarda direttamente la qualità del lavoro, dei servizi e della sicurezza.

Nel sistema degli appalti si concentrano spesso precarietà, bassi salari, frammentazione contrattuale, compressione dei diritti, cambi appalto problematici e condizioni di lavoro difficili. Per questo è necessario introdurre regole più giuste e più efficaci, capaci di contrastare sfruttamento e dumping, tutelando lavoratrici e lavoratori e garantendo servizi di qualità.

La battaglia sugli appalti non riguarda solo chi lavora direttamente in quei settori. Riguarda l’intero sistema dei servizi, il rapporto tra pubblico e privato, la responsabilità delle committenze e la qualità delle prestazioni rese alle cittadine e ai cittadini.

Una grande iniziativa democratica

Come ha sottolineato Pino Gesmundo, segretario confederale CGIL, si tratta di “un percorso democratico che risponde a una richiesta di partecipazione attiva nel Paese”.

La raccolta firme si apre con assemblee in tutte le 110 Camere del Lavoro territoriali e con la partecipazione di oltre 100 dirigenti sindacali delle strutture nazionali. Sabato 16 maggio saranno inoltre presenti centinaia di banchetti nelle città italiane, dove sarà possibile firmare le due proposte di legge.

L’obiettivo è andare ben oltre le 50.000 firme necessarie per la presentazione delle leggi di iniziativa popolare. La CGIL intende aprire nel Paese una discussione ampia e partecipata sul diritto alla salute, sul valore del lavoro e sulla necessità di costruire un modello sociale più giusto.

FP CGIL Emilia-Romagna: firmare significa scegliere da che parte stare

Come FP CGIL Emilia-Romagna sosteniamo questa campagna perché sanità pubblica e appalti sono due terreni decisivi per la tutela delle persone, dei servizi e del lavoro.

Firmare significa chiedere più risorse per il Servizio Sanitario Nazionale, più personale, meno liste d’attesa, più assistenza territoriale, più tutela per le persone anziane e non autosufficienti.

Firmare significa anche chiedere appalti più giusti, lavoro più sicuro, salari dignitosi, contratti rispettati e responsabilità più chiare da parte di chi affida e gestisce servizi.

È una scelta di partecipazione democratica, ma anche un atto concreto per difendere i diritti costituzionali e costruire un Paese più equo.

Per questo invitiamo lavoratrici, lavoratori, pensionate, pensionati, cittadine e cittadini a partecipare alle assemblee, a cercare i banchetti CGIL sul territorio e a firmare le due proposte di legge di iniziativa popolare.

Perché sanità pubblica, lavoro dignitoso e diritti non sono privilegi: sono il fondamento di una società giusta.

Privacy Preference Center