La riforma della Polizia locale è un passo indietro per le lavoratrici e i lavoratori del settore. Sono queste le ragioni della mobilitazione nazionale di oggi, 13 ottobre, per chiedere una riforma capace di rispondere alle reali esigenze del personale.

Al presidio di Roma organizzato dalla FP CGIL, in piazza Vidoni, era presente anche una delegazione di lavoratrici e lavoratori della Polizia locale provenienti da diversi territori dell’Emilia-Romagna. Una partecipazione che testimonia quanto il tema sia urgente e sentito anche nella nostra regione.

Secondo le stime della FP CGIL, in Italia mancano 16.000 agenti di Polizia locale. Una carenza di organico che si accompagna a responsabilità e competenze crescenti, senza adeguate risorse e tutele.

«Nessun investimento, nessuna nuova tutela, nessun intervento sulla previdenza: la riforma proposta dalla maggioranza di governo è un insulto alla professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori della Polizia locale», ha dichiarato Tatiana Cazzaniga, segretaria nazionale FP CGIL, durante il presidio.

Il testo della riforma, approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, non recepisce le richieste sindacali: tutele pensionistiche, infortunistiche, assistenziali e legali equivalenti a quelle della Polizia di Stato, valorizzazione professionale e investimenti strutturali.

Come FP CGIL Emilia-Romagna ribadiamo la necessità di un piano straordinario di assunzioni e di una riforma che riconosca concretamente diritti, professionalità e dignità del personale.

La sicurezza delle comunità e la qualità dei servizi pubblici passano dalla tutela di chi ci lavora.

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