Il personale della Polizia Penitenziaria continua a subire una doppia penalizzazione previdenziale. La FP CGIL chiede una riforma che riconosca le specificità del lavoro svolto, rafforzi la previdenza pubblica e introduca quella complementare.

Pensioni Polizia Penitenziaria: una doppia penalizzazione

Il personale della Polizia Penitenziaria è oggi penalizzato da un sistema previdenziale che non riconosce adeguatamente le specificità del comparto. Il limite ordinamentale di pensionamento fissato a 60 anni determina infatti un doppio svantaggio: meno anni di contribuzione e coefficienti di trasformazione più bassi, con conseguenze dirette sull’importo dell’assegno pensionistico.

Il sistema contributivo non tiene conto dell’età anticipata di pensionamento prevista per queste lavoratrici e questi lavoratori, producendo una significativa riduzione della pensione, anche a parità di contributi versati.

Il nuovo CCNL 2025-2027 non risolve il problema

Il nuovo CCNL 2025-2027 non affronta concretamente questo problema. La previsione di un tavolo tecnico interministeriale non è sufficiente senza lo stanziamento delle risorse necessarie a garantire un trattamento pensionistico adeguato.

Per la FP CGIL Emilia-Romagna è indispensabile intervenire con una vera riforma della previdenza dedicata al comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, attraverso norme specifiche capaci di eliminare le attuali penalizzazioni.

Previdenza pubblica e complementare: le richieste della FP CGIL

Le risposte devono riguardare sia il personale con maggiore anzianità sia le nuove generazioni di lavoratrici e lavoratori.

Per chi si avvicina al pensionamento è necessario rafforzare la previdenza pubblica attraverso risorse aggiuntive, riconoscendo le particolarità delle professioni svolte.

Per il personale più giovane occorre invece introdurre la possibilità di aderire volontariamente alla previdenza complementare, beneficiando anche del contributo aggiuntivo del datore di lavoro e delle agevolazioni fiscali previste.

Si tratta di strumenti importanti, oggi non disponibili per il personale del comparto, che permetterebbero di costruire una maggiore tutela previdenziale durante l’intera carriera lavorativa.

Basta penalizzazioni: servono risposte concrete

Come FP CGIL Emilia-Romagna ribadiamo che non è più tempo di aspettare. Il riconoscimento delle specificità della Polizia Penitenziaria deve tradursi in investimenti e provvedimenti concreti, non limitarsi a dichiarazioni di principio.

Chiediamo di intervenire seriamente sulla previdenza pubblica dedicata e sulla previdenza complementare, per garantire alle lavoratrici e ai lavoratori della Polizia Penitenziaria pensioni più eque e il pieno riconoscimento dei loro diritti.

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