Pratello: La FP Cgil denuncia gravi carenze nel carcere minorile e chiede interventi urgenti

Pratello: La FP Cgil denuncia gravi carenze nel carcere minorile e chiede interventi urgenti

“Mancanza di letti, scarsa pulizia, sovraffollamento: la situazione critica al Pratello preoccupa la Fp Cgil Bologna”

Una recente visita al carcere minorile del Pratello ha rivelato una serie di gravi carenze nelle condizioni di detenzione dei giovani, secondo quanto denunciato dalla Fp Cgil Bologna. La situazione è così preoccupante che la Fp Cgil sta chiedendo interventi immediati per garantire la dignità e la sicurezza dei detenuti.

La carenza di letti e materassi è diventata allarmante, al punto che alcuni giovani detenuti sono costretti a dormire a terra, con materassi improvvisati. Inoltre, la pulizia è carente, molte camere detentive non hanno finestre e alcune non hanno nemmeno il secondo cancello funzionante, mettendo a rischio la sicurezza dei giovani detenuti.

Nel corso della visita, è emerso che due minorenni sono rimasti intrappolati nella loro camera per un lungo periodo a causa della rottura della serratura della porta blindata. Questi sono solo alcuni dei problemi riscontrati dalla rappresentanza della Fp Cgil durante la loro ispezione al Pratello.

Il direttore della struttura ha anche segnalato il persistente sovraffollamento, aggravato dalla presenza di minori con gravi problemi di salute mentale e dalla grave carenza di personale, che ha portato alla sospensione di attività trattamentali. La situazione è ulteriormente complicata dalla mancanza di un comandante titolare a tempo pieno e dalla lamentela del medico in servizio riguardo all’assenza di una poltrona odontoiatrica per gli interventi urgenti.

La Fp Cgil ha riferito che attualmente al Pratello operano circa 30 agenti di polizia penitenziaria, costretti a lunghe ore di straordinario, doppi turni e servizi aggiuntivi dopo il turno di notte, il che ha reso estremamente difficile la loro condizione di lavoro.

Inoltre, le dotazioni strumentali fornite al personale penitenziario sono insufficienti e malfunzionanti. La Fp Cgil sottolinea che, a causa dell’apertura del secondo piano detentivo senza un adeguato rinforzo del personale, il rapporto numerico tra operatori e minori è ormai quasi di uno a uno, mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti e compromettendo la funzione di recupero che dovrebbe essere fondamentale in un carcere minorile.

La Fp Cgil ha ribadito che questa emergenza è perdurata troppo a lungo e sta diventando la norma, e quindi ha richiesto un intervento urgente. La sindacato ha chiesto un incremento adeguato dell’organico di polizia penitenziaria e una maggiore attenzione per educatori e assistenti sociali. Inoltre, è stata proposta una drastica diminuzione del numero dei minori detenuti, con particolare attenzione all’allontanamento dei giovani più problematici, per garantire una situazione più sicura e dignitosa al Pratello.


polizia locale in piazza del Nettuno

Seminario formativo sulla “Riforma Cartabia” per Polizia Locale a Bologna

Un momento formativo rivolto alle Polizie Locali della Regione Emilia-Romagna con il Commissario Capo della Polizia Locale di Milano Sergio Melone che affronterà le implicazioni della riforma per l’attività della polizia giudiziaria. 

26 e 27 Giugno 2023 dalle 19 alle 21 

In modalità webinair su piattaforma “ZOOM” 

Per partecipare compila il modulo on line al seguente link (pre-iscrizione) https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSep39mTYuUQ6MjNm_pqRFmS6b2rqA5ibYUfs0rKxXUQO_N-eA/viewform 

Il Corso è riservato agli iscritti CGIL. Nella pre-iscrizione troverai la delega di adesione al sindacato. Su richiesta sarà possibile ricevere l’attestato di partecipazione alla formazione. 


Come funzionano i congedi parentali

Definizioni

Congedo di maternità

Astensione obbligatoria, anche anticipata, posticipata e flessibile

Congedo di paternità

Astensione obbligatoria da fruire in via autonoma

Congedo di paternità alternativo

Astensione obbligatoria post parto nei casi consentiti al padre in alternativa alla madre

Congedo parentale

Astensione facoltativa

Congedo per malattia del figlio

Astensione per malattia del bambino

Riposi e permessi

Allattamento o altre assenze

CONGEDO DI MATERNITA’

Durata 5 mesi, l’indennità spettante è 80% della retribuzione a cui, in base ai contratti di categoria può arrivare al 100%, con l’integrazione del datore di lavoro.

Astensione dal lavoro obbligatoria

  • Due mesi precedenti la data presunta del parto;
  • Tre mesi dopo il parto.

Astensione dal lavoro anticipata/prorogata

  • Tre mesi dalla data presunta del parto quando le lavoratrici sono occupate in lavori che, siano da ritenersi gravosi o pregiudizievoli;
  • Interdizione dal lavoro fino al periodo di astensione obbligatoria, nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza, competenza dell’ASL;
  • Quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino, competenza in capo all’Ispettorato del lavoro territoriale;
  • Quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni, competenza in capo all’Ispettorato del lavoro territoriale.

L’ Ispettorato del lavoro territoriale può inoltre disporre il prolungamento dell’astensione fino al compimento del settimo mese del bambino.

Astensione dal lavoro flessibilità durata 5 mesi

  • Facoltà di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto.

Previo certificato del ginecologo (del SSN o convenzionato) e un certificato del medico competente, redatto nel corso del settimo mese di gestazione, in cui attestino che la lavoratrice può prestare attività lavorativa nel corso dell’ottavo mese, senza arrecare pregiudizio a sé stessa e al nascituro.

Astensione dal lavoro posticipata

  • Facoltà di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto entro i cinque mesi successivi allo stesso.

Previo certificato del ginecologo (del SSN o convenzionato) e un certificato del medico competente, redatto nel corso del settimo mese di gestazione, in cui attestino che la lavoratrice può prestare attività lavorativa nel corso dell’ottavo mese, senza arrecare pregiudizio a sé stessa e al nascituro fino alla data del parto.

CONGEDO DI PATERNITA’ ALTERNATIVO

In caso di morte o di grave infermità della madre ovvero di abbandono, o in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre, quest’ultimo ha diritto di astenersi dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice, anche nel caso in cui si fosse avvalsa della facoltà di astenersi dal lavoro dopo l’evento del parto ed entro i cinque mesi successivi allo stesso.

CONGEDO OBBLIGATORIO DI PATERNITA’

Il congedo dal 2022 è strutturale, ha una durata di dieci giorni lavorativi, con l’entrata in vigore del Dlgs 105/2022 il congedo aumenta a 20 giorni in caso di parto plurimo. La fruizione va dai due mesi precedenti la data presunta del parto ed entro i primi 5 mesi successivi. Dal 13 agosto 2022 per effetto del Dlgs 105/2022 sono inclusi i dipendenti pubblici.

Il congedo non è frazionabile a ore e può essere fruito anche in caso di decesso perinatale del figlio.

E’ riconosciuto anche nel caso di fruizione del congedo di paternità alternativo, ed è retribuito al 100%. Per fruire del congedo, il padre deve presentare richiesta scritta al datore di lavoro con un anticipo di almeno 5 giorni dall’inizio dello stesso.

CONGEDO PARENTALE modifica art. 32

Per ogni bambino, nei primi suoi dodici anni di vita, ciascun genitore ha diritto ad astenersi dal lavoro dopo il parto. Durata massima del congedo tra i due genitori è di 10 mesi, salvo quanto previsto al punto b:

a) La madre trascorso il periodo di congedo di maternità può astenersi per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi;

b) Il padre può astenersi dalla nascita del figlio, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi, elevabile a sette nel caso in cui l’astensione sia di almeno 3 mesi anche non continuativi per un massimo di 11 mesi tra i genitori.

c) Presenza di un solo genitore: il congedo ha una durata pari a 11 mesi (dal 13 agosto 2022, prima erano 10 mesi).

In caso di adozione o affidamento il congedo parentale è fruibile entro i dodici anni dall’ingresso del minore in famiglia, fino al compimento della maggiore età.

Indennità economica modifica art. 34

Ai fini dell’indennità economica, fino al compimento del dodicesimo anno di vita l’indennità è pari al 30% della retribuzione per ciascun genitore per la durata di tre mesi non cedibili.

Ai pubblici dipendenti i primi 30 giorni di congedo parentale sono retribuiti al 100% dello stipendio. I genitori, in alternativa tra loro, hanno diritto ad ulteriori tre mesi di congedo (max sei mesi), fino ad un massimo di 9 mesi retribuiti. In presenza di un solo genitore il periodo riconosciuto complessivamente fruibile è di nove mesi.

Nel caso di affidamento esclusivo ad un solo genitore, spetta in via esclusiva anche la fruizione del congedo indennizzato riconosciuto complessivamente alla coppia genitoriale. La fruizione del congedo parentale dall’entrata in vigore del Dlgs (13 agosto 2022) non riduce le ferie, i riposi e la tredicesima mensilità o gratifica natalizia.

Pertanto, rispetto alla norma precedente il periodo massimo retribuito sale da sei mesi a nove, fino al compimento del dodicesimo anno di età.

I periodi ulteriori ai 9 mesi, e fruiti entro i 12 anni di vita del bambino saranno retribuiti a condizione che il reddito individuale del genitore richiedente sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria.

Altre caratteristiche

Fino al 12 agosto 2022, per i periodi di congedo oltre i sei mesi ovvero per i periodi fruiti tra i sei anni e gli otto di vita del bambino, è riconosciuta l’indennità economica, purché il reddito individuale del genitore richiedente sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria.

Ai pubblici dipendenti i primi 30 giorni di congedo parentale, se richiesti prima del compimento del sesto anno di vita del bambino, sono retribuiti al 100% dello stipendio; se fruiti per la prima volta dal sesto anno di vita del bambino fino all’ottavo, sono retribuiti a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria.

In caso di adozione o affidamento, l’indennità è dovuta entro i dodici anni dall’ingresso del minore in famiglia, fino al compimento della maggiore età.

Il prolungamento del congedo, in presenza di minore con handicap in situazione di gravità, è fino al compimento del dodicesimo anno di vita del bambino. L’indennità è commisurata al 30% della retribuzione.

CONGEDO PER MALATTIA DEL BAMBINO

È possibile assentarsi dal lavoro, in alternativa all’altro genitore lavoratore, fino al compimento del terzo anno di vita del bambino per tutto il periodo corrispondente alla malattia; i giorni di assenza dovranno essere giustificati dal certificato di malattia emesso dal pediatra.

L’assenza non è retribuita e non è soggetta a visite fiscali per controlli di malattia del lavoratore.

Ai pubblici dipendenti è riconosciuto il diritto, con un massimo di trenta giorni regolarmente retribuiti per anno per le malattie del bambino fino al terzo anno di vita. Fra i tre anni e il compimento dell’ottavo anno di vita del bambino è possibile assentarsi dal lavoro 5 giorni ogni anno, per ciascun genitore senza retribuzione anche nel settore pubblico.

L’assenza se comunicata con certificato medico del pediatra dà luogo alla contribuzione figurativa, le modalità di accredito sono determinate da una quota pari al 200% del valore dell’assegno sociale.

RIPOSI E PERMESSI

Nel primo anno di vita del bambino, la madre ha diritto, al rientro al lavoro, di due ore di riposo al giorno, cumulabili se l’orario giornaliero è di almeno 6 ore. Il riposo è di un’ora quando l’orario lavorativo risulta inferiore alle 6 ore.

I periodi di riposo giornalieri possono essere riconosciuti al padre lavoratore quando:

  • I figli risultano affidati solo a lui;
  • In alternativa alla madre lavoratrice dipendente perché rinuncia;
  • Nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente, ovvero anche se disoccupata, casalinga;
  • In caso di morte o grave infermità della madre;
  • In caso di parto plurimo, i periodi di riposo sono raddoppiati e le ore aggiuntive possono essere utilizzate anche dal padre.

Riposi e permessi per i figli con handicap grave modifiche all’art. 42

Fino al compimento del terzo anno di vita del bambino con handicap in situazione di gravità in alternativa al prolungamento del periodo di congedo parentale, il genitore può fruire di due ore di riposo giornaliero retribuito.

Dal 13 agosto 2023 sono equiparati al coniuge convivente ai fini della fruizione del congedo straordinario per assistere il coniuge convivente portatore di handicap grave la parte dell’unione civile e il convivente di fatto.

Misura dell’indennità modifiche all’art. 68

Dall’entrata in vigore del Dlgs 105/2022, alle lavoratrici autonome nel caso di complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza, è riconosciuta l’indennità economica a partire dai due mesi precedenti il parto.

Congedo parentale modifiche all’art. 69

Limitatamente ad un periodo di tre mesi, entro il primo anno di vita del bambino il diritto al congedo parentale è esteso ai lavoratori autonomi e ai genitori adottivi o affidatari

Indennità di maternità per le libere professioniste modifiche art. 70

Dall’entrata in vigore del Dlgs 105/2022, alle lavoratrici libere professioniste nel caso di complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza, è riconosciuta l’indennità economica a partire dai due mesi precedenti il parto.

Divieto di licenziamento modifiche all’art. 54

Il divieto di licenziamento già sancito nei confronti del padre durante la fruizione del congedo di paternità alternativo è esteso anche durante la fruizione del congedo obbligatorio di paternità.

Modifiche alla legge 81/2017

Disposizioni fiscali e sociali modifiche all’art. 8 Maternità Gestione separata

Ai lavoratori e lavoratrici iscritti alla Gestione separata in via esclusiva e non titolari di pensione, dal 13 agosto 2022 hanno diritto al trattamento economico per congedo parentale per un periodo pari a tre mesi ciascuno entro i primi dodici anni di vita del bambino.

I genitori in alternativa tra loro, sempre entro il dodicesimo anno di vita del bambino, hanno diritto ad ulteriori tre mesi di congedo. I trattamenti economici per congedo parentale, ancorché fruiti in altra gestione o cassa di previdenza, non possono complessivamente superare, tra entrambi i genitori, il limite complessivo di nove mesi.

Il Dlgs 105/2022 ha esteso i benefici per assistere persone con disabilità in situazione di gravità anche ai conviventi di fatto ed ha previsto di sanzionare il datore di lavoro per ogni azione di ostacolo o opposizione alle richieste del lavoratore di lavoro agile, di permessi o congedi, tramite la mancata certificazione della parità di genere.


Sanità Carpi - I lavoratori sono stremati e i cittadini arrabbiati

Dal sito della CGIL di Modena

La Cgil di Carpi è molto preoccupata per la situazione della Sanità sul territorio.

Certo il quadro è diventato più difficile e complicato in ragione della pandemia da Covid che ha investito il sistema sanitario e il Paese, ma ci troviamo di fronte ad una situazione estremamente critica che viene da lontano e che la pandemia ha fatto emergere con maggiore drammaticità.

Abbiamo da una parte i lavoratori della Sanità che sono stremati per i carichi di lavoro, i turni sempre più lunghi, la mancanza di sostituti, le tensioni organizzative, i tanti volontari delle associazioni e i pensionati che sono stati richiamati per coprire le lacune degli organici e dall’altra i cittadini che trovano risposte inadeguate e insufficienti rispetto ai loro bisogni.

Cittadini che in primis impattano con le lunghe liste d’attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici, dove si può arrivare ad appuntamenti a sei/otto mesi e a volte addirittura alla impossibilità di prenotare. E a tal proposito è curioso notare che se ci si indirizza al privato l’appuntamento spunta miracolosamente dopo pochi giorni e a volte ore.
Cittadini che devono sorbirsi lunghissime attese all’ospedale per l’accesso al Pronto soccorso.
Cittadini che spesso non riescono a contattare nemmeno il Medico di medicina generale e ambulatori che rimangono sguarniti.
Tra l’altro il tema dei medici di medicina generale è stato oggetto di un’indagine nella provincia di Modena, tra gli iscritti della Cgil, a cura di Federconsumatori, sindacati Pensionati e della Funzione Pubblica, dalla quale risulta che il dato più negativo è quello di Carpi dove il 28% degli intervistati lamenta che la qualità del servizio sarebbe peggiorata o nettamente peggiorata.
Questa indagine rappresenta un’importante indicazione di quanto percepito dai cittadini di cui tener conto.

Le problematiche sono diverse e intrecciano diversi piani: i tagli negli anni delle risorse alla Sanità, la carenza di medici e di infermieri, il rapporto tra Sanità pubblica e privata, il delicato ruolo del terzo settore.
Sono certo indispensabili politiche sanitarie nazionali più innovative e di prospettiva, ma soprattutto sono indispensabili molte più risorse sia per infrastrutture e tecnologie e sia per un urgente piano di assunzioni pubbliche, perché senza risorse adeguate è difficile mettere in pratica anche le buone idee.

Quello che però non è ammissibile è un atteggiamento di rassegnazione e inazione da parte di chi ha le maggiori leve per intervenire e quindi anche il Servizio sanitario regionale, la Regione Emilia Romagna e il distretto devono fare la loro parte, sottolineando e lamentando gli elementi critici, pretendendo più risorse e proponendo soluzioni alternative che riducano l’attuale condizione emergenziale.


Firmato accordo per livello D2 per li educatori delle cooperative sociali

Dalla pagina facebook della Cgil Bologna

 

Un risultato di grande rilievo: così commentano le sigle sindacali FP CGIL CISL FP e UIL FPL di Bologna dopo la firma del verbale che prevede dal primo gennaio il riconoscimento del livello superiore per decine di educatori professionali dipendenti delle cooperative Quadrifoglio e Orsa.
Secondo quanto concordato, dal primo gennaio operano il riconoscimento del livello D2 tutti gli operatori in possesso del corso di riqualifica da 60 crediti formativi previsto dalla legge 205 del 2017, oltre a educatrici ed educatori in possesso dei requisiti di anzianità previsti dalla stessa legge.
La lunga battaglia è iniziata subito dopo la firma del contratto nazionale, nel 2019, ed è proseguita con decine di segnalazione all’Ispettorato del lavoro e da un costante confronto con il committente pubblico, ovvero il Comune di Bologna.

L’intesa raggiunta comporterà, per tutti i lavoratori coinvolti, un aumento della retribuzione pari al 5,6% “quanto un rinnovo del CCNL”.
Per le organizzazioni sindacali “un grande ringraziamento va alle lavoratrici e ai lavoratori che ci hanno messo la faccia”, non esitando a sottoscrivere segnalazioni e diffide che hanno contribuito a smuovere la posizione delle cooperative. Un ruolo estremamente significativo hanno svolto gli studi legali, che hanno supportato lavoratori e sindacato in una fase così complessa.
L’accordo rappresenta inoltre una grande vittoria di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL per quanto attiene la corretta interpretazione del CCNL. “Ci aspettiamo” dichiarano le organizzazioni sindacali, “che questo accordo venga immediatamente esportato su tutti i Comuni e gli appalti dei servizi educativi del territorio metropolitano, come giusto riconoscimento della professionalità del personale educativo delle cooperative sociali.


L’Ospedale Maggiore è in affanno "Il personale è allo stremo"

Dal sito di Fp Cgil Parma

Monica Marvasi (FP CGIL Parma): “Gestione improvvisata e inconcludente della quarta ondata. Il personale è allo stremo”

“La quarta ondata, tanto temuta quanto prevedibile, sta mettendo in ginocchio un’amministrazione già segnata dalle precedenti impennate dei contagi determinate dal covid-19: la mancanza di programmazione e di strategia il blocco delle assunzioni imposto dalla Regione e le nuove ordinanze relative al contenimento dei contagi stanno conducendo tutto il personale dell’ospedale all’annientamento”. È questa la preoccupata sintesi di Monica Marvasi, della Segreteria FP CGIL Parma, circa lo stato della principale struttura sanitaria del territorio.

“Il quadro attuale denota una sempre crescente domanda assistenziale da parte dei cittadini: le ospedalizzazioni sono in netto aumento e gli operatori dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma stanno ripiombando nell’incubo assistenziale determinato dalla difficile organizzazione del lavoro nella prima critica fase emergenziale”.

“Nel secondo semestre del 2021 – aggiunge Marvasi – la Direzione avrebbe dovuto pianificare una strategia aziendale in previsione di una potenziale nuova ondata, visto che nelle precedenti sono emerse delle gravi criticità per cui sarebbe stato auspicabile trovare delle soluzioni affinché queste non si potessero più ripresentare. Invece oggi constatiamo, nostro malgrado, che ogni criticità delle precedenti ondate è riemersa impattando violentemente sull’organizzazione del lavoro”.

Nei fatti, si assiste quotidianamente alla conversione o alla apertura di nuovi posti letto dedicati ai pazienti affetti dal covid: per aprire nuovi posti letto è evidente che serva il personale (dirigente e di comparto) in misura sufficiente per poter erogare l’assistenza; una puntuale pianificazione strategica aziendale avrebbe magari permesso di risolvere questa problematica non impattando criticamente sul personale.

Per aprire i nuovi reparti covid la Direzione delle Professioni Sanitarie ha invece pensato di effettuare una puntuale rimodulazione dei turni di lavoro di centinaia di dipendenti e di farlo, senza il minimo preavviso, nei giorni che precedevano il Natale: questa manovra è stata attuata col fine ultimo di recuperare unità lavorative dai vari reparti, inghiottiti dall’improvvisa rimodulazione, ed assegnarli ai reparti covid-dedicati. E visto che la ricerca del personale da destinare ai reparti covid non potrà che continuare, aleggia ed intimorisce la possibilità che, per far fronte all’aumento dei ricoveri, si ricorra alla riduzione delle attività programmate, così come avvenuto nella prima ondata della pandemia anche se una prima riduzione è già stata attuata.

Il contesto sembrava e sembra a tutt’oggi non voglia proprio considerare il personale del comparto più di un semplice progressivo numero di matricola: l’Azienda Ospedaliera ha ormai da tempo perso l’appeal e la prova sta nel fatto che molti dipendenti, approfittando delle opportunità occupazionali garantite dalle altre Regioni o dal privato, abbiano deciso di trasferirsi o di licenziarsi.

Quanto appena sottolineato rende ancora più critica una carenza di personale cronica che è conseguenza di una scarsa pianificazione aziendale sulla gestione del personale. È anche da sottolineare il continuo ed asfissiante trasloco di varie unità operative che, ad ogni ondata, vengono fisicamente spostate da un padiglione all’altro, generando un dispendio di risorse inaccettabile: le ultime verificatesi il giorno 24 Dicembre.

In tutto ciò, evidenzia Monica Marvasi, “la carenza di una comunicazione sinergica tra i veritici della Direzione Aziendale è lampante e si realizza nell’apertura di alcuni cantieri in un momento dove evidentemente non è ammissibile creare barriere strutturali potenzialmente in conflitto con l’emergenza pandemica: sarebbe stato auspicabile aprire i cantieri garantendone la consegna nel più breve periodo e nei tempi prestabiliti”.

“Diventa inevitabile per la FP CGIL – conclude Marvasi – dissociarsi da questa gestione improvvisata ed inconcludente, ringraziando tuttavia le lavoratrici e lavoratori per questi due anni di abnegazione ed impegnandosi ancor più fortemente a sfruttare ogni strumento a disposizione per ottenere il rispetto che, a quanto pare, non viene concesso neanche agli “eroi””.


AUSL Imola comunica blocco delle ferie al personale sanitario - Non ci stiamo!

Fp Cgil Imola – Cisl Fp – Uil Fpl: la Direzione ha agito in autonomia senza confronto sindacale. La situazione è grave: abbiamo chiesto incontro urgente.

A gennaio era già previsto incontro sulle dotazioni organiche dei servizi, questa scelta conferma quanto avevamo già denunciato nelle settimane scorse: aldilà dei numeri annunciati esiste una carenza di organico che le assunzioni straordinarie fatte per il Covid non hanno sanato, mentre le assunzioni tardano ad arrivare.

Il personale infatti già da mesi segnala salti riposo, turni lunghi e mancata programmazione delle ferie su cui impatta ulteriormente l’emergenza Covid che sta mettendo nuovamente sotto pressione i servizi.

Il personale è frustrato e al limite, serve un intervento immediato e di sistema perchè così non è possibile andare avanti.

Riteniamo necessario attingere con estrema urgenza da graduatoria Operatore Socio-Sanitario e verificare tutte le possibilità esistenti per avere personale infermieristico.

L’alternativa, in mancanza di assunzioni è purtroppo la sospensione temporanea di servizi non essenziali per garantire condizioni di sicurezza a chi sta lavorando e livelli di assistenza idonei ai cittadini.

Per Fp Cgil, Erika Ferretti;

Per Cisl Fp Area metropolitana, Stefano Franceschelli;

Per Uil Fpl, Giuseppe Rago.


Sanità: firmato un importante accordo con la regione Emilia-Romagna

COMUNICATO STAMPA

Tetti di spesa sul personale, tetti di spesa sui fondi della contrattazione integrativa e limiti a non finire, una giungla di vincoli che bisogna sgombrare per il bene di chi si rivolge alla sanità e per il diritto della salute delle persone.

Questo è quello che chiediamo alla Regione e questo è quello che va ribadito da parte della Regione stessa nella Conferenza delle Regioni affinché il Ministero della Salute e il Ministero dell’Economia adeguino le norme oggi esistenti ai bisogni delle persone.
E lo chiediamo all’alba della sottoscrizione di un importante verbale sul quale abbiamo lavorato per garantire un futuro alle ragazze e ai ragazzi giovani e preparati che sono venuti a lavorare nel Servizio Sanitario della nostra Regione.

Oggi infatti abbiamo cristallizzato 4 impegni fondamentali in un accordo con l’Assessore alla Sanità Raffaele Donini e il Direttore Generale dell’Assessorato Kyriakoula Petropulacos, il primo teso a garantire che il blocco del turn over terminerà il 31 dicembre per ridare spazio alle politiche sulle assunzioni che ci hanno caratterizzato negli ultimi due anni, il secondo e il terzo per garantire a tutto il personale precario che maturerà i requisiti previsti dalla legge Madia e dalla legge di bilancio di essere stabilizzato e il quarto per garantire la proroga dei contratti a termine che sostituiscono posti vacanti nelle dotazioni organiche delle Aziende USL e delle Aziende Ospedaliere della Regione Emilia Romagna.

Un accordo che garantisce il mantenimento dei servizi e che rappresenta un punto di partenza nella difficile partita della gestione della pandemia da COVID19 dove rispetto alle attività tradizionali del passato oggi si sono aggiunte altre attività quali ad esempio quelle garantite dai punti vaccinali, dai servizi di terapia intensiva, dai reparti Covid, dal tracciamento della pandemia, dall’esecuzione dei tamponi, dal necessario potenziamento dell’attività di psicologia.

Ma non ci illudiamo, questo non basta, serve una soluzione strutturale e definitiva che superi le difficoltà oggi esistenti che attanagliano le Regioni; un investimento reale e tangibile sul Servizio Sanitario Nazionale che ne garantisca l’efficacia, l’efficienza e la conduzione, oltre che il governo strategico, pubblica. La preservazione di un bene comune al quali tutti dobbiamo rivolgere le nostre attenzioni.

Bologna, 23/12/2021


Siamo come sei - La storia di Federica

“Siamo come sei” è un viaggio fra i volti e le voci delle persone che ogni giorno si impegnano per rendere le nostre comunità più accessibili, sicure e giuste.
Sono le storie delle iscritte e degli iscritti di FP CGIL in Emilia-Romagna. La seconda tappa del nostro viaggio è il cortile al S. Orsola di Bologna, per conoscere Federica che fa l’infermiera al S. Orsola.


Guarda tutto il video con l’intervista a Federica

Federica ha 25 anni e fa l’infermiera all’ospedale Sant’Orsola di Bologna.

Si è iscritta alla CGIL per risolvere il problema della stabilizzazione del proprio contratto a tempo determinato.

Arrivo dopo pranzo di fronte al padiglione 3 dell’Ospedale S. Orsola di Bologna, quello dove si trovano tutti gli uffici amministrativi dell’enorme struttura sanitaria bolognese. Aspetto qualche minuto nel cortiletto interno fino a che non arriva Federica.

Federica è una giovane infermiera umbra trasferita a Bologna per lavorare. Ha appena staccato il turno ma nonostante la probabile stanchezza mi saluta molto cordialmente e mi guida verso la saletta sindacale della CGIL.
Ci accoglie sorridente Cesare, delegato di FP CGIL presso l’ospedale e insieme pensiamo a come organizzare l’interviste. Quanto deve durare, cosa dire, quali domande fare. Federica è un po’ emozionata e legittimamente tesa, non le avevo comunicato granché di cosa le avrei chiesto.

Decidiamo di iniziare le riprese nel cortile interno del padiglione. E’ una bella giornata e c’è una bellissima luce.

Iniziamo l’intervista e Federica mi racconta di come è venuta in contatto con la CGIL. Dell’aiuto che i delegati le hanno dato a stabilizzare il suo contratto.
Mi spiega che, anche grazie ad FP CGIL, oggi lavora stabilmente in un grande ospedale pubblico, in una città che le piace e che offre tante possibilità a tanti giovani.

Federica, i giovani e il sindacato

Mi fa pensare la vicenda di Federica. Il sindacato spesso si interroga su quali siano i bisogni dei giovani, i loro interessi, le loro aspettative. Tutte cose giuste. Spesso basterebbe invece pensarli semplicemente come lavoratori o aspiranti tali, che desiderano avere un contratto stabile, un lavoro in cui ci sia formazione continua, la possibilità di conciliare il proprio tempo libero con il proprio lavoro.
Federica voleva rimanere a Bologna e il suo contratto precario non glielo permetteva. Secondo molte stime l’Italia sarebbe entrata in una fase di espansione economica, eppure dei nuovi contratti 4 su 5 sono a termine. Anche il pubblico impiego non è esente da questo problema.

C’è una sola soluzione per far ripartire il paese e la pubblica amministrazione, assumere tanto e assumere bene.

Finiamo l’intervista, lascio andare Federica e saluto Cesare che si raccomanda di fargli avere tutti i materiali video, che fra poco ci sono le elezioni RSU e bisogna correre.

E allora noi corriamo.


Cooperativa Elleuno, presidio delle operatricie e degli operatori - Imola & Bologna

Dal sito di FP CGIL IMOLA

 

NON UN MINUTO DI MENO DI ASSISTENZA AGLI OSPITI
DELLE STRUTTURE RESIDENZIALI PER PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI

Vertenza aperta con la Cooperativa sociale Elleuno con sede a Casale Monferrato (AL) per l’applicazione di un accordo sindacale regionale raggiunto delle Funzioni pubbliche di Cgil -Cisl-Uil.
Questo accordo, sottoscritto per parte datoriale dai livelli regionali di Legacoop, Confcooperative e AGCI, garantisce agli operatori e operatrici che per potere svolgere il proprio lavoro devono indossare una divisa,14 minuti retribuiti al giorno per indossare la divisa a inizio turno e svestirla alla fine dell’orario di lavoro.

Venerdì 17 dicembre dalle ore 8 alle ore 10 nello spazio antistante il municipio di Castel San Pietro Terme prima iniziativa di mobilitazione sotto forma di presidio verso la Cooperativa Elleuno per chiedere l’applicazione corretta di questo accordo.

Il secondo presidio si terrà nel medesimo orario lunedì 20 dicembre presso Liber Paradisus a Bologna.

La Cooperativa Elleuno che a Bologna e nel territorio del Circondario Imolese (a Castel San Pietro Terme e Dozza) gestisce 4 strutture residenziali rivolte in particolare a ospiti non autosufficienti. Secondo la Cooperativa, questi minuti devono essere inseriti all’interno dei piani assistenziali con il risultato di diminuire l’assistenza nei confronti degli ospiti. Situazione inaccettabile dal punto di vista sindacale.

Il concetto che si vuole garantire a queste lavoratrici e lavoratori in analogia a quanto già accade per la Sanità è che il lavoro comincia dal momento in cui si indossa la divisa, che avviene sempre prima dell’inizio delle attività lavorative definite dai piani assistenziali. Per anni gli operatori socio sanitari, gli infermieri, i responsabili delle attività assistenzialii fisioterapisti, gli animatori hanno regalato ai propri datori di lavoro i minuti necessari per indossare e svestire la divisa senza che fossero riconosciuti come tempo lavoro. Tempi di vestizione che in epoca Covid si sono allungati a causa della necessità di indosare dispositivi di protezione individuali necessari per limitare al massimo la dissusione dei contagi.

Lo spirito dell’accordo è di acquisire un diritto per lavoratrici e lavoratori e non di togliere anche un solo minuto di assistenza alle persone che vivono all’interno delle Case Residenza Anziani gestite dalla Cooperativa.

Per Fp Cgil Bologna – Serena Caselli

Per Fp Cgil Imola – Maurizio Serra

Per Cisl Area metropolitana – Licia Dimase – Kevin Ponzuoli

Per Uil Fpl Imola – Giuseppe Rago

Per Uil Fpl Bologna – Umberto Bonanno

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