Il rinnovo del CCNL del comparto Sanità pubblica 2025-2027 entra in una fase decisiva. Il 12 maggio 2026 si è svolto il terzo incontro della trattativa nazionale, dedicato in modo prevalente al tema degli incarichi professionali e organizzativi del personale del Servizio sanitario nazionale.
Come FP CGIL Emilia-Romagna, seguiamo con grande attenzione l’evoluzione del confronto, perché il contratto nazionale deve dare risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità pubblica, riconoscendo competenze, responsabilità, esperienza professionale e carichi di lavoro reali.
Durante l’incontro, ARAN ha presentato una proposta di testo elaborata dopo una precedente riunione tecnica. La delegazione sindacale della FP CGIL ha espresso rilievi critici puntuali e ha avanzato richieste di modifica sostanziale.
Gli incarichi non sono una voce retributiva: sono valorizzazione professionale
La proposta di sostituire gli incarichi, per le aree degli assistenti e degli operatori, con un’indennità economica desta forte preoccupazione. Una scelta di questo tipo cambierebbe radicalmente la natura dell’istituto, svuotandolo della sua funzione ordinamentale e professionale.
Gli incarichi devono restare uno strumento vero di riconoscimento delle competenze, delle responsabilità e dei percorsi professionali maturati dalle lavoratrici e dai lavoratori. Ridurli a una componente retributiva significherebbe sganciarli dalla valorizzazione del lavoro svolto ogni giorno nei servizi sanitari, sociosanitari, tecnici e amministrativi.
Per la FP CGIL, il sistema degli incarichi deve essere rifinanziato, potenziato e reso accessibile a tutte le aree, a tutti i ruoli e a tutte le professioni del Servizio sanitario nazionale, nel rispetto delle specifiche competenze, esperienze e responsabilità.
No allo spoil system negli incarichi organizzativi
Un altro punto critico riguarda la proposta di eliminare il requisito dell’esperienza professionale come presupposto per l’accesso agli incarichi organizzativi.
Su questo tema la posizione della FP CGIL è chiara: l’esperienza deve continuare a essere un elemento centrale. Prima del contratto 2019-2021 si sono già misurati i rischi di politiche aziendali arbitrarie e di possibili forme di spoil system sugli incarichi. Per questo è necessario mantenere criteri trasparenti, oggettivi e fondati sulla professionalità.
Gli incarichi non devono diventare strumenti discrezionali nelle mani delle aziende, ma percorsi regolati, verificabili e coerenti con la crescita professionale delle lavoratrici e dei lavoratori.
Alcuni elementi positivi, ma servono correttivi
Nel confronto sono emersi anche alcuni elementi che meritano attenzione. È positivo il tentativo di ARAN di semplificare il testo contrattuale, eliminando parti ripetitive e rendendo più chiara la disciplina.
Sono inoltre da approfondire le previsioni relative agli interim, che la FP CGIL ha chiesto di equiparare a quanto previsto per la dirigenza, e quelle riguardanti lo straordinario del personale titolare di incarico di valore superiore ai 5.000 euro.
Su quest’ultimo punto, la richiesta sindacale è che sia prevista la possibilità di recuperare lo straordinario non solo economicamente, ma anche a ore e/o a giornate, in modo da riconoscere concretamente il tempo di lavoro prestato e tutelare il diritto al recupero.
Le priorità della FP CGIL sugli incarichi
Per la FP CGIL le priorità restano nette. Occorre innalzare il valore economico degli incarichi di base e prevedere una loro articolazione più adeguata ai diversi contesti assistenziali e organizzativi.
Non tutti i servizi hanno gli stessi livelli di complessità, gli stessi carichi di lavoro e la stessa intensità assistenziale. Per questo gli incarichi devono tenere conto delle condizioni reali in cui operano lavoratrici e lavoratori: reparti, servizi territoriali, pronto soccorso, strutture sociosanitarie, ambiti tecnici, amministrativi e professionali.
Il nuovo contratto deve riconoscere il lavoro per quello che è davvero: non una somma astratta di mansioni, ma un insieme di competenze, responsabilità, fatica organizzativa e capacità professionali che tengono in piedi ogni giorno il Servizio sanitario nazionale.
Fare bene e fare presto per dare risposte alla sanità pubblica
La FP CGIL conferma l’obiettivo di fare bene e fare presto. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità pubblica attendono risposte concrete e tempestive. Il rinnovo del CCNL 2025-2027 deve rappresentare un avanzamento reale su salario, diritti, riconoscimento professionale e qualità del lavoro.
Allo stesso tempo, prosegue la rivendicazione per risolvere anche i problemi che non possono essere affrontati solo attraverso il contratto. Tra questi, resta centrale l’eliminazione dei tetti di spesa sul personale e sul salario accessorio, vincoli che continuano a limitare assunzioni, valorizzazione professionale e capacità del sistema sanitario pubblico di rispondere ai bisogni delle persone.
Il confronto proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori approfondimenti tecnici. Un nuovo incontro è già stato calendarizzato per il 26 maggio 2026.
