La FP CGIL Emilia-Romagna sostiene con forza le proposte avanzate dalla FP CGIL nazionale nel percorso di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2025-2027 per il comparto delle Funzioni Locali. Un rinnovo che riguarda migliaia di lavoratrici e lavoratori impegnati ogni giorno nei Comuni, nelle Province, nelle Città metropolitane, nelle Unioni dei Comuni e negli enti locali, e che deve rappresentare una vera occasione per valorizzare il lavoro pubblico.
Nel corso dell’incontro convocato all’ARAN, la segretaria nazionale FP CGIL Tatiana Cazzaniga ha espresso una forte preoccupazione per l’aumento delle dimissioni volontarie nel comparto. Un dato che conferma una criticità ormai evidente: il lavoro negli enti locali deve tornare a essere attrattivo, riconosciuto e sostenibile.
Salari, organici e attrattività: il contratto deve dare risposte concrete
La questione salariale resta centrale. Il divario tra il comparto delle Funzioni Locali e gli altri comparti pubblici continua a pesare sulle lavoratrici e sui lavoratori, contribuendo a rendere meno attrattivo un settore fondamentale per la qualità dei servizi pubblici territoriali.
Pur riconoscendo che l’incremento del 5,4% proposto risulta in linea con l’inflazione programmata, la FP CGIL ritiene indispensabile introdurre una clausola di salvaguardia nel caso in cui il contratto venga sottoscritto prima della registrazione dello scostamento tra inflazione programmata e inflazione reale. Il rinnovo del contratto non può lasciare senza tutela il potere d’acquisto di chi lavora nei servizi pubblici locali.
Per noi della FP CGIL Emilia-Romagna è fondamentale che il rinnovo contrattuale non si limiti a un adeguamento formale, ma intervenga sulle condizioni reali di lavoro: salari, carichi, organici, sicurezza, professionalità e benessere organizzativo.
Più ruolo alle RSU e alla contrattazione
Tra le priorità indicate dalla FP CGIL c’è anche il rafforzamento delle relazioni sindacali. Occorre restituire centralità alla contrattazione e al ruolo delle RSU e delle organizzazioni sindacali, perché solo attraverso il confronto nei luoghi di lavoro è possibile rispondere ai bisogni concreti di lavoratrici e lavoratori.
La contrattazione deve tornare a essere uno strumento effettivo di partecipazione, tutela e miglioramento dell’organizzazione del lavoro, soprattutto in una fase in cui gli enti locali sono chiamati a garantire servizi sempre più complessi con organici spesso insufficienti.
Salute, sicurezza e benessere nei luoghi di lavoro
Il rinnovo del contratto degli enti locali deve affrontare con decisione anche il tema della salute e sicurezza sul lavoro. L’aumento dei carichi, l’intensificazione dei ritmi e le carenze di personale stanno producendo conseguenze pesanti sul benessere delle lavoratrici e dei lavoratori.
Stress lavoro-correlato, burnout e difficoltà nella conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro sono segnali che non possono essere ignorati. Servono strumenti contrattuali più forti per prevenire il disagio lavorativo e garantire condizioni organizzative sostenibili.
Valorizzare professionalità, progressioni e personale educativo
Un altro punto centrale riguarda il riconoscimento delle professionalità. La FP CGIL chiede il superamento dell’area degli operatori, l’introduzione dell’area delle elevate qualificazioni e la stabilizzazione dei criteri in deroga per le progressioni tra le aree.
Particolare attenzione è stata posta anche al personale scolastico ed educativo degli enti locali, per il quale si propone una riqualificazione complessiva accompagnata da un finanziamento dedicato. Si tratta di lavoratrici e lavoratori che svolgono un ruolo essenziale nei servizi educativi e scolastici dei territori e che devono vedere riconosciute competenze, responsabilità e valore professionale.
Orario di lavoro, ferie e lavoro agile
Sul piano dell’organizzazione del lavoro, la FP CGIL ha ribadito la necessità di introdurre maggiore flessibilità dell’orario, anche attraverso il lavoro multiperiodale. È inoltre necessario eliminare la riduzione di ferie e permessi per chi adotta la settimana corta ed equiparare il trattamento delle ferie tra personale esperto e neoassunto.
Il lavoro agile e il lavoro a distanza devono essere sostenuti e ampliati, non considerati strumenti marginali. Possono infatti contribuire a migliorare l’organizzazione del lavoro, favorire la conciliazione e aumentare l’attrattività del comparto, se regolati attraverso la contrattazione e accompagnati da diritti chiari.
Formazione, intelligenza artificiale e inclusione
La formazione deve diventare un investimento reale. La FP CGIL chiede che vengano utilizzate integralmente le risorse previste dal contratto, anche per accompagnare l’introduzione e l’uso sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale nelle attività quotidiane.
Innovazione e digitalizzazione non possono essere calate dall’alto: devono essere governate con la contrattazione, garantendo formazione, tutela dei diritti, qualità del lavoro e piena partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori.
Infine, la FP CGIL ha ribadito il valore del tema della disabilità, chiedendo di riportare al centro della contrattazione l’inserimento lavorativo e l’inclusione. Un contratto moderno deve essere capace di garantire pari opportunità, accessibilità e piena valorizzazione di tutte le persone nei luoghi di lavoro.
Un contratto per rafforzare i servizi pubblici locali
Come FP CGIL Emilia-Romagna siamo convinti che il rinnovo del Contratto Funzioni Locali 2025-2027 debba servire a rafforzare il lavoro pubblico e i servizi ai cittadini. Rendere più attrattivo il comparto significa investire sulle persone che ogni giorno garantiscono servizi essenziali nei territori.
Senza salari adeguati, organici sufficienti, diritti esigibili, sicurezza, formazione e riconoscimento professionale, gli enti locali rischiano di perdere competenze e capacità di risposta. Per questo continueremo a sostenere una piattaforma contrattuale che metta al centro dignità del lavoro, qualità dei servizi pubblici e partecipazione democratica nei luoghi di lavoro.
