L’8 luglio 2026 si è svolto in ARAN un nuovo incontro per il rinnovo del CCNL Sanità Pubblica 2025-2027 del comparto. Al centro del confronto il sistema delle relazioni sindacali e una prima parte degli istituti relativi al rapporto di lavoro.

Il rinnovo del contratto deve rappresentare un passaggio decisivo per dare risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità pubblica. Serve un contratto capace di rafforzare i diritti, valorizzare le professionalità, migliorare le condizioni organizzative e riconoscere il ruolo fondamentale di chi ogni giorno garantisce il funzionamento del Servizio sanitario nazionale.

Relazioni sindacali: confronto vero, preventivo e con dati completi

Durante l’incontro è stata ribadita la necessità di rendere effettivo il confronto con le organizzazioni sindacali e con le RSU. Le relazioni sindacali non possono ridursi a semplici comunicazioni successive a decisioni già assunte dalle aziende sanitarie.

Per la FP CGIL il confronto deve essere preventivo, fondato su informazioni complete e tempestive, e deve permettere alla contrattazione integrativa di svolgere pienamente la propria funzione. Questo significa mettere le rappresentanze sindacali nelle condizioni di intervenire sulle scelte organizzative, sull’utilizzo delle risorse, sulla valorizzazione delle professionalità e sulla tutela delle condizioni di lavoro.

Un punto centrale riguarda la costituzione provvisoria dei fondi contrattuali entro il primo trimestre dell’anno. Si tratta di una condizione indispensabile per avviare in tempi certi la contrattazione integrativa aziendale e impedire ritardi che ricadono direttamente sulle lavoratrici e sui lavoratori.

Abbiamo chiesto che le aziende forniscano annualmente dati chiari su cessazioni, differenziali economici di professionalità, indennità fisse e ricorrenti, risorse aggiuntive legate ai fabbisogni di personale e utilizzo dei fondi, prevedendo anche verifiche periodiche nel corso dell’anno.

Contrattazione integrativa e organizzazione del lavoro

La contrattazione integrativa deve tornare a essere uno strumento reale di redistribuzione delle risorse, governo dell’organizzazione del lavoro e valorizzazione delle competenze. Le scelte aziendali non possono essere scaricate unilateralmente sul personale, soprattutto in una fase in cui i servizi sanitari sono sottoposti a forti pressioni organizzative.

Come FP CGIL Emilia-Romagna abbiamo chiesto il rafforzamento del confronto aziendale su tutte le materie che incidono sulla qualità del lavoro e sulla salute del personale. Tra queste, particolare attenzione deve essere dedicata alla prevenzione dello stress lavoro-correlato, degli infortuni e dei fenomeni di burnout, anche in relazione a quanto previsto dai documenti di valutazione dei rischi.

La salute e la sicurezza di chi lavora nella sanità pubblica devono essere parte integrante del rinnovo contrattuale. Non possono essere considerate questioni accessorie, perché incidono direttamente sulla qualità dei servizi garantiti a cittadine e cittadini.

Intelligenza artificiale e nuove tecnologie in sanità

Un tema specifico posto al tavolo riguarda l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale, degli algoritmi e delle nuove tecnologie nei servizi sanitari.

Per la FP CGIL ogni innovazione tecnologica deve essere governata contrattualmente. Servono trasparenza sulle finalità, sulle modalità di utilizzo e sui riflessi che questi strumenti possono avere sull’organizzazione del lavoro, sulle professionalità, sulla salute e sulla sicurezza di lavoratrici, lavoratori, utenti e pazienti.

La specificità dell’intelligenza artificiale in sanità, riconosciuta sia dalla normativa europea sia da quella italiana, richiede ulteriori approfondimenti. L’innovazione non può essere subita dal personale: deve essere regolata, discussa e orientata alla qualità del servizio pubblico e alla tutela del lavoro.

Ferie, permessi e ferie solidali

Sul versante degli istituti del rapporto di lavoro, abbiamo chiesto il superamento della riduzione delle ferie per i neoassunti. È necessario garantire piena parità di trattamento e superare una disparità che non ha più ragione di esistere.

Abbiamo inoltre posto il tema della pianificazione effettiva delle ferie, chiedendo una disciplina più attenta alla possibilità di rivedere i piani individuali in presenza di esigenze sopravvenute. È stata anche richiesta una verifica delle criticità prodotte dall’attuale formulazione dei quindici giorni lavorativi nel periodo estivo.

Un ulteriore punto riguarda l’utilizzo dell’istituto delle ferie solidali per prevedere periodi di ferie aggiuntive a favore del personale vittima di aggressioni. In un contesto in cui le aggressioni contro operatrici e operatori sanitari continuano a rappresentare un’emergenza, il contratto deve prevedere strumenti di tutela concreti.

Formazione come diritto soggettivo

La formazione deve essere riconosciuta come diritto soggettivo delle lavoratrici e dei lavoratori e come leva fondamentale per la crescita professionale, l’innovazione organizzativa e la qualità del servizio.

Per questo abbiamo chiesto di rendere obbligatoria la formazione dei neoassunti e di aumentare il monte ore annuo di formazione continua, obbligatoria ed ECM. La formazione erogata oggi con risorse a carico delle aziende e degli enti è del tutto insufficiente rispetto ai bisogni del personale e all’evoluzione dei servizi sanitari.

Investire nella formazione significa investire nella qualità della sanità pubblica, nella sicurezza dei percorsi assistenziali e nella valorizzazione delle competenze professionali.

Tempo determinato, part-time e smart working

Nel confronto è stata richiamata la necessità di garantire piena parità di trattamento al personale a tempo determinato. Allo stesso modo, serve una disciplina più equa per il personale part-time, anche rispetto alla premialità, agli obiettivi e agli istituti non direttamente collegati alla durata della prestazione lavorativa.

Abbiamo inoltre chiesto che venga normato contrattualmente il diritto di accesso a periodi di lavoro a tempo determinato in aggiunta ai contingenti previsti, su richiesta della lavoratrice o del lavoratore, con priorità per chi rientra dalla maternità, svolge funzioni di caregiver o ha raggiunto i requisiti per accedere alla pensione di anzianità ma sceglie di rimanere in servizio.

Sul lavoro agile, la FP CGIL ha chiesto che al personale amministrativo, tecnico e informatico sia garantito contrattualmente il diritto a fruire, su richiesta, di due giornate settimanali di smart working. Si tratta di una misura necessaria per rendere più moderna l’organizzazione del lavoro, favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro e valorizzare professionalità che possono svolgere parte delle proprie attività anche da remoto.

Necessaria una sezione contrattuale per le Agenzie Regionali per l’Ambiente

Nel corso dell’incontro è stata confermata la richiesta di prevedere una specifica sezione contrattuale per il personale delle Agenzie Regionali per l’Ambiente.

Si tratta di una rivendicazione importante, perché riguarda lavoratrici e lavoratori che svolgono funzioni essenziali per la tutela ambientale, la prevenzione, il controllo e la salute collettiva, e che necessitano di un riconoscimento contrattuale adeguato alla specificità delle attività svolte.

Ora servono avanzamenti concreti su salario, indennità e condizioni materiali

Il confronto dell’8 luglio ha confermato che la trattativa è ancora in una fase di impostazione e approfondimento tecnico. Per la FP CGIL Emilia-Romagna è però necessario che i prossimi incontri producano avanzamenti concreti e testi contrattuali in grado di dare risposte reali.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 22 luglio, insieme alla prosecuzione dei tavoli tecnici. Sarà un passaggio importante, ma va sottolineato con chiarezza che la trattativa non è ancora entrata nel merito dei punti più delicati.

Restano infatti aperte le questioni economiche, il tema delle indennità nei giorni di ferie, la mensa e la pausa collegata, l’orario di lavoro programmato e non più convenzionale, oltre a tutti gli istituti che incidono direttamente sul riconoscimento economico e sulla vita materiale delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per noi è necessario intervenire anche sulle sperequazioni retributive già esistenti, per costruire un contratto più giusto, capace di riconoscere il valore del lavoro svolto da tutte le professioniste e tutti i professionisti della sanità pubblica.

Un contratto per riconoscere dignità, diritti e salario

La FP CGIL continuerà a portare al tavolo ARAN le rivendicazioni del personale della sanità pubblica. L’obiettivo è conquistare un contratto che rafforzi la contrattazione, migliori le condizioni organizzative, riconosca professionalità e competenze, restituisca dignità, diritti e salario a chi ogni giorno tiene in piedi il Servizio sanitario nazionale.

Al rinnovo contrattuale devono però accompagnarsi anche provvedimenti normativi indispensabili, a partire dallo sblocco dei fondi per il salario accessorio. Senza risorse adeguate e senza strumenti contrattuali realmente esigibili, il rischio è che le lavoratrici e i lavoratori continuino a pagare il prezzo di anni di sottofinanziamento, carenze di personale e mancato riconoscimento del proprio ruolo.

La sanità pubblica si difende anche attraverso un contratto giusto. Per questo la trattativa deve ora entrare nel vivo e produrre risposte concrete.

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