Stato di agitazione dei Vigili del Fuoco di Bologna: la FP CGIL denuncia carenze di personale e mezzi
La FP CGIL dei Vigili del Fuoco di Bologna ha proclamato lo stato di agitazione provinciale a fronte di una situazione che, da tempo, presenta criticità gravi e strutturali all’interno del Comando provinciale. La decisione arriva dopo numerosi solleciti rimasti senza risposta e nasce dall’urgenza di tutelare la sicurezza degli operatori e la qualità del servizio di soccorso garantito alla cittadinanza.
Il nodo principale riguarda una carenza di personale ormai insostenibile. I dati segnalati dal sindacato parlano di una scopertura che raggiunge il 39% nel Ruolo Qualificati e il 17% nel ruolo Vigile. Percentuali che incidono direttamente sull’organizzazione dei turni, sull’aumento dei carichi di lavoro e sull’esposizione a rischi sempre maggiori per chi opera quotidianamente in prima linea nelle emergenze.
A questo si aggiunge una condizione critica del parco mezzi. Automezzi obsoleti, spesso non adeguati alle esigenze operative attuali, e una dotazione insufficiente rendono sempre più complesso assicurare interventi rapidi ed efficaci. Una situazione che, secondo la FP CGIL, non può più essere considerata ordinaria amministrazione, ma rappresenta un problema strutturale che richiede interventi immediati e programmati.
L’organizzazione sindacale evidenzia inoltre una serie di questioni organizzative rimaste irrisolte. Tra queste, la necessità di garantire un corretto passaggio di consegne ai referenti dell’autorimessa, l’attivazione di un serio progetto di decontaminazione a tutela della salute del personale e l’informatizzazione dei processi amministrativi e contabili, strumenti ormai indispensabili per una gestione moderna ed efficiente del Comando. Richieste che, ad oggi, non hanno trovato risposte concrete.
Particolarmente critica anche la recente perdita dello status di “sede disagiata” per il distaccamento dei Vigili del Fuoco di Vergato, avvenuta senza che siano state individuate soluzioni compensative o misure alternative in grado di tenere conto delle reali condizioni operative del territorio.
A peggiorare il quadro, secondo la FP CGIL, contribuiscono alcune decisioni assunte unilateralmente dall’amministrazione, come il possibile trasferimento della sede Dante Zini di Zola Predosa e la gestione delle ferie in periodo di maternità. Scelte adottate senza un adeguato confronto con le organizzazioni sindacali, in violazione delle prerogative sindacali e delle corrette relazioni industriali.
Per tutte queste ragioni, la FP CGIL dei Vigili del Fuoco di Bologna ha formalmente richiesto l’attivazione della procedura di raffreddamento prevista dalla legge 146/90. L’obiettivo è aprire uno spazio di confronto serio e costruttivo con le istituzioni competenti, finalizzato a individuare soluzioni concrete alle criticità denunciate e a ristabilire condizioni di lavoro dignitose e sicure.
Il sindacato attende ora un riscontro tempestivo, ribadendo che la tutela della sicurezza dei lavoratori e la qualità del servizio pubblico di soccorso non possono più essere rinviate.
16 gennaio sciopero dei Vigili del Fuoco di Reggio Emilia: carenze di personale, mezzi obsoleti e il caso Castelnovo ne’ Monti
La FP CGIL Emilia-Romagna ha proclamato uno sciopero dei Vigili del Fuoco della provincia di Reggio Emilia per venerdì 16 gennaio, dalle ore 16 alle ore 20. Una mobilitazione che coinvolge tutto il personale e che nasce da criticità strutturali ormai non più sostenibili: una grave carenza di personale, mezzi di soccorso sempre più vecchi e inadeguati e la revoca dello status di “sede disagiata” al distaccamento di Castelnovo ne’ Monti, con il conseguente peggioramento delle condizioni di lavoro e del servizio di soccorso in montagna.
Secondo la FP CGIL, queste problematiche non incidono solo sull’organizzazione del lavoro dei Vigili del Fuoco, ma mettono direttamente a rischio la sicurezza dei cittadini e l’incolumità degli operatori impegnati quotidianamente negli interventi di emergenza.
Castelnovo ne’ Monti: la revoca dello status di sede disagiata peggiora il soccorso in montagna
Uno dei nodi centrali della mobilitazione riguarda il distaccamento dei Vigili del Fuoco di Castelnovo ne’ Monti. La recente revoca dello status di “sede disagiata”, accompagnata dal cambio dell’orario di lavoro, ha determinato un forte peggioramento delle condizioni operative.
In particolare, la decisione ha spinto molti Vigili del Fuoco non residenti in montagna a chiedere il trasferimento verso altre sedi, causando la perdita di un patrimonio di esperienza fondamentale. Il soccorso in territori montani e impervi richiede infatti competenze che si costruiscono nel tempo: guidare mezzi pesanti su strade innevate, intervenire nei boschi, operare in condizioni di neve o ghiaccio non è qualcosa che si può apprendere con corsi di formazione di poche settimane.
I dati parlano chiaro. Con lo status di sede disagiata, nel distaccamento di Castelnovo ne’ Monti il 72% del personale era stabile, quindi con maggiore esperienza, mentre solo il 28% era soggetto a mobilità. Dopo la revoca, la situazione si è ribaltata: oggi solo il 41% dei Vigili del Fuoco è stabile, mentre il 59% è soggetto a mobilità.
Ancora più allarmante è il dato relativo ai Capi Squadra, figure chiave perché dirigono gli interventi e hanno la responsabilità del soccorso: solo il 13% è stabile, mentre l’87% è soggetto a mobilità. Una condizione che, secondo il sindacato, mette seriamente a rischio l’efficacia e la tempestività degli interventi in un territorio già complesso come quello montano.
Carenza di personale al Comando di Reggio Emilia
Alla questione organizzativa si aggiunge una grave carenza di organico. L’organico teorico del Comando dei Vigili del Fuoco di Reggio Emilia prevede 71 Vigili del Fuoco qualificati, cioè responsabili delle squadre di soccorso, e 148 Vigili del Fuoco operativi.
Ad oggi, però, risultano assegnati solo 54 qualificati e 127 operativi. A questi numeri vanno sottratti ulteriori lavoratori che, pur risultando formalmente in carico al Comando, prestano servizio altrove o usufruiscono di istituti previsti dalla legge, come la legge 104, i ricongiungimenti familiari o l’assistenza ai figli minori.
La presenza reale è quindi di 47 Vigili del Fuoco qualificati e 123 operativi. Questo si traduce in una carenza effettiva del 34% tra il personale qualificato e del 17% tra quello operativo. Una situazione che rende sempre più difficile garantire turni adeguati, squadre complete e un servizio di soccorso all’altezza delle necessità del territorio.
Mezzi di soccorso vecchi e spesso fuori servizio
A completare il quadro critico c’è lo stato dei mezzi di soccorso. L’età media delle Auto Pompe Serbatoio, mezzi fondamentali per gli interventi, è di 14 anni. Le APS più performanti in dotazione – un Iveco Stralis e due Mercedes Actros – nel 2026 raggiungeranno rispettivamente i 20, 19 e 18 anni di servizio.
Ancora più preoccupante è la situazione dell’autoscala della sede centrale di Reggio Emilia. Si tratta dell’unico mezzo disponibile e, quando non è fermo per riparazioni sempre più frequenti, garantisce interventi fondamentali per il soccorso in altezza, in particolare durante gli incendi di tetto tipici del periodo invernale. Nel 2026 l’autoscala compirà 30 anni.
Anche l’unica autogru in dotazione al Comando diventerà maggiorenne nel 2026 ed è spesso fuori servizio per guasti e manutenzioni. Per la FP CGIL si tratta di una situazione non più tollerabile, che limita gravemente la capacità di intervento dei Vigili del Fuoco.
Le richieste della FP CGIL Emilia-Romagna
Pur riconoscendo al Comandante provinciale, ingegner Antonio Annecchini, di aver sempre segnalato puntualmente queste criticità ai livelli superiori, la FP CGIL Emilia-Romagna ritiene indispensabile dare massima visibilità a problemi che mettono in difficoltà il soccorso e aumentano i rischi per chi opera ogni giorno in emergenza.
Per questo il sindacato chiede:
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il ripristino, nel più breve tempo possibile, dell’orario di lavoro differenziato nella sede dei Vigili del Fuoco di Castelnovo ne’ Monti;
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l’inserimento definitivo del distaccamento di Castelnovo ne’ Monti nell’elenco dei “distaccamenti disagiati” attualmente in discussione a livello ministeriale;
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un aumento concreto del numero di Vigili del Fuoco qualificati effettivamente in servizio al Comando di Reggio Emilia;
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l’assegnazione urgente di una nuova autoscala, una nuova autogru e di Auto Pompe Serbatoio più moderne ed efficienti.
Lo sciopero del 16 gennaio rappresenta quindi una richiesta forte e chiara di attenzione e interventi strutturali, per garantire sicurezza ai cittadini e condizioni di lavoro dignitose ai Vigili del Fuoco.
Vigili del fuoco a Reggio Emilia in stato di agitazione, necessarie risposte sulla carenza di organico e parco mezzi
Abbiamo dichiarato lo stato di agitazione per i Vigili del fuoco e denunciamo ancora una volta la mancanza di organico. Nonostante le numerose iniziative messe in campo a livello nazionale e regionale nell’ultimo anno il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco è in forte sotto organico Ad oggi sono in servizio 127 Vigili del Fuoco a fronte di una pianta organica che ne prevederebbe 148 e 54 Operatori qualificati (capo reparto e capo squadra) a fronte di 71: questa situazione non è più sostenibile.
Tale carenza pregiudica la sicurezza degli operatori e il soccorso sul territorio, e si somma alle ataviche carenze del parco automezzi, con mezzi di soccorso invecchiati e inefficienti” continua la nota del sindacato, per questo motivo la mobilitazione ha l’obiettivo di rinnovare l’appello per l’assegnazione di nuovi mezzi, in particolare un’autoscala, “considerato lo stato di inadeguatezza e sovrautilizzo di quella in dotazione.
Le carenze di personale e di mezzi si aggiungono al fatto che dal 16 settembre di quest’anno il distaccamento Vigili del Fuoco di Castelnuovo Monti ha perso lo status di “sede disagiata” e l’orario di lavoro differenziato, senza che siano state apportate soluzioni ai problemi emersi; è stato prorogato lo stato d’emergenza per la Provincia di Reggio Emilia per ulteriori dodici mesi ed è in corso l’iter burocratico per il futuro spostamento della sede Centrale in zona nord, ad oltre 45 km dal distaccamento di Castenuovo Monti.
Con l’apertura dello stato di agitazione vogliamo spingere per avere risposte sui temi sul tavolo, dalla carenza di personale, al rinnovo dei mezzi come l’autoscala per finire con la richiesta di ripristinare lo status di “sede disagiata a titolo definitivo” per il distaccamento di Castelnuovo.
Emergenza mezzi al Comando Vigili del Fuoco di Piacenza: FP CGIL chiede un intervento urgente
Il parco mezzi GOS di Piacenza è obsoleto: servono investimenti immediati
Il Comando dei Vigili del Fuoco di Piacenza, unico presidio GOS pesante in Emilia-Romagna secondo la Circolare EM-01 del 2020, si trova in una situazione di grave carenza strutturale per quanto riguarda il proprio parco mezzi destinato al movimento terra. La FP CGIL di Piacenza denuncia da anni questa condizione, che compromette la piena operatività e l’efficacia dei soccorsi in caso di emergenza.
Attualmente, il parco automezzi comprende:
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una pala gommata Case di recente acquisizione (130 q.li),
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un escavatore Case del 2006 (210 q.li),
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un camion ACT Astra a tre assi del 2002 con rimorchio del 1991,
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un ATT Volvo sequestrato del 2003 con quasi 1 milione di chilometri,
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un semirimorchio del 2015,
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una minipala aperta del 2000,
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un mini escavatore dei primi anni 2000.
Mezzi vecchi e inadeguati: rischi per il soccorso e la sicurezza
Come sottolinea la FP CGIL, si tratta di mezzi in gran parte vetusti, non adatti al trasporto o all’utilizzo in scenari di emergenza. Il rimorchio del 1991, ad esempio, non può trasportare la nuova pala gommata per limiti strutturali e di altezza. L’escavatore in dotazione, arrivato usato dopo il sisma dell’Aquila, risulta sottodimensionato rispetto agli standard richiesti (210 q.li contro i 245 previsti). Anche i mezzi per il trasporto inerti sono datati e utilizzati oltre il limite della loro affidabilità.
Questa situazione è ancora più grave se si considera che altri Comandi, non sedi GOS, sono stati recentemente dotati di mezzi nuovi (es. Modena e Forlì), mentre Piacenza continua ad operare in condizioni critiche. Non si tratta di una rivendicazione localistica, ma di una necessità istituzionale legata al soccorso tecnico urgente e alla tutela della popolazione.
La richiesta della FP CGIL: mezzi adeguati per un servizio essenziale
La FP CGIL Piacenza rinnova quindi la richiesta al Ministero dell’Interno e ai referenti dei Vigili del Fuoco per l’assegnazione, in tempi congrui ma con priorità, dei seguenti mezzi:
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un nuovo ATT con semirimorchio per trasporto,
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un escavatore adeguato,
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una minipala chiusa e moderna,
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un ACT per il trasporto inerti.
L’obiettivo non è solo quello di rinnovare un parco mezzi ormai obsoleto, ma garantire che il Comando di Piacenza possa adempiere con efficienza e sicurezza alla propria missione di protezione civile.
FP CGIL: “Non si può aspettare oltre”
“Non chiediamo privilegi – dichiara la Segretaria Generale Melissa Toscani – ma il riconoscimento del ruolo operativo del Comando di Piacenza. Il soccorso alla popolazione non può essere messo a rischio da mezzi che cadono a pezzi”.
La FP CGIL si dice fiduciosa che, stavolta, la richiesta venga ascoltata e accolta, per garantire un servizio pubblico essenziale in condizioni di sicurezza, efficienza e tempestività.
Vigili del Fuoco in Emilia-Romagna: allarme carenza di personale, rischio per la sicurezza
Vigili del Fuoco in Emilia-Romagna: allarme CGIL per gravi carenze di organico
Situazione critica nei comandi provinciali, a rischio operatività e sicurezza
La FP CGIL Emilia-Romagna ha lanciato un grave allarme sulle condizioni in cui versano i Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco nella regione. Con una comunicazione ufficiale datata 24 marzo 2025, il sindacato denuncia una cronica carenza di personale qualificato, in particolare Capo Squadra e Capo Reparto, che sta minando la funzionalità operativa e la sicurezza del personale e dei cittadini.
Dai dati raccolti nel primo trimestre 2025, emerge un quadro preoccupante. Mancano infatti fra Capo Squadra e Capo Reparto:
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Bologna: 36 qualificati
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Ferrara: 21
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Forlì-Cesena: 26
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Modena: 19
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Parma: 16
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Piacenza: 14
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Ravenna: 18
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Reggio Emilia: 15
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Rimini: 24
In media, l’organico dei qualificati si attesta a circa il 30% in meno rispetto al fabbisogno teorico.
Le conseguenze della carenza di personale
La CGIL elenca una serie di conseguenze concrete legate a questa situazione:
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Sovraccarico di lavoro per chi è in servizio, con rischio elevato di infortuni e stress.
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Riduzione della formazione professionale, fondamentale per mantenere le competenze.
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Incremento dei tempi di risposta agli interventi di emergenza.
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Rischio per la sicurezza degli operatori.
Anche il personale amministrativo soffre carenze critiche, con punte del -50% per alcune qualifiche.
Inoltre, il personale parzialmente o totalmente non idoneo al soccorso è in aumento, e la situazione peggiorerà con l’avvio del corso per il passaggio di qualifica da vigile a capo squadra.
Le richieste della CGIL: interventi urgenti e strutturali
La CGIL chiede:
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Assegnazione straordinaria di personale qualificato alla prima mobilità utile.
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Piano straordinario di reclutamento e formazione.
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Tavoli di confronto tra prefetture e comandi provinciali per soluzioni strutturali, non emergenziali.
L’organizzazione sindacale si riserva, in mancanza di interventi urgenti, di intraprendere azioni sindacali a tutela dei lavoratori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in Emilia-Romagna
No alla regionalizzazione dei Vigili del Fuoco!
Per la FP CGIL è inaccettabile l’idea lanciata dal Veneto di appropriarsi della “competenza sul reclutamento e coordinamento dei Vigili del Fuoco”.
Da alcuni anni combattiamo contro l’idea, rappresentata da una minoranza governativa, di regionalizzare il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Sì, avete letto bene, c’è chi vorrebbe disgregare il Corpo che risulta essere il più amato dagli Italiani e che riesce a rispondere ad ogni esigenza proprio perché strutturato su scala nazionale.
Ora, dopo alcune inaccettabili dichiarazioni su modelli irrealizzabili rilasciate da un assessore veneto, siamo costretti a prendere tristemente atto, attraverso gli organi di stampa, che nell’avvio di discussione sulla controversa riforma denominata “Autonomia differenziata”, nella prima riunione fra il Ministro competente e quattro Regioni del nord, il Presidente della Regione Veneto ha chiesto, parlando di protezione civile, “competenza sul reclutamento e coordinamento dei Vigili del Fuoco”.
Ricordiamo al Presidente della Regione Veneto che, proprio perché struttura nazionale specializzata nella prevenzione e nel soccorso tecnico urgente, il Corpo dei Vigili del Fuoco è denominato, come recita il Codice della Protezione Civile, “componente fondamentale del sistema di protezione civile”, spina dorsale unica e nazionale rispetto ad un sistema, quello di protezione civile, già facente parte delle materie concorrenti. Spiace inoltre prendere atto, dopo anni di battaglie per assicurare gli standard minimi di soccorso su tutto il territorio nazionale, che tutta la discussione separatista è stata confinata come materia non rientrante nei LEP (Livelli Essenziali di Prestazioni).
Coloro i quali vogliono parcellizzare e dividere il Corpo Nazionale, con obiettivi puramente politico elettorali, sappiano che oltre a trovare l’opposizione forte del personale dei Vigili del Fuoco la troveranno anche da parte della cittadinanza che voterà SI al referendum contro questa riforma secessionista.
Garantire al Paese il fondamentale servizio sociale erogato con professionalità dai Vigili del Fuoco, su tutto il territorio nazionale, sarà la nostra più forte rivendicazione.
Stato di Agitazione dei Vigili del Fuoco di Piacenza: Preavviso di Sciopero e Richiesta di Conciliazione
La FP CGIL Piacenza insieme alle organizzazioni sindacali dei Vigili del Fuoco di Piacenza hanno proclamato lo stato di agitazione provinciale e preannunciato l’intenzione di indire uno sciopero provinciale della categoria. Questa decisione è stata presa a seguito delle richieste espresse dai sindacati e della totale mancanza di risposte adeguate da parte delle autorità competenti.
Motivazioni dello Stato di Agitazione
Abbiamo constatato una mancanza totale di relazioni sindacali nonostante una risposta scritta, giudicata sterile e non esaustiva. Questa situazione ha portato alla decisione di proclamare lo stato di agitazione e a preannunciare uno sciopero provinciale, per far valere i diritti e le richieste dei Vigili del Fuoco di Piacenza.
Richiesta di Attivazione della Procedura di Conciliazione
In conformità con quanto previsto dalla legge 146/90 e successive modifiche, abbiamo richiesto la formale attivazione della procedura preventiva di conciliazione delle controversie, come previsto dall’accordo di settore. Questa procedura è essenziale per tentare di risolvere le controversie in atto e per evitare l’escalation della situazione.
Le Richieste dei Sindacati
Le note delle diverse organizzazioni sindacali (CGIL, CONAPO, CISL) hanno evidenziato una serie di problematiche che necessitano di una soluzione immediata:
- Miglioramento delle relazioni sindacali: Richiesta di dialogo costruttivo e risposte esaustive alle problematiche sollevate.
- Condizioni di lavoro: Miglioramento delle condizioni di lavoro per i Vigili del Fuoco di Piacenza.
- Risorse e personale: Adeguamento delle risorse e del personale per garantire un servizio efficiente e sicuro.
Conclusione
Ci attendiamo un pronto riscontro da parte delle autorità competenti e auspicano che la procedura di conciliazione possa portare a una risoluzione positiva delle controversie in atto. In caso contrario, lo sciopero provinciale sarà inevitabile.
Allarme a Rimini: Carenza di Personale e Mezzi nei Vigili del Fuoco
Il recente allarme lanciato dalla FP CGIL di Rimini mette in luce una situazione preoccupante: la carenza di personale e mezzi nei Vigili del Fuoco della provincia. I sindacati hanno richiesto l’intervento urgente del sindaco e presidente della Provincia, Jamil Sadegholvaad, per affrontare questa criticità.
Carenza di Mezzi: Una Sola Autoscala per l’Intera Provincia
Attualmente, il Comando Provinciale di Rimini dispone di una sola autoscala. Questa limitazione è particolarmente grave considerando l’elevata concentrazione di hotel, residence e pensioni a più piani presenti nella provincia. La situazione è stata segnalata alla Direzione Regionale del Dipartimento, sottolineando come una singola autoscala sia insufficiente per garantire una risposta efficace ai frequenti eventi climatici estremi che colpiscono sia la costa che l’entroterra.
Supporto Richiesto anche dalla Repubblica di San Marino
In base agli accordi bilaterali tra lo Stato Italiano e la Repubblica di San Marino, l’autoscala e il personale dei Vigili del Fuoco di Rimini potrebbero essere richiesti per interventi di soccorso anche nel territorio sammarinese. Questo aggraverebbe ulteriormente la già critica situazione di carenza di mezzi. Attualmente, è stato dato in uso un mezzo per mettere in sicurezza piante o cornicioni, che però non è omologato per evacuare persone dai piani alti degli edifici, rendendolo inadatto per operazioni di salvataggio.
Grave Carenza di Personale
Il Comando Provinciale di Rimini registra una carenza di almeno 45 unità rispetto all’organico previsto, una riduzione di circa il 20%. Questa carenza è particolarmente preoccupante considerando l’espansione della provincia, che ha inglobato 11 comuni delle Marche, aumentando così il territorio e la popolazione da servire. Durante l’estate, viene aperto il distaccamento di Bellaria – Igea Marina, ma il personale impiegato è lo stesso che opera già in orario straordinario, incrementando il carico di lavoro.
Impatti sul Personale e sulla Capacità di Risposta
La situazione attuale costringe a frequenti cambi turno, riduzione dei periodi di riposo e difficoltà nella programmazione delle ferie, mettendo a rischio la capacità di risposta alle emergenze. Sottolineiamo che questa situazione potrebbe avere gravi conseguenze sulla sicurezza dei cittadini e sulla capacità operativa dei Vigili del Fuoco.
In conclusione, l’allarme lanciato dai sindacati evidenzia la necessità di interventi urgenti per garantire un adeguato livello di sicurezza e operatività nei Vigili del Fuoco di Rimini. È fondamentale che le autorità competenti prendano provvedimenti immediati per affrontare la carenza di personale e mezzi, assicurando così una risposta efficace alle emergenze e la sicurezza della popolazione.
Vigili del Fuoco: subito risposte o sarà sciopero
Il 71% delle organizzazioni sindacali nazionali dei Vigili del fuoco sono sul piede di guerra. Le lavoratrici e i lavoratori hanno bisogno di risposte urgenti. Il rinnovo del contratto di lavoro 2022-24 servirà ad assicurare al personale del Corpo almeno gli stessi incrementi economici legati alla specificità del comparto dei vigili del fuoco e comunque non meno di quelli riconosciuti agli altri Corpi dello Stato.
Lo faremo con le risorse individuate in legge di bilancio 2024 che intendiamo indirizzare totalmente al rinnovo del contratto per valorizzare il più possibile la parte fissa e ricorrente della retribuzione. Abbiamo dichiarato lo stato di agitazione il 18 gennaio scorso perché siamo stanchi di non ricevere risposte concrete da parte del governo e dell’Amministrazione. L’impegno preso a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio ancora non ha avuto conferma economica con la pubblicazione della legge di bilancio 2024 in Gazzetta Ufficiale.
Il Corpo e i lavoratori stanno aspettando da troppo tempo risposte dall’Amministrazione su passaggi di qualifica, ore di straordinario prestate in banca ore o per altri servizi resi. Inoltre il personale appartenente alle specialità è mortificato da ritardi non più accettabili che bloccano la crescita professionale di settori importanti come Piloti, Specialisti di aeromobile, Elisoccorritori, Sommozzatori e Nautici”.
Lo dichiarano Mauro Giulianella, Coordinatore nazionale FP CGIL VVF, Massimo Vespia, Segretario generale FNS CISL, Alessandro Pinti, Segretario generale UIL PA VVF e Franco Giancarlo, Segretario generale CONSAL VVF.
“Inoltre”, concludono i sindacalisti, “serve assumere personale per dotare il Corpo di 40.000 unità operative e 5.000 unità del ruolo tecnico professionale. Servirà poi intervenire sugli incentivi del personale formatore e migliorare il sistema formativo del personale, sia quello in ingresso sia quello in servizio. Infine servirà incrementare, armonizzare e stabilizzare tutte le voci relative alle indennità (come il notturno, il festivo e super festivo), oltre a individuare altri istituti dove poter indirizzare le risorse. Ora basta: siamo pronti allo sciopero e alla manifestazione”.
Proclamazione dello stato di agitazione nazionale dei Vigili del Fuoco
Gentile Signor Ministro
da tempo le Confederazioni Cgil Cisl Uil congiuntamente alla Confsal VVF, denunciano la complicata situazione in cui versa il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che sta determinando gravissime ricadute sul dispositivo di soccorso tecnico urgente.
Nella fattispecie, abbiamo più volte manifestato l’esigenza, oramai improcrastinabile, di ottenere stanziamenti specifici indirizzati ad incrementare gli organici del Corpo, in atavica carenza sia nel settore operativo, sia in quello del Ruolo Tecnico Professionale che, ricordiamo negli anni a seguire è destinata ad aumentare per effetto dei pensionamenti.
Ciò nonostante, a tutt’oggi, alle promesse non sono seguiti i fatti. Il personale, con grande sacrificio e senso di responsabilità, è costretto a sopperire alle carenze, facendo ricorso a estenuanti turni aggiuntivi mettendo a rischio la propria incolumità con l’unico scopo di garantire la tutela e la salvaguardia dei cittadini contribuenti.
Signor Ministro, ad aggravare tale stato di grande disagio delle donne e degli uomini del Corpo, si aggiungono importanti vertenze che, inspiegabilmente, non hanno trovato ancora oggi risposte.
Ci riferiamo nello specifico a:
- rinnovo Contratto Nazionale di Lavoro 2022/2024
- sedi disagiate;
- promozione ruolo aperto;
- mancate procedure di passaggio di qualifica del personale specialista del Corpo e relative procedure di mobilità del personale;
- organizzazione personale specialista nautico;
- pagamento banca delle ore;
- buoni pasto;
- mancata convocazione sull’accordo per la distribuzione delle risorse economiche già disponibili e indirizzate al personale specialista Direttivo;
- mancata applicazione del coefficiente di trasformazione del 2,44% al personale del Ruolo Tecnico Professionale;
- ispettori antincendio scorrimento graduatorie;
- avvio procedura per adesione alla previdenza complementare;
- incremento indennità personale formatore.
Inoltre necessita uno stanziamento straordinario e specifico per finanziare:
- una nuova Legge delega e garantire il correttivo al riordino del CNVVF, Dlgs 217/05 e 139/06;
- anticipo dei 6 scatti stipendiali su base pensionabile;
- armonizzazione di tutti gli istituti accessori.
La FP Cgil, la FNS Cisl, la Uil PA VV.F. e la Confsal VV.F. hanno sempre dimostrato grande partecipazione e disponibilità per risolvere i problemi che il personale vive sulla propria pelle ma, rispetto a quanto evidenziato, ci vediamo costretti a dichiarare, nostro malgrado, lo stato di agitazione sindacale nazionale della Categoria ai sensi della Legge 146/90 e ss.mm. richiedendo la prevista procedura di conciliazione in mancanza della quale saranno adottate tutte le iniziative sindacali previste.






