La riorganizzazione del servizio mensa dell’AUSL di Reggio Emilia, in particolare presso l’ospedale Franchini di Montecchio, solleva forti criticità sul piano occupazionale e organizzativo. È quanto denunciano FP CGIL e UIL FPL, che esprimono una netta contrarietà a un progetto che, pur dichiarando l’obiettivo di migliorare la qualità dei pasti destinati ai degenti, sembra avere come unico risultato concreto il risparmio sul personale.

Secondo quanto segnalato dalle organizzazioni sindacali, la nuova gestione non produce alcun risparmio economico sul costo del pasto, ma genera invece incertezza e precarietà per numerosi operatori tecnici di cucina. Le prime conseguenze sono già evidenti: un lavoratore interinale è stato escluso dal servizio e si prospetta la cessazione di diversi contratti a tempo determinato, a seguito della ricollocazione di dieci operatori.

FP CGIL e UIL FPL sottolineano l’incoerenza di un progetto che dichiara di migliorare il servizio ai pazienti, ma che contemporaneamente peggiora le condizioni di lavoro di chi garantisce quotidianamente quel servizio. A questo si aggiungono significative difformità rispetto a modelli organizzativi già attivi in altre strutture dell’AUSL di Reggio Emilia.

Al Franchini, infatti, la gestione dei pasti destinati ai degenti verrebbe affidata agli operatori socio-sanitari dell’ospedale, anziché al personale CIR, come avviene all’Arcispedale Santa Maria Nuova. Allo stesso modo, la mensa dei dipendenti verrebbe gestita da CIR e non più dagli operatori tecnici di cucina, come accade invece negli ospedali di Scandiano e del Morel. Scelte diverse da struttura a struttura che, secondo i sindacati, creano disparità di trattamento, confusione organizzativa e mancanza di uniformità nelle politiche aziendali.

Ulteriori preoccupazioni riguardano le ricadute economiche e disciplinari sul personale. FP CGIL e UIL FPL denunciano una prassi ormai consolidata da parte della Dirigenza AUSL, che prevede l’avvio di procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti che, per vari motivi, non usufruiscono correttamente dell’accesso alla mensa. Un approccio sanzionatorio che contribuisce ad alimentare un clima di forte tensione, in cui i lavoratori si sentono sempre più penalizzati da scelte organizzative orientate esclusivamente al contenimento dei costi del personale.

A fronte di questa situazione, e in vista dell’incontro già programmato con i dipendenti, FP CGIL Emilia-Romagna chiede un confronto urgente con la Dirigenza dell’AUSL di Reggio Emilia. L’obiettivo è rivedere il progetto di riorganizzazione, garantendo da un lato la qualità del servizio ai degenti e dall’altro la tutela dei diritti, della dignità professionale e della stabilità lavorativa degli operatori tecnici di cucina.

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