Senza un intervento immediato sul personale della Pubblica amministrazione, i servizi pubblici italiani rischiano un progressivo collasso. È l’allarme che lanciamo come FP CGIL, chiedendo al Governo e al Parlamento un Piano straordinario per l’occupazione pubblica da 1.250.000 assunzioni, indispensabile per far fronte ai pensionamenti previsti nei prossimi dieci anni e per rafforzare settori già oggi in forte sofferenza.
Abbiamo ribadito questa richiesta attraverso il nostro segretario generale, Federico Bozzanca, nel corso del presidio “Non c’è più tempo”, promosso dalla FP CGIL in piazza Vidoni a Roma. Un’iniziativa con cui abbiamo voluto riportare al centro del dibattito politico una questione strutturale: la tenuta delle amministrazioni pubbliche e la qualità dei servizi garantiti a cittadine e cittadini.
I numeri che denunciamo sono chiari. Nella Pubblica amministrazione operano oggi circa 88.720 lavoratrici e lavoratori con forme di lavoro flessibile: 11.180 nelle funzioni centrali, 35.780 nelle funzioni locali e 41.760 nella sanità. Parliamo del 6,2% del personale a tempo indeterminato complessivo, persone che ogni giorno svolgono un ruolo fondamentale e strategico per il funzionamento dello Stato, degli enti locali e del servizio sanitario.
Per noi la stabilizzazione di queste lavoratrici e di questi lavoratori non è più rinviabile. A questo si affianca la necessità di prorogare e scorrere le graduatorie pubbliche, di ripristinare quelle recentemente scadute e di superare l’attuale limite normativo che consente l’assunzione di appena il 20% degli idonei. Una soglia che consideriamo del tutto inadeguata rispetto ai reali fabbisogni delle amministrazioni.
In occasione della discussione parlamentare per la conversione in legge del decreto Milleproroghe, abbiamo presentato specifici emendamenti a tutti i gruppi parlamentari. Le nostre proposte puntano a finanziare un Piano straordinario per l’occupazione pubblica, garantire la proroga dei contratti a tempo determinato dei precari di tutta la PA, sostenere le procedure di stabilizzazione, prorogare la validità delle graduatorie in scadenza e ripristinare quelle appena scadute, oltre a finanziare lo scorrimento delle graduatorie per nuove assunzioni.
Senza nuove assunzioni il rischio è quello di una vera e propria desertificazione delle amministrazioni, con effetti diretti sulla sanità, sugli enti locali, sui servizi sociali e su tutte le funzioni essenziali che lo Stato deve garantire. Una prospettiva che renderebbe sempre più difficile rispondere ai bisogni delle persone e delle comunità, compromettendo il principio di universalità dei servizi pubblici.
Al presidio di piazza Vidoni hanno partecipato anche le parlamentari e i parlamentari Rachele Scarpa e Andrea Casu. Il nostro messaggio è netto: non c’è più tempo. Servono scelte strutturali e immediate per rilanciare l’occupazione pubblica, tutelare il lavoro e garantire servizi pubblici di qualità per tutte e tutti.
