Nella giornata di oggi si è tenuto lo sciopero dei dipendenti dell’Unione Rubicone e Mare proclamato dalla FP CGIL Forlì Cesena. Adesione oltre il 70% e grande partecipazione al presidio in Piazza Borghesi a Savignano. Grave la scelta di non ricevere una delegazione delle lavoratrici e dei lavoratori in sciopero. Riaprire subito il confronto per dare risposte concrete ai dipendenti.

Oggi grande partecipazione allo sciopero dei dipendenti dell’Unione Rubicone e Mare che hanno incrociato le braccia per l’intera giornata di lavoro. Il presidio si è svolto in Piazza Borghesi a Savignano, davanti alla sede amministrativa dell’Unione.

L’adesione allo sciopero ha raggiunto almeno il 70% del totale dei dipendenti, con punte vicine al 100% nei servizi informatici e nell ufficio personale, oltre il 90% nel Settore Scuola e Nidi, tra l’80% e il 90% nel Settore Tecnico. Importante l’adesione anche tra le lavoratrici e i lavoratori somministrati.

“Questa vertenza va avanti da mesi – spiega Antonio Sarpieri, che per la FP CGIL segue la vertenza fin dal principio – sulla base di un mandato forte espresso dalle lavoratrici e dai lavoratori. Abbiamo aperto lo stato di agitazione lo scorso 10 marzo e da allora chiediamo risposte all’Unione e ai Comuni associati. Lavoratrici e lavoratori rivendicano l’incremento del salario accessorio che deve essere portato in linea con quello garantito nei Comuni associati. Chiediamo anche un confronto vero sugli organici, sulle funzioni conferite, sull’organizzazione dei servizi e sull’organizzazione del lavoro all’interno dell’Unione. I dati straordinari di adesione danno un messaggio forte che non può rimanere inascoltato”.

“Avevamo richiesto ai vertici politici dell’Unione – continua Angelo Chilla, Segretario Generale FP CGIL Forlì Cesena – di incontrare una delegazione dei dipendenti in sciopero. Riteniamo gravemente sbagliata la scelta dei vertici politici dell’Unione e dei Comuni associati di rifiutare la nostra richiesta. Incontrare e ascoltare le lavoratrici e i lavoratori che stanno rinunciando ad una giornata di stipendio per rivendicare i propri diritti è un atto di rispetto nei loro confronti e nei confronti dei sacrifici che ogni giorno compiono per garantire servizi di qualità a tutta la cittadinanza. Come FP CGIL chiediamo la riapertura del confronto, partendo da un presupposto: l’Unione e tutti i Sindaci dei Comuni associati devono assumersi la responsabilità di dare risposte concrete alle richieste che avanziamo da oltre 7 mesi. Non è più il tempo di scaricare responsabilità e nascondersi dietro a inesistenti vincoli normativi. Se il confronto e le risposte non arriveranno, continueremo la nostra vertenza, al fianco di lavoratrici e lavoratori che chiedono soltanto dignità e diritti”.

Al presidio hanno partecipato e portato il proprio contributo Andrea Merendi, Segretario Generale del Nidil CGIL Forlì Cesena (categoria che rappresenta lavoratrici e lavoratori somministrati e atipici) e Maria Giorgini, Segretaria Generale della CGIL Forlì Cesena, ribandendo il carattere generale della vertenza. Una vertenza che chiede risposte per tutti i lavoratori diretti e somministrati, nella consapevolezza che risolvere questi temi significa anche determinare una Unione dei Comuni che risponda meglio alle esigenze della cittadinanza superando i limiti che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Lavoratrici e lavoratori hanno dimostrato di credere ancora nell’unione: ci chiediamo cosa ne pensino i Sindaci.

FP CGIL Forlì Cesena

 

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