Il Ministero della Giustizia ha individuato, nei propri piani assunzionali, risorse aggiuntive rispetto a quelle stanziate dalla legge di bilancio 2025 per la stabilizzazione di 9.368 precari assunti con il PNRR, su un totale di 11.211 attualmente in servizio. È un risultato importante, frutto della mobilitazione straordinaria che, come lavoratrici e lavoratori insieme alla FP CGIL, abbiamo costruito e portato avanti negli ultimi quattro anni e che ha visto un passaggio significativo proprio nella giornata di sabato 31, davanti alle Corti d’Appello.
Non ci siamo arresi quando i contratti sarebbero dovuti scadere a dicembre 2024 e abbiamo ottenuto la proroga per tutte e tutti fino a giugno 2026. Non ci siamo arresi quando da più parti della politica e dell’amministrazione ci veniva detto che le stabilizzazioni sarebbero state 3.000 e non una di più. Non lo abbiamo fatto nemmeno quando, nei corridoi dell’amministrazione, si parlava di un tetto massimo di 6.000. Oggi mancano poco meno di 2.000 persone all’appello e continueremo a lavorare con le istituzioni fino a raggiungere l’obiettivo che da sempre ci siamo posti: la stabilizzazione di tutte e tutti i precari, insieme ai precari dell’Obiettivo Convergenza per le regioni del Sud, e la strutturazione a regime del modello dell’Ufficio per il Processo, su cui da via Arenula non arrivano ancora certezze.
In questa direzione abbiamo presentato emendamenti al decreto Milleproroghe, in discussione alla Camera dei Deputati e sostenuti da diversi parlamentari. La mobilitazione di queste settimane non si esaurisce qui: non ci fermeremo finché non otterremo risposte concrete per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori e finché non sarà affermata un’altra idea di giustizia, fondata su diritti, stabilità e valorizzazione del lavoro pubblico.
