Trattativa CCNL Funzioni Locali. A che punto siamo?

Si è svolto il 30/09/2024 il quinto incontro con l’ARAN per la trattativa del CCNL Funzioni Locali 2022-2024.

Il tavolo, come concordato nel precedente incontro, ha proceduto ad un approfondimento tecnico dei testi che le parti si erano scambiate nei tre incontri precedenti.

L’ARAN ha spiegato perché, a suo parere, alcune proposte erano da respingere, altre da accogliere, altre tali che, pur condividendone le finalità, si è riservata di proporre una diversa formulazione. Vi sono poi alcune proposte che le OO.SS. hanno respinto e alle quali l’ARAN a volte ha rinunciato, a volte non ha rinunciato.

In particolare l’ARAN ha respinto, tra le altre, le seguenti proposte:

  • il coinvolgimento nell’ambito di applicazione del CCNL di Aziende speciali e Fondazioni degli enti locali;

  • in vincolo temporale dell’invio degli atti oggetto di sol informazione con almeno 10 giorni di anticipo sulla loro adozione;

  • lo spostamento da informazione a confronto dei contratti assicurativi di copertura del personale dell’ente;

  • il confronto sulla costituzione del Fondo del Salario Accessorio;

  • il confronto sui criteri per le progressioni verticali ordinarie;

  • l’inserimento dei profili tra le materie oggetto di contrattazione invece che di confronto;

  • la possibilità di estendere l’uso dei permessi studio ai corsi universitari telematici seguiti in modalità asincrona.

  • l’equiparati a servizio effettivamente prestato, ai fini della corresponsione del buono pasto, delle ore di “allattamento”, dei permessi 104, i permessi per assemblea sindacale, la partecipazione ai corsi di formazione, i permessi per attività sindacale. (Su questo punto ARAN si riserva di fare un’ulteriore proposta che però sarebbe limitata ai soli permessi per formazione.)

L’ARAN ha invece accolto, tra le altre, le seguenti proposte:

  • l’inserimento, tra le materie oggetto di confronto dei riflessi sui lavoratori delle convenzioni o degli accordi sottoscritti con altre pubbliche amministrazioni e dei criteri per il conferimento delle mansioni superiori;

  • l’inserimento, tra le materie oggetto di contrattazione, dell’individuazione delle particolari ipotesi nelle quali è consentita l’erogazione di due buoni pasto nell’arco della stessa giornata lavorativa. (Su questo tema però ARAN reputa necessario stimare un possibile costo contrattuale);

  • la possibilità per la contrattazione di discutere dei criteri di priorità per l’accesso al lavoro agile ed al lavoro da remoto nonché individuazione dei casi in cui è possibile aumentare il numero delle giornate di prestazione rese in modalità agile o da remoto;

  • la proposta di dichiarazione congiunta in cui si chiarisce che ai fini dell’applicazione del riconoscimento del buono pasto hanno rilievo esclusivamente la durata minima della pausa e la collocazione a cavallo tra periodi del lavoro mattutino (orario 6-12), del lavoro pomeridiano (orario 12-18), del lavoro serale (orario 18-22) del lavoro notturno (orario 22-6);

  • la possibilità di riconoscere, attraverso il welfare, dei versamenti aggiuntivi del lavoratore, su base volontaria, al Fondo di previdenza complementare;

  • la formulazione dei criteri per l’attribuzione del doppio buono pasto.

L’ARAN si è poi riservata di fare proposte su questioni che, pur condivise, richiedono a suo parere una diversa formulazione rispetto a quella proposta dalle OO.SS.

Tra queste:

  • l’eliminazione di ogni attenuante all’obbligo per gli enti di avviare la contrattazione annuale entro il primo quadrimestre di ogni anno;

  • l’eliminazione di ogni possibilità di misurazione della pausa pranzo quando collocata, per alcune specifiche categorie, ad inizio o fine orario di lavoro;

  • la possibilità di liquidare le festività soppresse se non godute entro l’anno di maturazione;

  • la possibilità di godere ad ore delle festività soppresse;

  • la possibilità di estendere a tutti gli enti del comparto l’istituto delle ferie ad ore.

L’ARAN ha invece insistito per riproporre due proposte respinte dalle OO.SS., ossia: la possibilità di svolgere la contrattazione in un’unica sessione salvo diverso accordo tra le parti; la possibilità di destinare quota del salario accessorio al fondo straordinario.

L’Agenzia ha invece ritirato, su richiesta delle OO.SS., la formulazione che costringeva i lavoratori a programmare necessariamente e sin dal mese di febbraio di ogni anno, per tutto l’anno, tutte le ferie in maturazione.

Visti gli esiti dell’incontro abbiamo reputato utile chiedere che anche la prossima riunione prosegua nel confronto tecnico con lo scopo di poter presentare delle controdeduzioni alle osservazioni dell’ARAN.

Nel complesso si tratta di un quadro a tinte grigio scure, che vede molte proposte significative fatte dalle OO.SS. respinte, a fronte di qualche concessione su alcuni temi di una certa rilevanza. Inoltre alcune proposte, vedi ad esempio quella sullo straordinario o quella sui possibili costi contrattuali del riconoscimento del doppio buono pasto, non fanno che rimarcare il problema che denunciamo fin dall’inizio della trattativa, ossia la totale insufficienza delle risorse disponibili per il rinnovo.

Il tavolo si è quindi aggiornato alla seconda metà del mese di ottobre.


punto contratti

A che punto è la trattativa per il rinnovo contrattuale del comparto sicurezza e difesa 2022/2024

A due mesi dall’incontro del 24 luglio, si è svolta ieri, lunedì 30 settembre, una nuova convocazione della trattativa con il Dipartimento della Funzione Pubblica per il rinnovo contrattuale 2022/2024 per il comparto sicurezza e difesa. Purtroppo, non ci sono novità significative da parte della controparte pubblica.

La novità principale rispetto a luglio è stata la richiesta di numerose organizzazioni sindacali di accelerare la chiusura delle trattative e distribuire le risorse messe a disposizione dal governo. Tuttavia, SILP CGIL e Funzione Pubblica CGIL si sono opposte fermamente a questa proposta.

Le ragioni del No di SILP CGIL e Funzione Pubblica CGIL

Abbiamo detto No perché riteniamo che il contratto proposto non sia il miglior accordo possibile per le forze di polizia, come invece viene fatto credere. Si parla di un aumento di circa 100 euro netti per gli agenti (la qualifica più bassa), ma non si menziona che, durante il triennio 2022/2024, l’inflazione è aumentata del 16,5%, causando una perdita di potere d’acquisto significativa. In termini concreti, uno stipendio mensile lordo di 1.700 euro si è ridotto di circa 290 euro lordi (circa 230 euro netti). I fondi stanziati per il nuovo contratto, nonostante le promesse governative, non superano un incremento del 5,78%.

Nel contratto precedente (2019/2021), con un costo della vita cresciuto del 2%, l’incremento delle retribuzioni fu del 3,78%. Una disparità evidente rispetto alla situazione attuale.

Le richieste di luglio e la mancanza di risposte

Durante l’incontro di luglio, SILP CGIL e Funzione Pubblica CGIL avevano avanzato una serie di richieste chiave:

  • Rivalutare le Indennità.
  • Modificare il sistema di pagamento degli straordinari per renderli più equi, come promesso dal governo. Attualmente, un’ora di straordinario è pagata meno del lavoro ordinario.
  • Definire una previdenza dedicata per il personale prossimo alla pensione e una previdenza complementare per i nuovi assunti.

Nonostante l’impegno della parte pubblica a rispondere con delle proposte, al momento queste non sono arrivate.

La prossima fase: legge di bilancio e prospettive future

Il governo dovrà preparare la legge di bilancio entro dicembre, una fase cruciale per definire le risorse disponibili per il rinnovo contrattuale. Mentre alcuni sindacati sono pronti a dichiarare la sconfitta, SILP CGIL e Funzione Pubblica CGIL continuano a lottare per ottenere un contratto che tuteli veramente i diritti delle donne e degli uomini in divisa.

Il 31 luglio siamo scesi in piazza a Montecitorio, rivendicando maggiori risorse per i contratti del comparto sicurezza. Ora, mentre i ministri richiedono ulteriori fondi per sanità e scuola, le forze di polizia rischiano di ricevere meno degli altri lavoratori pubblici, nonostante le promesse della premier Meloni. Nel recente decreto sicurezza, inoltre, alcune categorie come il personale penitenziario hanno visto riconosciute indennità aggiuntive, mentre per la polizia nulla è stato fatto.

SILP CGIL e Funzione Pubblica CGIL non si arrenderanno e attendono il prossimo incontro, fiduciosi che la parte pubblica possa finalmente presentare nuove proposte concrete.


CCNL del Pubblico Impiego: Mancano le risorse adeguate!

Sta accadendo una cosa “curiosa” negli ultimi giorni. Una parte della stampa nazionale – a cui in verità non è mai interessato granché dei dipendenti pubblici – ha pubblicato una serie di articoli tesi a sostenere la firma, a breve, dei vari contratti collettivi nazionali del pubblico impiego 2022/2024, lasciando intendere che l’aumento sarà attorno ai 150/160 €.

Ma le cose stanno veramente così?

La risposta, come si può immaginare, è negativa. Proviamo a capire perché.

Il Governo nella Legge di bilancio ha stanziato una cifra pari all’aumento del 5,78%.

Prima considerazione. Ovviamente si tratta di una media. Ci sono tanti contratti, tanti comparti e tante professionalità: dai magistrati agli infermieri, dalle educatrici agli impiegati, dai militari all’estero, ai medici, dai vigili del fuoco alla polizia penitenziaria…

Quindi i 150 € previsti sono la classica media del pollo.

Seconda considerazione. L’inflazione nel periodo considerato è stata molto più alta, ha viaggiato ben oltre le due cifre perciò, quel 5,78% non si avvicina nemmeno a coprire  quanto perso, come potere d’acquisto, dalle retribuzioni.

Ma continuiamo con altre considerazioni.

In quella cifra sono comprese anche l’indennità di vacanza contrattuale (ivc, quella piccola cifra che troviamo in busta paga da aprile 2022), nonché l’anticipo contrattuale, deciso unilateralmente dal Governo, che qualche amministrazione ha erogato lo scorso dicembre (causando anche un danno dal punto di vista fiscale e contributivo) ed altre stanno invece erogando mese per mese nel 2024.

E’ quindi facile capire come le risorse a disposizione siano poche.

Con quel poco bisognerebbe almeno completare la riqualificazione del personale, avviata con gli ultimi CCNL, rafforzare il sistema delle indennità, valorizzare professioni e peculiarità lavorative.

Quanto è rimasto da erogare? Poco, forse nulla.

A questo punto diamo anche uno sguardo alla direttiva del Governo sui rinnovi contrattuali, il cosiddetto atto di indirizzo.

La volontà che emerge è quella di togliere materie dalla contrattazione e aumentare il peso della valutazione.

Perciò, maggiore discrezionalità, meno trasparenza, meno coinvolgimento di lavoratrici e lavoratori nelle scelte, forte perdita del potere di acquisto.

Inoltre, rimane il tetto al fondo del salario accessorio (cioè alla loro produttività) quindi, le amministrazioni che vorrebbero investire risorse sui propri dipendenti, sul proprio capitale umano, non potranno farlo.

Per non parlare dell’assoluta assenza di un piano straordinario di assunzioni di cui la pubblica amministrazione ha assolutamente bisogno.

In sintesi? Oltre ad un rispetto maggiore di chi ancora crede nella pubblica amministrazione e vi lavora, servono ulteriori risorse.

Non ci sono? Beh, per una tassazione iniqua che favorisce alcune categorie ci sono. Per i condoni ci sono. Per la “rottamazione” delle cartelle fiscali ci sono. Per regalare concessioni balneari ci sono…

Noi i contratti li vogliamo firmare, sia chiaro! Ma contratti equi, dignitosi.

Non un’elemosina, né un ricatto.


Trattativa per il rinnovo del CCNL Funzioni Locali. A che punto siamo?

Nel recente incontro all’Aran sul rinnovo del CCNL Funzioni Locali, la segretaria nazionale Fp Cgil, Tatiana Cazzaniga, ha espresso con fermezza la posizione del sindacato riguardo all’aumento del 5,78%. Di seguito, i punti salienti della nostra dichiarazione.

Aumento del 5,78% Insufficiente

Tatiana Cazzaniga ha sottolineato che l’aumento del 5,78% è del tutto inadeguato per compensare l’aumento del costo della vita. Questo problema è particolarmente grave per i dipendenti delle funzioni locali, che sono tra i dipendenti pubblici con il salario più basso.

Problemi di Finanziamento

Le risorse economiche stanziate e in parte già erogate dovrebbero coprire una serie di aspetti cruciali, tra cui:

  • Indennità
  • Produttività
  • Incentivi
  • Progetti
  • Nuovo sistema di classificazione previsto nel contratto precedente

Tuttavia, a causa dei finanziamenti limitati, questi aspetti sono stati poco utilizzati. Cazzaniga ha affermato che per rendere attrattivo il lavoro negli Enti Locali, è necessario un investimento significativo.

Piano Straordinario di Assunzioni

La segretaria nazionale ha evidenziato che il contratto è solo una parte della soluzione. È indispensabile anche un Piano straordinario di assunzioni per affrontare le sfide attuali.

Mobilitazione Imminente

Siamo pronti a mobilitarci se la legge di bilancio non risponderà alle richieste di risorse necessarie per il contratto. Cazzaniga ha concluso ribadendo l’importanza di un sostegno concreto da parte del governo per garantire condizioni di lavoro dignitose e attrattive per i dipendenti delle funzioni locali.


Trattativa per il rinnovo del contratto delle Funzioni Locali. A che punto siamo?

È stato convocato il 14.06.2024 il secondo incontro con l’ARAN per la discussione del CCNL Funzioni Locali 2022-2024.

Ci è stato inviato un testo che:

  • allarga gli obiettivi del contratto ma non prevede, se non nell’ambito dell’Organismo paritetico per l’innovazione, un ampliamento delle materie oggetto di confronto e contrattazione, impedendo il diretto coinvolgimento delle rsu su materie come la sicurezza e il miglioramento delle condizioni di lavoro e le modalità di lavoro che consentano una migliore armonizzazione con la vita privata e familiare.

  • Prevede una unica sessione negoziale per tutte le materie oggetto di contrattazione. Su questa proposta abbiamo espresso la contrarietà nel metodo e nel merito perché renderebbe il contratto decentrato rigido rispetto alle innovazioni normative e alle modalità innovative e sperimentali di utilizzo di singoli istituti.

  • Il diritto al salario accessorio per Infortuni sul lavoro, malattie professionali e malattie dovute a causa di servizio. Su questo tema abbiamo espresso l’opinione che vada previsto e ulteriormente finanziato il principio di non disincentivazione economica di tutti i diritti costituzionalmente garantiti.

La bozza interviene anche sul rapporto di lavoro precisando meglio alcuni istituti già esistenti quali:

  • il diritto alla partecipazione alle assemblee anche in modalità telematica

  • il diritto al pasto gratuito per chi fa assistenza e vigilanza di minori e per gli addetti alla preparazione dei pasti.

All’incontro abbiamo riproposto, senza la pretesa di esaurire oggi le questione discusse, i punti della piattaforma contrattuale e l’allargamento delle relazioni sindacali. Tra i punti da noi toccati ci sono:

  • L’estensione dell’applicazione del CCNL Funzioni locali alle aziende speciali, Consorzi, fondazioni, etc.

  • Tempi certi per l’informazione preventiva

  • l’ampliamento delle materie oggetto di confronto e contrattazione (Piano dei fabbisogni, criteri per le mansioni superiori, progressioni verticali ordinarie, costituzione dei fondi del salario accessorio, ecc.)

  • Alcuni chiarimenti nei termini per rendere le relazioni sindacali fruibili evitando interpretazioni restrittive

  • la valutazione di soluzioni per rendere ancora più stringente i termini di negoziazione dei contratti decentrati

  • la possibilità di rivedere il diritto di assemblea in maniera di favorirne la modalità territoriale.

Il tavolo si è aggiornato senza ancora fissare una data. La nuova data che verrà successivamente concordata sarà individuata nell’arco della prima settimana di luglio.


Nuovo contratto delle Funzioni Centrali, da novembre entra in vigore il nuovo ordinamento professionale

Con la firma del nuovo CCNL delle Funzioni Centrali la Riforma dell’Ordinamento professionale prevede che entro 5 mesi dalla stipula del CCNL entrino in vigore il nuovo ordinamento professionale e il nuovo sistema di classificazione.

Dal primo novembre 2022 entrerà in vigore il nuovo ordinamento professionale del personale

Si darà applicazione all’articolo 44 del CCNL 2019/2021-struttura della retribuzione del personale delle aree operatori, assistenti e funzionari. Conseguentemente cambia la busta paga con le nuove voci stipendiali: retribuzione di area e differenziali stipendiali al posto della vecchia retribuzione di area/fascia economica.

L’articolo 18 del contratto, norme di prima applicazione del CCNL, in particolare il comma 3 dispone:

“il personale in servizio alla data di entrata in vigore del presente Titolo è inquadrato nel nuovo sistema di classificazione con effetto automatico dalla stessa data secondo la tabella 2 di trasposizione automatica nel sistema di classificazione”

Invitiamo quindi lavoratori e lavoratrici degli enti delle Funzioni Centrali a controllare la puntuale osservanza e applicazione della norma contrattuale attraverso la lettura della Busta Paga di Novembre.

Se hai bisogno di aiuto per leggere la busta paga e controllare il corretto passaggio puoi contattare la sede di FP CGIL più vicina a te.

LEGGI IL VOLANTINO (PDF)

Contatta la sede di FP CGIL più vicina a te

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