Elezioni Rsu pubblico impiego: siamo il primo sindacato

“Si è conclusa definitivamente la certificazione dell’Aran dei voti delle elezioni Rsu 2025 nel pubblico impiego, e con grande soddisfazione possiamo dire che siamo il primo sindacato”. Lo affermano, in una nota, Cgil nazionale, Fp Cgil e Flc Cgil.

“Un risultato importantissimo – prosegue la Confederazione insieme alle due categorie – che premia la nostra coerenza e il nostro impegno nella difesa del ruolo delle rappresentanze sindacali unitarie nei luoghi di lavoro e nel garantire salari dignitosi, maggiori risorse per il rinnovo dei Ccnl e per la stabilizzazione dei precari”.

“La Fp Cgil – si legge nella nota – è il primo sindacato complessivamente delle amministrazioni pubbliche mantenendo il primato delle funzioni locali, ottenendo il primato nelle funzioni centrali e incrementando notevolmente i voti sul comparto sanità”. Inoltre, prosegue la nota “la Flc Cgil con 273 mila voti è il sindacato più votato nella scuola, nell’università, nella ricerca e nell’alta formazione artistica e musicale. Nettamente distanziate sia la seconda organizzazione a 50mila voti di differenza che la terza a 100mila voti di distanza”.

“Un successo, quello dei risultati, che si somma a quello della partecipazione, che ha visto un’altissima affluenza al voto delle lavoratrici e dei lavoratori dell’istruzione e della ricerca, università e Afam, della sanità, delle funzioni locali e delle funzioni centrali. Tutto ciò – concludono Cgil, Fp Cgil e Flc Cgil – sostiene con ancora più forza la nostra battaglia per rafforzare il valore delle Rsu e per estendere, per legge, il sistema del pubblico impiego a tutti i settori privati”.


Accordo FP CGIL – UIL FPL con Coop Cidas sul Premio di Risultato 2023: vittoria per tutti i lavoratori

Nessun escluso, premio pieno e rivalutato: tuteliamo chi lavora, senza sconti né imposizioni

Un risultato importante per le lavoratrici e i lavoratori della cooperazione sociale a Piacenza: FP CGIL e UIL FPL hanno siglato un accordo con Coop Cidas che garantisce il pagamento integrale del Premio Territoriale di Risultato (PTR) 2023, con una maggiorazione del 3,5% per interessi e rivalutazione Istat.

Dopo mesi di trattative e dopo che altri avevano firmato accordi al ribasso, imponendo limiti e buoni spesa non negoziati, arriva finalmente una vera intesa che riconosce il valore del lavoro.

Cosa prevede l’accordo

  • Pagamento completo del premio PTR 2023 a tutti i lavoratori e lavoratrici, senza esclusioni;

  • Maggiorazione del 3,5% per il ritardo e per l’adeguamento all’indice ISTAT;

  • Libertà di scelta tra erogazione in busta paga (comprensiva di contributi previdenziali e assistenziali) o in buoni spesa rivalutati, da usare in esercizi convenzionati;

  • Inclusione anche di chi aveva aderito all’accordo CISL, senza penalizzazioni.

Una firma per la dignità del lavoro

“Abbiamo tenuto la barra dritta – dichiarano Antonio De Leo (FP CGIL) e Agostino Zanotti (UIL FPL) – mentre altri firmavano intese che garantivano solo il 50% del premio e solo in buoni spesa imposti. Il nostro accordo è serio, trasparente e rispettoso degli impegni assunti”.

Questa intesa si inserisce nel solco tracciato dall’Integrativo Provinciale Piacenza Coop Sociali 2022, che FP CGIL continua a difendere come strumento di equità, coesione e giustizia per chi lavora.

Una controparte responsabile

Il confronto con Coop Cidas, supportata da Legacoop, ha mostrato che si può trovare un’intesa vera e responsabile, che non divide i lavoratori ma li tutela tutti. Il premio sarà corrisposto nella prossima busta paga, oppure tramite buoni rivalutati a scelta del lavoratore. Nessuna imposizione, solo trasparenza e rispetto.

FP CGIL: “Noi non facciamo favoritismi, facciamo sindacato”

“Questo risultato è per tutti. Anche chi aveva, forse con troppa fretta, accettato condizioni peggiori, oggi potrà beneficiare del miglior accordo possibile. È così che intendiamo fare sindacato: con determinazione, dignità e responsabilità”.


acer ferrara fp cgil

Il futuro di ACER Ferrara: la FP CGIL chiede trasparenza, responsabilità e tutela dei lavoratori

Preoccupazioni sul dibattito politico in merito al rinnovo delle convenzioni

Con crescente preoccupazione, la FP CGIL osserva la direzione assunta dal dibattito pubblico e politico attorno ad ACER Ferrara, in occasione del rinnovo delle convenzioni con i Comuni proprietari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP).

Negli ultimi interventi istituzionali si invoca un “cambio di passo”, si annunciano controlli più stringenti e si prospettano nuovi vincoli operativi, quasi si trattasse di rimettere in riga un soggetto esterno e opaco. Ma ACER Ferrara è un ente pubblico strumentale, partecipato e guidato dagli stessi Comuni del territorio.

I Comuni sono parte della governance: cosa è cambiato?

L’attività e l’organizzazione di ACER Ferrara negli ultimi dieci anni sono frutto di scelte condivise con gli enti locali. La Conferenza degli Enti, organo di indirizzo e vigilanza, è infatti composta dai Comuni proprietari degli immobili ERP.

La FP CGIL si chiede dunque: cosa è cambiato nei giudizi di questi stessi enti, tanto da ritenere improvvisamente necessario un controllo speciale su un ente da loro stessi governato?

In questo clima, a pagare il prezzo del sospetto e della delegittimazione rischiano di essere prima di tutto:

  • i lavoratori e le lavoratrici di ACER Ferrara, che ogni giorno operano con competenza e serietà;

  • le famiglie fragili, che si affidano ai servizi ERP per un diritto fondamentale come quello alla casa.

Serve confronto istituzionale, non scelte estemporanee

La FP CGIL ribadisce: una verifica sull’assetto organizzativo, sulla governance e sulle attività in corso può essere utile, ma solo se condotta con responsabilità istituzionale e nel pieno riconoscimento del ruolo pubblico di ACER Ferrara.

Non si può ridurre tutto a prese di posizione influenzate da logiche politiche contingenti. Per questo chiediamo ai Comuni di avviare un confronto trasparente, che metta al centro:

  • la qualità e la continuità dei servizi pubblici offerti,

  • la valorizzazione e la tutela del personale,

  • il rilancio della funzione sociale dell’edilizia residenziale pubblica.

La FP CGIL continuerà a difendere con forza il ruolo di ACER Ferrara come strumento al servizio del diritto alla casa e dei bisogni della comunità locale.


Servizi ambientali: firmato accordo per adeguamento retributivo dal 1° luglio 2025

Il 1° luglio 2025 è stato sottoscritto dalle organizzazioni sindacali FP CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e FIADEL e dalle associazioni datoriali del settore ambientale (Utilitalia, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, AGCI Servizi, Assoambiente) l’accordo che applica la clausola di adeguamento salariale prevista dal CCNL dei servizi ambientali del 18 maggio 2022.

L’intesa riguarda le lavoratrici e i lavoratori impiegati nelle aziende pubbliche, private e cooperative che applicano il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i servizi ambientali, operanti nei settori della raccolta, spazzamento, trattamento e smaltimento dei rifiuti, igiene urbana, gestione dei servizi ambientali e attività correlate.

Meccanismo di adeguamento

L’accordo recepisce il meccanismo contrattuale di verifica dell’inflazione consuntiva per il triennio 2022-2024, confrontando il dato IPCA definitivo pubblicato da ISTAT (3,94%) con quello stimato al momento del rinnovo (3,44%). Superata la soglia dello 0,5%, scatta l’adeguamento automatico delle retribuzioni.

Aumenti in vigore dal 1° luglio 2025

Dal 1° luglio 2025 viene consolidato un aumento retributivo di 15 euro medi mensili, applicato alla base parametrale tabellare. Le nuove maggiorazioni, riparametrate per livello, vanno da:

  • 19,24 euro per il livello 6A

  • a 9,23 euro per il livello J

Le retribuzioni tabellari aggiornate sostituiscono integralmente quelle previste all’art. 27 del CCNL 2022.

Livello Parametro Adeguamento
Q 230 € 26,52
8 204,67 € 23,60
7A 184,41 € 21,27
7B 175,36 € 20,22
6A 166,84 € 19,24
6B 159,15 € 18,35
5A 151,29 € 17,45
5B 144,86 € 16,71
4A 138,57 € 15,98
4B 134,36 € 15,49
3A 130,07 € 15,00
3B 124 € 14,30
2A 123,51 € 14,24
2B 111,11 € 12,81
1A 100 € 11,53
1B 88,38 € 10,19
J 80 € 9,23

Perché è un buon accordo – Il punto di vista della FP CGIL

Questo accordo rappresenta un risultato positivo per diverse ragioni:

  • Difesa del potere d’acquisto: in un triennio segnato da forte inflazione, viene riconosciuto un adeguamento economico strutturale che tutela il reddito reale delle lavoratrici e dei lavoratori.

  • Rispetto delle clausole contrattuali: viene data piena applicazione a un meccanismo di tutela salariale previsto dal contratto nazionale, a conferma del valore della contrattazione collettiva.

  • Incremento stabile: l’aumento non è una tantum, ma consolidato sul tabellare, con effetti duraturi su tutti gli istituti contrattuali e previdenziali.

  • Ampia platea coinvolta: l’intervento interessa oltre 90.000 lavoratrici e lavoratori, rafforzando l’universalità e la forza del CCNL.

L’intesa conferma la centralità del contratto nazionale come strumento di tutela salariale e contrattuale, e pone le basi per affrontare con maggior forza il prossimo rinnovo del CCNL.


Ccnl Anaste: proclamato lo stato di agitazione nazionale

La FP CGIL, insieme alle categorie confederali CISL FP, FISASCAT CISL, UIL FPL e UILTUCS, ha proclamato lo stato di agitazione nazionale per tutte le lavoratrici e i lavoratori impiegati nelle strutture aderenti ad ANASTE o che applicano il relativo contratto collettivo nazionale (CCNL).

Una decisione inevitabile, presa a seguito dell’incontro del 10 giugno in cui ANASTE ha avanzato una proposta di rinnovo contrattuale inaccettabile, che non risponde minimamente ai bisogni e alla dignità delle oltre 10.800 persone coinvolte.

Una proposta irriguardosa verso chi lavora nella cura

L’offerta di ANASTE si è limitata a:

  • 55 euro di incremento sul tabellare per il livello 4 full-time;

  • 5 euro per la sanità integrativa;

  • un’una tantum di 200 euro in welfare aziendale;

  • pagamento solo al 75% del terzo e quarto evento di malattia.

Per la FP CGIL questa non è una proposta, è un affronto. Non solo questi numeri sono irrisori, ma testimoniano la totale mancanza di riconoscimento per il lavoro quotidiano e delicatissimo svolto da chi opera con persone fragili e non autosufficienti. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che, spesso in condizioni difficili e con carichi gravosi, garantiscono assistenza e umanità nelle strutture per anziani e disabili.

Il confronto con gli altri contratti è impietoso

Mentre altri contratti nazionali del comparto sociosanitario – come quelli UNEBA, Cooperative Sociali, Valdesi, Anffas e Agidae – hanno già previsto aumenti tabellari tra il 10,4% e il 12,6%, oltre a importanti miglioramenti normativi, ANASTE resta ferma su posizioni arretrate e irrispettose.

È altrettanto grave il rifiuto della controparte di affrontare il nodo del trattamento di malattia, per il quale la FP CGIL rivendica da tempo il 100% della retribuzione, senza ottenere aperture.

Rischio esodo e peggioramento dei servizi

La posizione di ANASTE sta determinando un grave stallo negoziale e una crescente preoccupazione per la tenuta del settore. Se non si interverrà con un rinnovo equo e rispettoso, il rischio concreto è quello di un ulteriore esodo di personale, già oggi messo a dura prova. Tutto ciò a scapito della qualità dell’assistenza a utenti fragili, che meritano servizi stabili e professionali.

FP CGIL: mobilitazione per la dignità

A fronte di questo scenario, la FP CGIL ha formalizzato – insieme alle altre sigle – la richiesta di attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla Legge 146/90, primo passo verso una mobilitazione più ampia.

Chiediamo con forza un contratto dignitoso, che tuteli il lavoro di chi ogni giorno si prende cura degli altri. La nostra mobilitazione continuerà finché non verranno riconosciuti i diritti, il valore e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.


Crediti Unimore insufficienti per accedere ai servizi educativi per l'infanzia. Istituzioni e datori di lavoro facciano la loro parte!

Nei giorni scorsi molti lavoratrici e lavoratori ci hanno informato di come recentemente il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia abbia inviato agli ex studenti di Scienze dell’Educazione una mail per avvisarli che il loro corso di Laurea L-19 non sarebbe stato più sufficiente per essere assunti come educatori dei servizi educativi per l’infanzia sia nel settore privato che in quello pubblico.

Sempre nella mail sopra indicata l’Università, per ovviare a questa criticità ha proposto alle/agli ex studenti di immatricolarsi in sovrannumero per poter ottenere i 55 CFU in più rispetto a quelli previsti dal corso di laurea conseguito a suo tempo.
A chi chiedeva ulteriori informazioni, il Dipartimento ha inviato un’ulteriore comunicazione nella quale veniva spiegato che, nonostante il parere tecnico del Ministero rispetto ai requisiti richiesti dalla normativa, quest’ultimo non sarebbe stato ritenuto sufficiente per poter essere ammessi ad alcuni concorsi pubblici.
Tale posizione è francamente inaccettabile.

Il D.Lgs. 65/2017 contiene un’incongruenza nota da oramai 8 anni. In merito nel 2018 è intervenuto il Miur, con una nota interpretativa.
Come detto la posizione di Unimore è inaccettabile, a maggior ragione su una situazione nota da molti anni.
La FP CGIL è già intervenuta a tutela delle persone coinvolte, chiedendo anche a Regione e Comuni di intervenire a propria volta per evitare che questa incresciosa situazione venga scaricata esclusivamente sulle/sugli ex studenti/studentesse, che non hanno nessuna responsabilità se non quella, paradossalmente, di essersi laureati in UniMoRe e non in un’altra università.

Continueremo a monitorare la situazione, facendo tutto il possibile fino al raggiungimento di una soluzione positiva.


IREN, appalti raccolta rifiuti e spazzamento: lavoratori e lavoratrici in stato di agitazione. Presidio il 10 luglio alle 10 in piazza Garibaldi

FP CGIL, FIT CISL, FISASCAT CISL, UILTrasporti, FIADEL Ambiente chiedono la corretta applicazione contrattuale. Sciopero in programma per il 12 settembre

 

È stato proclamato da FP CGIL, FIT CISL, FISASCAT CISL, UILTrasporti e FIADEL Ambiente lo stato di agitazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici che svolgono per Iren i servizi in appalto su raccolta rifiuti, spazzamento e centri di raccolta che non si vedono ancora applicato il contratto di settore.

I temi posti dalle organizzazioni sindacali sono di estrema importanza per i lavoratori che da anni assicurano servizi pubblici nonostante non vengano loro riconosciute le giuste retribuzioni e le minime attenzioni sui temi della salute e sicurezza da parte della committente Iren.

Tuttavia, agli incontri convocati nei giorni scorsi in Prefettura e in Comune Iren non si é presentata. Questa é la considerazione che la concessionaria di un servizio pubblico mostra verso i lavoratori, le lavoratrici e le istituzioni a fronte dell’apertura di uno stato di agitazione.

Il gruppo Iren ogni anno aumenta gli utili, i dividendi agli azionisti e i premi ai dirigenti, ma non ha nessuna intenzione di rispettare i contratti e le norme di legge sugli appalti.

Gli appalti di quasi tutti i servizi operativi sono stati assegnati nel 2016 e vengono ancora prorogati di anno in anno con risorse non adeguate al costo del lavoro del settore e con una modalità che solleva non pochi dubbi sulla loro regolarità e non permette alle imprese appaltatrici di fare gli investimenti necessari in termini di personale e mezzi.

La raccolta rifiuti con il sistema porta a porta sempre più spinto non ha visto il necessario investimento in termini di squadre di lavoro adeguate e mezzi. Questo significa mettere a rischio la vita e la salute di chi lavora sulle strade e tornare indietro nel tempo ad un lavoro sempre più manuale e inadeguato che non soddisfa nemmeno i cittadini.

Iren ha inoltre avviato nelle scorse settimane le prime parziali procedure di reinternalizzazione attraverso la controllata San Germano dopo più di due anni di ritardo dalla partenza della nuova concessione, con una modalità caotica e senza nessun confronto e condivisione con le organizzazioni sindacali e senza rispettare il piano presentato negli anni scorsi.

Nessuna risposta da parte di Iren e delle imprese appaltatrici sulla richiesta di anticipare l’inizio dei turni di lavoro per prevenire l’eccessiva esposizione al calore dei lavoratori che con le temperature di questi giorni dovevano già vedersi applicate misure concrete di prevenzione.

Il settore evidenzia sempre più problemi di precoce incidenza di malattie professionali che mettono a rischio la salute dei lavoratori e la tenuta occupazionale, con ricadute sociali non trascurabili.

I lavoratori del settore sono anni che aspettano di vedersi riconosciute le giuste tutele ma finora nessuna risposta é arrivata e anzi Iren si appresta a rinnovare gli appalti per i prossimi 13 anni a condizioni inaccettabili.

È indispensabile che la proprietà pubblica riprenda un maggiore controllo sulle modalità attraverso le quali Iren eroga i servizi pubblici pagati dai cittadini e che vi sia maggiore attenzione alla qualità del lavoro e alle condizioni di sicurezza.

In questo quadro di assoluta indifferenza rispetto alle richieste su temi fondamentali di dignità del lavoro e di tutela della sicurezza i lavoratori di tutto il settore raccolta rifiuti e spazzamento saranno in sciopero il prossimo 12 settembre per l’intera giornata e sono pronti a proseguire la mobilitazione per la difesa dei loro diritti.

Nel frattempo, è in programma un presidio per il prossimo giovedì 10 lugliodalle ore 10 alle 12, davanti al Municipio di Parma in piazza Garibaldi.


Trattativa CCNL Funzioni Locali 2022-2024: denunciamo la proposta insufficiente di Aran

«Serve un contratto giusto e dignitoso, il governo non dà risposte»

Si è tenuto il 2 luglio un nuovo incontro per il rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2022-2024, durante il quale FP CGIL e UIL FPL hanno illustrato proposte concrete per migliorare le condizioni economiche delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto. Le due organizzazioni sindacali hanno evidenziato la necessità di soluzioni capaci di rispondere alle reali esigenze del personale, puntando su risorse aggiuntive certe e un incremento salariale dignitoso.

La proposta Aran: spostamento di risorse e pochi euro di aumento

Durante la trattativa, Aran ha avanzato una proposta che non affronta il problema salariale. L’ipotesi illustrata prevede:

  • lo spostamento delle risorse dall’indennità di comparto allo stipendio tabellare;

  • una riduzione del fondo delle risorse decentrate;

  • un lieve incremento (da 11 a 17 euro lordi) sul salario tabellare, che rischia di essere annullato dai maggiori oneri riflessi.

Consideriamo la proposta del tutto insufficiente e denunciamo l’assenza di fondi aggiuntivi necessari a garantire un contratto giusto e dignitoso per tutto il personale.

Trattativa interrotta e nessuna nuova convocazione

Il confronto si è concluso con un brusco stop da parte di Aran, che ha interrotto la trattativa senza indicare nuove date per la prosecuzione del tavolo negoziale. Ribadiamo la nostra piena disponibilità a continuare il dialogo e ad approfondire nel merito i provvedimenti.

Criticità del decreto sulla Pubblica Amministrazione

Sottolineiamo inoltre come il recente decreto sulla Pubblica Amministrazione non garantisca aumenti certi per tutti i lavoratori. Il superamento del tetto del salario accessorio rappresenta solo un’opportunità e non un obbligo, riservato agli enti virtuosi, molti dei quali dovranno comunque scegliere tra nuove assunzioni e un modesto aumento delle retribuzioni del personale in servizio.

Mobilitazione FP CGIL: il governo non dà risposte

Il governo non sta dando le risposte necessarie per garantire la dignità economica dei lavoratori pubblici e annunciamo l’avvio della mobilitazione a sostegno di un contratto equo.


Opacità e contraddizioni caratterizzano la riorganizzazione del Servizio di Emergenza Territoriale in Ausl Romagna

In seguito all’incontro tenutosi il 04 giugno con la Direzione Aziendale in merito alla riorganizzazione del Servizio di Emergenza Territoriale dell’Ausl Romagna, la FP CGIL esprime la propria netta contrarietà alla decisione di sostituire la leadership infermieristica con equipaggi composti esclusivamente da due autisti soccorritori.

La nostra posizione è motivata  dalla scarsa trasparenza del progetto e dalla manifesta inconsistenza degli elementi che l’Ausl pone a base del percorso: i documenti forniti dall’Azienda alle Organizzazioni Sindacali risultano non sufficienti  per una corretta analisi – si giustifica questa decisione come una misura temporanea, necessaria a fronte delle difficoltà nel reclutamento di personale infermieristico mentre la FP CGIL ricorda che attualmente, in Ausl Romagna ci sono oltre 170 infermieri in graduatoria per assunzioni a tempo indeterminato.

Pur riconoscendo una generale difficoltà nel reclutamento  perché le professioni sanitarie soffrono di scarsa attrattività, frutto di precise scelte politiche che non garantiscono condizioni di lavoro dignitose né un contratto  che recuperi almeno la perdita del potere di acquisto  generato dall’inflazione, non ci sembra questa motivazione possa essere invocata per il caso in oggetto.  Quindi gli Infermieri ci sarebbero,  a meno che la proposta di assunzione della Ausl non sia per un  tempo determinato valido solo per il periodo estivo  che nessun Infermiere oggi accetterebbe .

Sorge quindi una domanda legittima: si tratta davvero di una criticità oggettiva o di una precisa volontà aziendale di ridurre progressivamente la presenza infermieristica a bordo delle ambulanze?

La FP CGIL, ribadendo con forza la necessità di preservare il carattere pubblico del servizio e garantire la sicurezza degli utenti, ha chiesto chiarimenti su un punto fondamentale: perché se si sceglie di dare in gestione al privato 4 mezzi su questi non si prevedono equipaggi con leadership infermieristica? Anche su questo, non è stata fornita alcuna risposta adeguata.

Alla scarsa trasparenza, si aggiungono elementi fra loro contraddittori Secondo la FP CGIL, emerge chiaramente la volontà di destrutturare progressivamente un servizio fondamentale come l’emergenza territoriale.

Per questo, sollecitiamo nuovamente la Direzione Aziendale ad avviare un percorso di confronto reale, fondato sul coinvolgimento delle parti sociali e su scelte organizzative condivise.

Allo stesso tempo, sollecitiamo tutti vari livelli istituzionali, affinché si giunga in tempi celeri al riconoscimento giuridico della figura dell’autista soccorritore, condizione che aiuterebbe ad affrontare alcune criticità garantendo competenza e responsabilità nel sistema di emergenza, a tutela della salute pubblica e della dignità professionale degli operatori.


Referendum 8 e 9 giugno 2025: cosa cambia se vince il SÌ

L’8 e 9 giugno 2025 si vota su cinque quesiti referendari che riguardano il mondo del lavoro e la cittadinanza. In molti si chiedono:
“Cosa cambia se vince il SÌ?”
“Cosa succede se vince il NO?”
“Cosa accade se non si raggiunge il quorum?”

In questo articolo rispondiamo in modo semplice e chiaro a queste domande. E se ti interessa una società più giusta, saprai anche perché è importante votare cinque SÌ.


✅ Cosa cambia se vince il SÌ

Votare significa abrogare le norme attuali per migliorare le tutele nel lavoro e rendere più equo l’accesso alla cittadinanza. Ecco i cambiamenti previsti:

1. Più diritti in caso di licenziamento

  • Si reintroduce l’articolo 18: chi viene licenziato ingiustamente potrà essere reintegrato nel proprio posto di lavoro, non solo risarcito.

2. Risarcimenti più giusti per i lavoratori

  • Si elimina il tetto alle indennità per licenziamenti illegittimi nelle piccole imprese. Il giudice potrà valutare caso per caso.

3. Stop all’uso indiscriminato dei contratti a termine

  • Torna l’obbligo di indicare una causale già dal primo contratto a tempo determinato. Basta precarietà senza motivo.

4. Più sicurezza nei contratti in appalto

  • Anche il committente sarà responsabile in caso di infortuni sul lavoro, non solo l’appaltatore. Una tutela in più per chi lavora.

5. Cittadinanza più giusta

  • Gli stranieri residenti in Italia da almeno 5 anni potranno chiedere la cittadinanza (oggi ne servono 10). Un passo verso l’inclusione.


❌ Cosa succede se vince il NO

Votare NO significa lasciare tutto com’è. In concreto:

  • I licenziamenti ingiusti non daranno diritto al reintegro.

  • Le indennità saranno limitate (massimo sei mensilità).

  • I contratti a termine potranno essere usati senza giustificazione.

  • Il committente resterà irresponsabile in caso di incidenti negli appalti.

  • Per ottenere la cittadinanza serviranno ancora 10 anni di residenza.


⚠️ Cosa cambia se non si raggiunge il quorum

Il quorum è il numero minimo di elettori necessario perché il referendum sia valido:
👉 Deve votare almeno il 50% + 1 degli aventi diritto.

Se il quorum non viene raggiunto:

  • Il referendum non ha effetti legali, anche se vince il SÌ.

  • Le leggi attuali rimangono in vigore.

  • È come se il voto non fosse mai avvenuto.

💡 Per questo è importante andare a votare! Chi resta a casa, lascia che siano altri a decidere.


🗳 Perché votare 5 SÌ

Votare 5 SÌ significa scegliere:

  • Più giustizia per chi lavora.

  • Meno precarietà e abusi.

  • Più sicurezza nei luoghi di lavoro.

  • Più dignità e inclusione.

✅ L’8 e 9 giugno fai sentire la tua voce:
vai a votare e vota cinque SÌ per i diritti, la giustizia sociale e una società più equa per tutte e tutti.


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