FP CGIL Bologna non partecipa alla festa della Polizia Penitenziaria: “Condizioni di lavoro critiche”
Una presa di posizione forte per denunciare la situazione degli operatori penitenziari
In occasione del 208° anniversario della Fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria, che si celebrerà il 9 aprile in Cappella Farnese, la Fp Cgil Bologna ha annunciato che non prenderà parte ai festeggiamenti. Una decisione netta, motivata da “estrema amarezza e disillusione”, come dichiarato dal segretario Salvatore Bianco.
Secondo il sindacato, le condizioni di lavoro all’interno del Corpo di Polizia Penitenziaria sono ormai insostenibili, e presentano un rischio concreto per la salute e la sicurezza degli operatori. Fp Cgil denuncia “persistenti condizioni critiche di lavoro, sempre sul punto di tramutarsi in rischio tangibile per gli operatori”.
Festa in contrasto con la realtà quotidiana
Il sindacato sottolinea come “i festeggiamenti organizzati stridano fortemente con una condizione attuale di ben altro tenore”. La scelta di disertare l’evento non è da interpretarsi come una mancanza di rispetto verso l’istituzione, ma vuole piuttosto essere un atto di solidarietà verso chi ogni giorno affronta difficoltà sistemiche e strutturali che, a detta della Cgil, “non sembrano avere alcuna prospettiva di evoluzione”.
Una denuncia pubblica per non restare in silenzio
La Fp Cgil Bologna rivendica così il proprio ruolo di tutela dei lavoratori, scegliendo di trasformare un’occasione celebrativa in una denuncia pubblica che possa accendere i riflettori su una realtà troppo spesso ignorata. Il messaggio è chiaro: senza un cambiamento concreto nelle condizioni di lavoro, non ci sono motivi per festeggiare.
Vigili del Fuoco in Emilia-Romagna: allarme carenza di personale, rischio per la sicurezza
Vigili del Fuoco in Emilia-Romagna: allarme CGIL per gravi carenze di organico
Situazione critica nei comandi provinciali, a rischio operatività e sicurezza
La FP CGIL Emilia-Romagna ha lanciato un grave allarme sulle condizioni in cui versano i Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco nella regione. Con una comunicazione ufficiale datata 24 marzo 2025, il sindacato denuncia una cronica carenza di personale qualificato, in particolare Capo Squadra e Capo Reparto, che sta minando la funzionalità operativa e la sicurezza del personale e dei cittadini.
Dai dati raccolti nel primo trimestre 2025, emerge un quadro preoccupante. Mancano infatti fra Capo Squadra e Capo Reparto:
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Bologna: 36 qualificati
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Ferrara: 21
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Forlì-Cesena: 26
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Modena: 19
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Parma: 16
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Piacenza: 14
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Ravenna: 18
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Reggio Emilia: 15
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Rimini: 24
In media, l’organico dei qualificati si attesta a circa il 30% in meno rispetto al fabbisogno teorico.
Le conseguenze della carenza di personale
La CGIL elenca una serie di conseguenze concrete legate a questa situazione:
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Sovraccarico di lavoro per chi è in servizio, con rischio elevato di infortuni e stress.
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Riduzione della formazione professionale, fondamentale per mantenere le competenze.
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Incremento dei tempi di risposta agli interventi di emergenza.
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Rischio per la sicurezza degli operatori.
Anche il personale amministrativo soffre carenze critiche, con punte del -50% per alcune qualifiche.
Inoltre, il personale parzialmente o totalmente non idoneo al soccorso è in aumento, e la situazione peggiorerà con l’avvio del corso per il passaggio di qualifica da vigile a capo squadra.
Le richieste della CGIL: interventi urgenti e strutturali
La CGIL chiede:
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Assegnazione straordinaria di personale qualificato alla prima mobilità utile.
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Piano straordinario di reclutamento e formazione.
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Tavoli di confronto tra prefetture e comandi provinciali per soluzioni strutturali, non emergenziali.
L’organizzazione sindacale si riserva, in mancanza di interventi urgenti, di intraprendere azioni sindacali a tutela dei lavoratori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in Emilia-Romagna
TFS/TFR dei dipendenti pubblici: la FP CGIL rilancia la campagna per tempi certi e giusti di liquidazione
La CGIL – con le sue categorie FP, FLC, SILP, SPI e insieme all’INCA – ha rilanciato in questi giorni una campagna informativa e di mobilitazione nazionale sulla questione del differimento del pagamento del TFS/TFR per le lavoratrici e i lavoratori pubblici.
Un tema che continua a generare forti ingiustizie, soprattutto dopo la sentenza n. 130/2023 della Corte Costituzionale, che ha messo in evidenza i limiti e le distorsioni di un sistema che, da anni, penalizza chi lascia il lavoro nella pubblica amministrazione.
Cosa ha detto la Corte Costituzionale
La Corte ha riconosciuto come il ritardo nel pagamento del TFS/TFR – nato come misura temporanea – sia diventato una prassi strutturale, che viola il principio di giusta retribuzione e incide negativamente sui diritti dei lavoratori.
In particolare, la sentenza:
- ha ritenuto ingiustificato il differimento nei tempi di liquidazione per i pensionati pubblici;
- ha evidenziato come l’inflazione aggravi ulteriormente il danno economico subito;
- ha invitato il legislatore a intervenire, sottolineando che il problema riguarda in particolare i trattamenti di importo più basso.
La posizione della CGIL: basta fare cassa sui lavoratori
Di fronte a questa situazione, la CGIL ha deciso di:
- intensificare l’informazione e la sensibilizzazione tra le lavoratrici e i lavoratori;
- attivare, attraverso l’INCA, azioni legali mirate per chiedere giustizia e risarcimenti;
- contrastare con forza l’idea che il TFS/TFR possa continuare a essere una “cassa” di emergenza per lo Stato, a discapito delle persone.
Come agire: le vie del contenzioso
Sulla base di approfondimenti giuridici, sono stati individuati i seguenti possibili percorsi di azione:
- ricorsi al Tribunale del Lavoro per sollevare nuove questioni di legittimità costituzionale;
- richieste di risarcimento danni per perdita economica e pregiudizi personali;
- azioni civili per inottemperanza da parte dello Stato alle indicazioni della Corte;
- valutazione di un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia Europea per disparità tra lavoratori pubblici e privati.
Le prime cause pilota saranno attivate nei tribunali di Genova, Milano, Brescia, Bergamo e Trento, con il patrocinio degli avvocati dell’INCA nazionale. I costi del contenzioso saranno coperti interamente dalla CGIL, senza oneri per i lavoratori coinvolti.
Chi può agire?
I casi più urgenti riguardano:
- lavoratori cessati per raggiunti limiti di età o di servizio;
- TFS maturato di importo vicino ai 50.000 euro;
- situazioni personali o familiari che hanno subito danni a causa del ritardo nei pagamenti.
Informati e partecipa alla vertenza
La CGIL invita tutte le lavoratrici e i lavoratori a informarsi presso le sedi territoriali e a partecipare attivamente alla campagna. È in gioco un principio di giustizia: chi ha lavorato una vita ha diritto a tempi certi e condizioni eque per ricevere quanto gli spetta.
Per ulteriori informazioni, è possibile rivolgersi alle strutture territoriali di FP CGIL, FLC, SILP, SPI o presso le sedi INCA.
Indagine sulle condizioni di lavoro nei servizi educativi e nelle scuole per l’infanzia della cooperazione sociale in Emilia-Romagna
Elezioni Previdenza Cooperativa 10-13 marzo 2025: Come e Quando Votare
Dal 10 al 13 marzo 2025 si terranno le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea dei Delegati del Fondo Previdenza Cooperativa. I lavoratori avranno l’opportunità di scegliere i 45 delegati che rappresenteranno i loro interessi nel fondo pensione.
Quando si vota?
Le votazioni saranno aperte dalle ore 09:00 del 10 marzo 2025 fino alle ore 09:00 del 13 marzo 2025. È fondamentale rispettare questa finestra temporale per esprimere il proprio voto.
Come si vota?
Il voto sarà completamente elettronico e potrà essere espresso accedendo al sito ufficiale www.previdenzacooperativa.it. Segui questi passaggi per votare:
- Collegati al sito e accedi alla sezione LAVORATORI.
- Entra nell’AREA RISERVATA utilizzando lo SPID oppure il tuo Codice Fiscale e la Password.
- Accedi al seggio elettorale elettronico cliccando su “VOTA PER IL RINNOVO DELL’ASSEMBLEA DEI DELEGATI”.
- Seleziona una delle seguenti opzioni di voto:
- Approvo la lista elettorale
- Non approvo la lista elettorale
- Scheda bianca
- Conferma il voto: riceverai un messaggio con la data e l’ora di registrazione del tuo voto, visibile anche nella tua area personale.
L’accesso al seggio elettronico sarà disabilitato alle ore 09:00 del 13 marzo 2025.
Perché è importante votare?
Partecipare a queste elezioni significa contribuire attivamente alla rappresentanza dei lavoratori all’interno del Fondo Previdenza Cooperativa. La lista unitaria sostenuta da CGIL, CISL e UIL mira a garantire un futuro previdenziale equo e trasparente per tutti i lavoratori iscritti al fondo.
Hai bisogno di assistenza?
Per qualsiasi dubbio o difficoltà nell’accesso alla piattaforma di voto, puoi contattare il Contact Center al numero 0422-1745957, attivo dal lunedì al giovedì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00, mentre il venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 15:00.
Non perdere l’occasione di far sentire la tua voce! Vota dal 10 al 13 marzo 2025 per il rinnovo dell’Assemblea dei Delegati del Fondo Previdenza Cooperativa.
Congedi parentali 2025: tutto quello che devi sapere
I congedi parentali sono un diritto fondamentale per i lavoratori che diventano genitori. Permettono di conciliare al meglio vita familiare e professionale, garantendo il tempo necessario per accudire i figli nei primi anni di vita.
Se vuoi sapere come funzionano i congedi parentali, chi può richiederli, per quanto tempo e quali sono le retribuzioni previste, scarica la nostra guida completa. Nel documento troverai tutte le informazioni aggiornate in modo chiaro e dettagliato.
📥 Scarica il PDF con tutte le informazioni sui congedi parentali
Prendersi cura della famiglia è importante, ed è essenziale conoscere i propri diritti. Scarica subito la guida per avere tutte le risposte di cui hai bisogno!
Presentazione dell’Indagine sulle Condizioni di Lavoro nei Servizi Educativi e nelle Scuole per l’Infanzia della Cooperazione Sociale
Il 12 marzo 2025 alle ore 9.30, presso il Salone Di Vittorio – CGIL Bologna (Via Marconi 67/2), si terrà la presentazione dell’indagine sulle condizioni di lavoro nei servizi educativi e nelle scuole per l’infanzia della cooperazione sociale. L’evento rappresenta un momento di confronto tra istituzioni, sindacati e rappresentanti del settore per analizzare criticità e prospettive del lavoro nell’ambito educativo.
Programma dell’evento
L’incontro sarà introdotto da Fabio De Santis, della segreteria FP CGIL Emilia-Romagna. A seguire, la presentazione dell’indagine sarà a cura di Gianluca De Angelis, di IRES Emilia-Romagna.
Tavola rotonda con esperti del settore
Dopo la presentazione, si aprirà una tavola rotonda con la partecipazione di esperti e rappresentanti del settore educativo e della cooperazione sociale:
- Marco Bonaccini, Segretario Generale FP CGIL Emilia-Romagna
- Marinella Melandri, Segreteria CGIL Emilia-Romagna
- Marwa Mahmoud, Coordinatrice ANCI Emilia-Romagna servizi 0-6 anni e Assessora Politiche Educative del Comune di Reggio Emilia
- Isabella Conti, Assessora al Welfare, Terzo Settore, Politiche per l’Infanzia e Scuola
- Alberto Alberani, in rappresentanza di Legacoop Confcooperative AGCI Emilia-Romagna
A moderare l’evento sarà Beppe Persichella, giornalista del Corriere di Bologna.
Perché partecipare?
L’indagine sulle condizioni di lavoro nei servizi educativi fornisce dati e analisi fondamentali per comprendere lo stato del settore e individuare azioni concrete per migliorare la qualità dell’occupazione e dei servizi offerti. L’incontro è un’occasione unica per ascoltare esperti, istituzioni e rappresentanti delle cooperative sociali in un dialogo costruttivo e propositivo.
Trattative CCNL Federculture: a che punto siamo?
Si è tenuto nella giornata del 13 febbraio 2025 l’incontro tra Federculture e le OO.SS. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Uil Pa.
La parte datoriale, condividendo la richiesta delle Organizzazioni di voler arrivare a breve alla conclusione delle trattative ha ribadito di avere come priorità quella di estendere il perimetro contrattuale e di operare alcune modifiche normative.
Al fine di dare risposta alle lavoratrici e lavoratori, Federculture ha proposto una rivisitazione economica ben al di sotto della richiesta riportata nella piattaforma unitaria dei sindacati.
L’incontro odierno ha consentito alle parti di confrontarsi sul testo inviato dalla Federazione che, oltre ad adeguare la parte normativa alle recenti disposizioni, ha anche proposto considerevoli modifiche volte all’arretramento dei diritti e tutele fino ad oggi garantiti.
Le parti si sono aggiornate a seguito della necessità di ulteriori valutazioni e con l’intento di riconvocarsi in tempi brevi per proseguire il confronto.
Daremo puntuali aggiornamenti dei prossimi incontri
RSU 2025: le richieste degli infermieri FP CGIL per il rilancio della professione
“Non per noi, ma per tutti!” è lo slogan che accompagna le richieste del Gruppo Nazionale Infermieri FP CGIL in vista delle RSU 2025. Gli infermieri italiani rivendicano migliori condizioni di lavoro, retribuzioni adeguate e un riconoscimento reale delle competenze specialistiche. Un cambio di rotta è necessario per rilanciare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e garantire una sanità pubblica più efficiente per tutti.
Le 6 richieste chiave degli infermieri FP CGIL
🔴 1. Retribuzioni e percorsi di carriera allineati agli standard europei
Gli infermieri italiani continuano a essere sottopagati rispetto ai colleghi europei. La valorizzazione della professione è essenziale per rendere il SSN più attrattivo e competitivo.
🔴 2. Condizioni di lavoro sostenibili e indennità adeguate
È necessario ridurre i carichi di lavoro e prevedere maggiorazioni economiche per i professionisti impiegati in strutture e servizi ad alta complessità.
🔴 3. Riconoscimento delle competenze specialistiche
Basta con l’idea dell’infermiere generalista che deve fare tutto. Servono percorsi di carriera specialistici e un riconoscimento delle hard skills acquisite sul campo.
🔴 4. Indennità di esclusività senza vincoli
Gli infermieri chiedono di poter scegliere liberamente se esercitare la libera professione senza essere vincolati da autorizzazioni e restrizioni burocratiche.
🔴 5. No all’“assistente infermiere”
Le figure di supporto esistono già e non serve crearne di nuove, con il rischio di confusione e dequalificazione della professione. Se venisse proposto un “assistente medico”, i dottori lo accetterebbero?
🔴 6. Formazione professionale garantita
Ogni infermiere deve avere almeno 2 ore settimanali dedicate alla formazione, riconosciute all’interno dell’orario di lavoro, per migliorare le proprie competenze e offrire cure di qualità ai pazienti.
FP CGIL: la voce degli infermieri per una sanità migliore
Il Gruppo Nazionale Infermieri FP CGIL continua a battersi per il rispetto della professione e il miglioramento delle condizioni di lavoro. Segui gli aggiornamenti sui canali social FP CGIL Sanità e partecipa alla mobilitazione per costruire un sistema sanitario più giusto per tutti.
Bonus Mamme 2025: il decreto attuativo ancora bloccato, lavoratrici penalizzate
A due mesi dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2025, il Governo non ha ancora adottato il decreto attuativo necessario per rendere operativo il Bonus Mamme 2025. Questo ritardo impedisce a molte lavoratrici madri di beneficiare dell’esonero contributivo previsto, causando incertezza e disagi per migliaia di famiglie.
Cosa prevede il Bonus Mamme 2025?
La misura, introdotta con la Legge di Bilancio 2024 e poi modificata con la Manovra 2025, prevede un esonero contributivo per:
✅ Lavoratrici dipendenti (con contratto a tempo indeterminato, escluse le lavoratrici domestiche).
✅ Lavoratrici autonome (novità del 2025).
✅ Madri di due o più figli, fino al compimento del 10° anno di età del più piccolo.
✅ Madri di tre o più figli, fino al compimento del 18° anno del più piccolo (dal 2027).
L’agevolazione è riservata alle lavoratrici con un reddito imponibile non superiore a 40.000 euro annui e prevede un tetto massimo di 3.000 euro annui di esonero contributivo fino al 31 dicembre 2026.
Dov’è il decreto attuativo?
Nonostante la normativa sia entrata in vigore, il mancato decreto attuativo blocca di fatto l’accesso al Bonus Mamme 2025. Senza questo provvedimento, non sono ancora state definite le modalità per richiedere l’agevolazione, lasciando nel limbo migliaia di lavoratrici aventi diritto.
Cosa chiediamo al Governo?
La CGIL sollecita l’emanazione immediata del decreto attuativo e misure correttive per garantire un accesso equo al bonus:
📌 Riconoscere gli arretrati alle lavoratrici con 2 figli, comprese quelle con contratto a tempo determinato e le lavoratrici autonome.
📌 Estendere l’esonero contributivo anche alle lavoratrici domestiche, attualmente escluse dalla misura.
📌 Superare le criticità della normativa, che avvantaggia maggiormente chi ha redditi più elevati.
Servono vere politiche di sostegno alla genitorialità
Il Bonus Mamme 2025 è solo una delle misure necessarie per migliorare le condizioni delle lavoratrici madri. Occorre investire in servizi per l’infanzia, con asili nido accessibili e politiche di conciliazione lavoro-famiglia realmente efficaci.
Non possiamo aspettare oltre: il decreto deve essere approvato subito!









