Il drastico taglio delle risorse previsto dal Comune di Finale Emilia per il servizio di assistenza educativa scolastica destinato agli alunni con disabilità suscita grande preoccupazione.
Il nuovo bando di gara per il servizio PEA prevede infatti una riduzione delle risorse di circa il 50%. Una decisione assunta dall’Amministrazione comunale senza un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e che rischia di produrre conseguenze molto gravi sul diritto allo studio, sulla qualità dell’inclusione scolastica e sulle condizioni occupazionali delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
Famiglie, insegnanti ed educatori contrari ai tagli
La forte apprensione della comunità scolastica è emersa durante l’assemblea pubblica convocata il 14 luglio dal sindaco Claudio Poletti per illustrare la situazione.
All’incontro hanno partecipato numerosi genitori, insegnanti ed educatori, che hanno espresso un netto dissenso rispetto alla riduzione delle risorse e alle ipotesi organizzative prospettate dall’Amministrazione comunale.
«Le famiglie vedono minacciato il diritto a un sostegno dignitoso, poiché la riduzione delle ore non garantisce più la piena attuazione dei Piani Educativi Individualizzati per gli alunni con disabilità medio-gravi e gravi», spiega Davide Coda Zabetta della FP CGIL.
Il servizio riguarda bambine e bambini che frequentano i nidi d’infanzia, le scuole dell’infanzia, le scuole primarie e le scuole secondarie di primo grado.
Ore dei PEI già oggi non completamente garantite
La situazione appare ancora più tesa considerando che già oggi non tutte le ore previste dai Piani Educativi Individualizzati vengono effettivamente coperte.
Questa carenza costringe spesso le scuole a ridurre l’orario scolastico degli alunni con disabilità o a programmare uscite anticipate. Una condizione che rischia di isolare i bambini dal gruppo classe e che obbliga le famiglie a riorganizzare continuamente la propria vita lavorativa e familiare.
Un ulteriore taglio delle risorse aggraverebbe quindi una situazione già critica, rendendo ancora più difficile garantire un percorso educativo realmente inclusivo.
Un solo educatore per cinque bambini: una proposta inaccettabile
A preoccupare è anche la proposta avanzata dall’Amministrazione comunale di gestire la riduzione delle ore attraverso l’accorpamento degli interventi educativi.
Secondo quanto prospettato, un solo operatore potrebbe essere chiamato a seguire contemporaneamente fino a cinque bambini.
«Si tratta di un’operazione puramente economica che compromette la sicurezza e trasforma l’inclusione scolastica in una semplice attività di vigilanza», sottolinea Davide Coda Zabetta.
L’assistenza educativa scolastica non può essere ridotta a una gestione collettiva e indifferenziata degli alunni. Ogni bambino ha esigenze specifiche indicate nel proprio Piano Educativo Individualizzato, che devono essere rispettate attraverso interventi adeguati, qualificati e costruiti sui bisogni della persona.
A rischio salario e occupazione per oltre venti lavoratori
Il taglio delle risorse mette a rischio anche la continuità occupazionale delle oltre venti lavoratrici e lavoratori impiegati nel servizio.
La riduzione delle ore potrebbe determinare una pesante perdita di salario e, in assenza di garanzie chiare, anche la diminuzione dei posti di lavoro.
Educatrici ed educatori svolgono ogni giorno una funzione fondamentale per garantire il diritto allo studio, l’autonomia e la piena partecipazione scolastica degli alunni con disabilità. Il loro lavoro non può essere considerato un costo da comprimere per riequilibrare il bilancio comunale.
Investire nell’assistenza educativa significa investire nella qualità della scuola pubblica, nella tutela dei diritti e nella coesione della comunità.
Servono garanzie scritte prima dell’inizio dell’anno scolastico
Durante l’assemblea, il Sindaco ha ipotizzato la possibilità di reperire in futuro ulteriori risorse per integrare le ore previste dal bando nel corso dell’anno scolastico.
Ad oggi, tuttavia, non è stata fornita alcuna garanzia scritta, né è stata indicata con precisione l’entità delle risorse aggiuntive eventualmente disponibili.
Per la FP CGIL Emilia-Romagna non è possibile avviare l’anno scolastico affidandosi a promesse o ipotesi non formalizzate. Famiglie, scuole, lavoratrici e lavoratori hanno bisogno di certezze immediate.
La FP CGIL chiede un tavolo urgente
La FP CGIL chiede l’immediata convocazione di un tavolo di confronto con il Comune di Finale Emilia, le organizzazioni sindacali e tutti i soggetti coinvolti nel servizio.
Le richieste sono chiare:
- garantire prima dell’avvio dell’anno scolastico le risorse economiche necessarie;
- assicurare la copertura completa delle ore certificate nei Piani Educativi Individualizzati;
- tutelare i livelli occupazionali e salariali delle lavoratrici e dei lavoratori;
- escludere qualsiasi accorpamento che riduca la qualità e la sicurezza del servizio;
- garantire a ogni alunno con disabilità un’assistenza educativa adeguata ai propri bisogni.
