Nel 2026 la CGIL compie 120 anni. Un anniversario che non rappresenta soltanto una ricorrenza, ma l’occasione per guardare a una storia che attraversa più di un secolo di trasformazioni del lavoro, della società e del nostro Paese.
La storia della CGIL comincia nel 1906 a Milano, quando cinquecento delegati diedero vita alla Confederazione Generale del Lavoro. Da allora generazioni di lavoratrici e lavoratori hanno costruito un patrimonio collettivo fatto di organizzazione, partecipazione, mobilitazioni e conquiste.
Celebrare i 120 anni della CGIL significa quindi ripercorrere una parte importante della storia italiana attraverso il punto di vista del lavoro e di chi, organizzandosi insieme, ha lottato per migliorare le proprie condizioni di vita e quelle dell’intera società.
120 anni dalla parte del lavoro
In oltre un secolo sono cambiati profondamente il lavoro, l’economia, le professioni e i servizi. Sono cambiate le forme della produzione e dell’organizzazione sociale, così come le condizioni e i bisogni delle persone.
Dentro queste trasformazioni, la CGIL ha continuato a rappresentare lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, facendo del lavoro uno degli elementi fondamentali della vita democratica del Paese.
Questa storia è fatta di diritti conquistati, conflitti, avanzamenti e momenti difficili, ma soprattutto della partecipazione di milioni di persone. Donne e uomini che, nei luoghi di lavoro e nei territori, hanno scelto di organizzarsi per costruire condizioni migliori, chiedere salari e tutele adeguate, difendere la dignità del lavoro e rafforzare i servizi pubblici.
È una storia collettiva, che appartiene a chi ogni giorno ha dato e continua a dare vita al sindacato.
Lavoro e democrazia, una storia che continua
Il titolo scelto per questo anniversario, “Democrazia al Lavoro”, richiama un legame che attraversa tutta la storia della CGIL: quello tra il riconoscimento dei diritti nel lavoro e la qualità stessa della democrazia.
Per noi della FP CGIL Emilia-Romagna, ricordare questi 120 anni significa anche guardare al ruolo svolto dalle lavoratrici e dai lavoratori dei servizi pubblici e di tutti quei settori che ogni giorno garantiscono diritti fondamentali alle persone e tengono insieme le nostre comunità.
Sanità, enti locali, servizi educativi, funzioni dello Stato, soccorso, assistenza e cura sono parte di questa storia. Dietro ogni servizio pubblico ci sono persone, professionalità e competenze che contribuiscono concretamente alla vita democratica del Paese.
Per questo la memoria non può essere separata dal presente.
Conoscere la nostra storia per costruire il futuro
Per raccontare i suoi primi 120 anni, la CGIL ha costruito un grande percorso audiovisivo composto da oltre 120 video, dedicati ai passaggi decisivi della storia dell’organizzazione e del Paese.
Il racconto attraversa dodici grandi periodi storici, introdotti dalla storica Michela Ponzani, e nasce grazie alla consulenza della Fondazione Di Vittorio e al patrimonio conservato negli archivi storici della CGIL, del Movimento Operaio e dell’Istituto Gramsci.
Parole, immagini e documenti permettono di ricostruire le mobilitazioni, i conflitti sociali, le trasformazioni e le conquiste che hanno accompagnato la CGIL dalla sua nascita fino al presente.
Conoscere questa storia significa comprendere meglio da dove arrivano molti dei diritti che oggi consideriamo parte della nostra quotidianità. Ma significa soprattutto ricordare che nessun diritto è acquisito una volta per tutte.
A 120 anni dalla nascita della CGIL, il filo che lega passato, presente e futuro resta quello della partecipazione e dell’organizzazione collettiva.
Una storia lunga 120 anni, quindi, ma soprattutto una storia che continua: nel lavoro, nei territori, nei servizi pubblici e nelle battaglie per nuovi diritti e nuove tutele.
