Un milione di euro destinato alle progressioni economiche delle lavoratrici e dei lavoratori (le ex “fasce”) dell’Azienda Ausl di Modena è andato letteralmente in fumo. È questa l’ultima, gravissima denuncia che investe l’Azienda Usl di Modena, rea di una gestione amministrativa che definire fallimentare è ormai un eufemismo.
L’accordo per le progressioni orizzontali 2025, faticosamente raggiunto il 10 dicembre scorso, dopo un serrato confronto tra l’Azienda e le parti sindacali, è decaduto a causa di un ritardo burocratico inspiegabile: il documento è stato trasmesso all’organo di controllo economico solo il 30 dicembre 2025, rendendo tecnicamente impossibile il via libera nei tempi previsti dal contratto.
Tempistiche contrattuali che l’azienda ha violato creando un danno economico senza precedenti.
In un periodo storico segnato da un rinnovo contrattuale nazionale che non ha permesso il recupero del potere d’acquisto, la perdita di queste risorse rappresenta un insulto ai sacrifici di tutto il personale che ogni giorno continua a mandare avanti con grande senso di responsabilità i servizi della sanità in tutta la provincia di Modena.
“Siamo di fronte a un atto di una gravità inaudita – dichiarano Domenica Avenoso e Silvia Mucci funzionarie della Fp Cgil di Modena – Inviare ai revisori un accordo vitale per il salario degli oltre 4.000 dipendenti dell’azienda USL a meno di 48 ore dalla fine dell’anno non è un errore tecnico, è la prova plastica di un’azienda allo sbando che sabota i propri impegni e non ha nessun rispetto per i propri lavoratori”.
“Che si fosse partiti col piede sbagliato era chiaro già il 5 di dicembre, quando al tavolo di trattativa per finalizzare le risorse economiche del 2025, l’azienda si era presentata con errori nei conteggi dei fondi e la bozza dell’accordo con parti palesemente sbagliate – prosegue Daniela D’eredità segretaria organizzativa della Uil Fpl di Modena e Reggio Emilia – dove in un copia e incolla scriteriato si riportava un regolamento dell’Azienda Ospedaliero Universitaria come se fosse dell’Azienda Usl.”
“In quell’occasione Cisl Fp, Fials e Nursind avevano fatto a gara per sottoscrivere la bozza di accordo palesemente errata. Quel testo, una volta sottoscritto, avrebbe dato vita ad un accordo che non avrebbe avuto nessun valore ed avrebbe arrecato enorme danno a lavoratrici e lavoratori – proseguono le tre sindacaliste – Solo l’intervento delle RSU elette nelle liste della Fp Cgil e Uil Fpl, mettendo in risalto l’errore, ha permesso di evitare quello scempio costringendo l’Azienda Usl a correggere le criticità evidenziate.”
Ma purtroppo gli errori dell’azienda, che si stanno traducendo in un vero e proprio disastro, non sono finiti il 5 dicembre.
La stessa Ausl non si limita a non dare seguito alle intese, ma quelle che applica sembra interpretarle unilateralmente con l’unico scopo di creare disuguaglianze inaccettabili tra il personale.
Bandi di mobilità scaduti senza alcuno scorrimento di graduatoria, pubblicati senza una logica e che ad oggi lasciano centinaia di professionisti bloccati in reparti dai quali attendevano da anni di potersi spostare.
Una dirigenza attraversata da lotte intestine più preoccupata degli equilibri di potere interni che della funzionalità dei servizi e della credibilità dell’ente, e che invece di valorizzare il capitale umano, lo mortifica con ritardi ingiustificabili e gestioni caotiche.
Il personale sanitario modenese, già provato da turni massacranti e carenze d’organico, non può e non deve pagare il prezzo dell’incompetenza altrui.
L’Azienda Usl di Modena deve ritrovare la bussola. Non permetteremo che il milione di euro delle lavoratrici e dei lavoratori diventi il prezzo del silenzio su una gestione fallimentare.
I lavoratori della sanità modenese non chiedono regali, chiedono ciò che è loro di diritto e che è stato faticosamente contrattato. Chiediamo per questo con forza all’Azienda di assumersi le proprie responsabilità e dare le risposte necessarie per recuperare la situazione e il danno che lei stessa ha creato.
