Il confronto per il rinnovo del CCNL del comparto Sanità pubblica 2025/27 registra alcuni avanzamenti importanti, in particolare sul tema degli incarichi. Nel nuovo incontro del 26 maggio, dedicato alla prosecuzione della trattativa, sono state superate molte delle criticità che la FP CGIL aveva evidenziato con forza nel precedente appuntamento del 12 maggio.

Per la FP CGIL Emilia-Romagna si tratta di un passaggio significativo, perché conferma l’importanza della contrattazione e della mobilitazione sindacale nel difendere il valore professionale delle lavoratrici e dei lavoratori del Servizio sanitario nazionale. Il contratto non può limitarsi a introdurre soluzioni parziali o meri riconoscimenti economici: deve intervenire sulla qualità del lavoro, sulla valorizzazione delle competenze e sul riconoscimento delle responsabilità che ogni giorno vengono assunte nei servizi sanitari pubblici.

Uno dei risultati più rilevanti riguarda il ripristino del sistema degli incarichi anche per le aree degli operatori e degli assistenti. È un punto fondamentale. Sostituire gli incarichi con una semplice indennità avrebbe significato snaturare l’istituto, riducendolo a una voce economica priva di reale valore ordinamentale.

Gli incarichi, invece, devono continuare a rappresentare uno strumento capace di riconoscere esperienza, competenze, responsabilità e ruolo effettivamente svolto all’interno dell’organizzazione sanitaria. Questo vale per tutte le professionalità che garantiscono quotidianamente il funzionamento del sistema, spesso in condizioni di forte pressione, carichi crescenti e organici insufficienti.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre recepita positivamente la richiesta di prevedere il requisito dei tre anni di anzianità per l’accesso agli incarichi di funzione organizzativa. È stata accolta anche la proposta di ridurre da dieci a cinque anni il requisito di esperienza professionale per gli incarichi dell’area degli assistenti e degli operatori.

Si tratta di modifiche importanti perché rafforzano il legame tra incarico, esperienza maturata e responsabilità concretamente esercitata. In questo modo si riduce il rischio di utilizzi discrezionali o impropri dell’istituto e si costruisce un sistema più coerente con la realtà del lavoro nei reparti, nei servizi territoriali, nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie.

Un altro elemento positivo riguarda l’innalzamento al 50% del valore dell’indennità di funzione in caso di assenza temporanea del titolare dell’incarico. È stata inoltre prevista la possibilità di mettere preventivamente a selezione un incarico vacante tra i titolari di incarico.

Anche il tema dell’eventuale remunerazione del lavoro straordinario per il personale titolare di incarico superiore a 5.000 euro è stato ricondotto alla contrattazione. Per la FP CGIL questo è un punto essenziale: il lavoro aggiuntivo, le responsabilità organizzative e il peso concreto delle funzioni svolte devono essere riconosciuti, non dati per scontati.

Resta invece aperta la discussione sulla graduazione degli incarichi di base. Su questo punto la FP CGIL ha chiesto e ottenuto che il confronto prosegua. È una questione che non può essere affrontata in modo isolato, ma deve essere collegata alla discussione più generale sulle indennità e sul riconoscimento economico e professionale delle diverse responsabilità.

Per la FP CGIL Emilia-Romagna è necessario costruire un sistema più equo, capace di distinguere realmente tra contesti organizzativi, livelli di responsabilità, carichi di lavoro, intensità assistenziale e condizioni operative. Gli incarichi di base devono poter essere valorizzati e graduati tenendo conto della complessità del lavoro svolto da professionisti, operatori e assistenti del Servizio sanitario nazionale.

Il confronto del 26 maggio consente quindi di registrare passi avanti concreti rispetto alle questioni sollevate nel precedente incontro. Tuttavia, restano ancora nodi importanti da sciogliere. Il rinnovo del contratto deve affrontare in modo complessivo il tema del riconoscimento economico e professionale di chi lavora nella sanità pubblica.

Le lavoratrici e i lavoratori della sanità attendono da troppo tempo un contratto capace di dare risposte vere. Per questo, l’obiettivo resta chiaro: fare bene e fare presto. Bene, perché il nuovo CCNL deve rafforzare diritti, tutele e valorizzazione professionale. Presto, perché il personale del Servizio sanitario nazionale non può continuare ad aspettare un riconoscimento adeguato al valore del lavoro che svolge ogni giorno.

Sono già stati calendarizzati nuovi incontri per il 17 giugno, 25 giugno e 8 luglio, oltre ad ulteriori appuntamenti di approfondimento tecnico. La FP CGIL continuerà a seguire passo dopo passo l’evoluzione della trattativa, aggiornando lavoratrici e lavoratori sugli sviluppi del rinnovo contrattuale.

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