La FP CGIL Emilia-Romagna ritiene necessario intervenire con chiarezza in merito alle dichiarazioni del dottor Giampaolo Lavagetto, che, riferendosi al proprio ruolo di referente politico di un osservatorio per il diritto alla salute, ha affermato: “Non faccio l’infermiere”.

Una frase che non può essere liquidata come una semplice espressione colloquiale. Le parole, soprattutto quando pronunciate da chi ricopre ruoli di responsabilità pubblica o politica, contribuiscono a costruire il modo in cui vengono percepite le professioni, il lavoro e il valore sociale delle persone che ogni giorno garantiscono servizi essenziali alla cittadinanza.

Nel caso specifico, quella dichiarazione restituisce una rappresentazione riduttiva e distante dalla realtà del Sistema Sanitario. Il lavoro infermieristico non può essere evocato come elemento di distanza o, peggio, come termine di paragone svalutante. Gli infermieri e le infermiere non sono figure marginali, né semplici esecutori di mansioni. Sono professionisti centrali nei percorsi di cura, con competenze, responsabilità e funzioni strategiche all’interno dell’intero sistema salute.

Il ruolo centrale degli infermieri nel sistema sanitario

Il personale infermieristico svolge ogni giorno un ruolo decisivo nella gestione dei processi assistenziali, nella sicurezza delle cure, nella presa in carico delle persone, nella pianificazione dei bisogni di salute della comunità e nella continuità assistenziale tra ospedale e territorio.

Gli infermieri operano dentro équipe multidisciplinari, coordinano percorsi complessi, garantiscono prossimità, ascolto, competenza professionale e capacità organizzativa. La loro presenza è fondamentale nei reparti ospedalieri, nei servizi territoriali, nelle strutture sociosanitarie, nell’assistenza domiciliare, nei percorsi di prevenzione e in tutti gli ambiti in cui il diritto alla salute deve tradursi in risposte concrete.

Per questo la FP CGIL considera grave che una figura impegnata in un osservatorio dedicato al diritto alla salute non mostri piena consapevolezza del valore delle professioni sanitarie. Chi si occupa di salute pubblica, a maggior ragione in un ruolo politico o istituzionale, dovrebbe conoscere e riconoscere il contributo essenziale di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori che rendono possibile il funzionamento del sistema sanitario.

FP CGIL: “Serve rispetto per chi garantisce ogni giorno il diritto alla salute”

“In una fase segnata dalla crisi dei servizi pubblici, dai tagli e dalla crescente precarizzazione del lavoro sanitario – commenta Alfredo Vettone, funzionario della FP CGIL con delega alla Sanità – risulta ancora più grave che una figura istituzionale contribuisca a legittimare una narrazione che mortifica il lavoro di chi, ogni giorno, garantisce accesso alle cure, equità sanitaria e presa in carico delle persone”.

La FP CGIL sarà al fianco di ogni iniziativa volta a far emergere pubblicamente questa contraddizione, difendendo il ruolo strategico degli infermieri e di tutto il personale del sistema sanitario. Chiediamo che anche nel linguaggio dei rappresentanti politici venga riconosciuto il reale valore di tutti i professionisti della salute, infermieri compresi, che assicurano quotidianamente la continuità delle cure.

Il rispetto del lavoro pubblico e delle professioni sanitarie non passa soltanto dai contratti, dagli organici, dalle retribuzioni e dagli investimenti. Passa anche dal linguaggio. Perché le parole possono riconoscere valore oppure cancellarlo. Possono sostenere la dignità professionale oppure contribuire a indebolirla.

Parma, un territorio che investe sulla valorizzazione professionale

Le dichiarazioni risultano ancora più fuori luogo perché arrivano in un momento in cui, nelle due Aziende Sanitarie di Parma, è stato presentato un importante progetto di sviluppo e valorizzazione professionale promosso da un Dipartimento delle Professioni Sanitarie capace di guardare con lungimiranza al futuro del sistema sanitario e alla crescita delle competenze.

“Dispiace inoltre che tali dichiarazioni arrivino proprio in un momento in cui, nelle due Aziende Sanitarie di Parma, è stato presentato un importante progetto di sviluppo e valorizzazione professionale – prosegue Vettone – promosso da un Dipartimento delle Professioni Sanitarie capace di guardare con lungimiranza al futuro del sistema sanitario e alla crescita delle competenze professionali”.

Per la FP CGIL, il dottor Lavagetto dovrebbe quantomeno porgere le proprie scuse ai professionisti sanitari, in particolare a quelli che operano sul territorio parmense, realtà che egli stesso conosce e di cui fa parte. Si tratta di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno contribuiscono concretamente al bene comune e alla tutela di un diritto essenziale come quello alla salute.

Riconoscere il loro ruolo significa riconoscere la qualità del Servizio Sanitario, la dignità del lavoro pubblico e la centralità di chi, spesso in condizioni difficili, continua a garantire cura, assistenza e prossimità alle persone.

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