Gli asili nido non possono essere considerati un servizio a domanda individuale, accessibile solo a chi trova posto e può sostenere i costi della retta. Per la FP CGIL l’educazione nella prima infanzia deve essere riconosciuta come un diritto universale, pubblico e gratuito, finanziato dalla fiscalità generale e garantito in modo omogeneo in tutto il Paese.

È questo il messaggio rilanciato a Reggio Emilia, al Centro Internazionale Loris Malaguzzi, durante l’iniziativa promossa dalla Funzione Pubblica CGIL “Dalla parte delle bambine e dei bambini” per affermare una proposta chiara: partire dai più piccoli per costruire un Paese più giusto.

Oggi in Italia solo 3 bambini su 10 trovano posto in un asilo nido, mentre 7 su 10 restano esclusi dall’offerta educativa. L’Unione europea ha fissato l’obiettivo di raggiungere una copertura del 45% entro il 2030, ma l’Italia resta ancora lontana da quel traguardo. Il divario è ancora più evidente se si considera la differenza tra territori: nei capoluoghi la copertura arriva al 39,8%, mentre negli altri Comuni si ferma al 28,2%.

Per la FP CGIL questo significa che il luogo in cui si nasce continua a determinare l’accesso ai diritti. Anche gli investimenti dedicati ai servizi educativi mostrano forti disuguaglianze: la media nazionale è di 1.183 euro per bambino, ma si passa dai 3.314 euro del Trentino ai 234 euro della Calabria.

Alla carenza di posti si aggiunge un altro nodo decisivo: il lavoro educativo. Secondo i dati richiamati nel dibattito, per raggiungere gli obiettivi del PNRR mancano tra 28mila e 29.300 educatrici ed educatori. Senza personale formato, riconosciuto e retribuito dignitosamente, non basta costruire nuove strutture: le aule restano vuote e il diritto all’educazione rimane sulla carta.

La FP CGIL Emilia-Romagna chiede quindi un investimento strutturale nel sistema pubblico dei servizi educativi, nella qualità del lavoro, nei salari, nelle condizioni professionali e nella stabilità del personale. Difendere il pubblico significa garantire standard educativi omogenei, inclusione, pari opportunità e contrasto alle disuguaglianze fin dai primi anni di vita.

L’asilo nido gratuito e universale non è una misura assistenziale: è una scelta politica, sociale ed educativa. Significa sostenere le famiglie, promuovere l’occupazione femminile, rafforzare le comunità e riconoscere che l’educazione delle bambine e dei bambini riguarda il futuro di tutto il Paese.

Per questo, come FP CGIL Emilia-Romagna, continueremo a rivendicare un sistema di servizi alla prima infanzia pubblico, gratuito, accessibile e fondato sul lavoro dignitoso di educatrici, educatori, insegnanti e personale dei servizi. Investire in chi educa significa investire in chi cresce.

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