La FP CGIL ha sottoscritto la preintesa per il rinnovo del CCNL della Sanità pubblica 2025-2027. L’accordo introduce aumenti salariali superiori all’inflazione programmata, una clausola di salvaguardia delle retribuzioni e importanti miglioramenti normativi per le lavoratrici e i lavoratori del Servizio sanitario nazionale.
Il risultato segna una discontinuità rispetto al precedente rinnovo contrattuale, che non era riuscito a proteggere pienamente il potere d’acquisto del personale. Con la nuova preintesa, gli incrementi della retribuzione tabellare superano invece l’inflazione prevista per il triennio, consentendo di recuperare terreno sul piano salariale.
«Ci eravamo impegnati a fare bene e presto. L’intesa raggiunta risponde a entrambi questi obiettivi: il confronto con l’ARAN è iniziato il 22 aprile e ha permesso di definire in pochi mesi un accordo che interviene sia sulla parte economica sia su numerosi aspetti normativi», sottolinea la FP CGIL.
Gli aumenti previsti dal rinnovo della Sanità pubblica
Gli aumenti tabellari saranno riconosciuti progressivamente nel corso del triennio, con decorrenze dal 1° gennaio 2025, dal 1° gennaio 2026 e dal 1° gennaio 2027.
A regime, gli incrementi mensili lordi della retribuzione tabellare arriveranno a:
- 181 euro per l’Area dell’elevata qualificazione;
- 130,20 euro per professionisti della salute e funzionari;
- 120 euro per gli assistenti;
- 112,60 euro per gli operatori;
- 106,70 euro per il personale di supporto;
- 139,70 euro per i ricercatori sanitari;
- 130,20 euro per i collaboratori professionali di ricerca sanitaria.
Per i profili interessati, agli aumenti tabellari si aggiungerà l’incremento delle indennità professionali. I valori mensili dell’indennità di specificità infermieristica e ostetrica e dell’indennità di tutela del malato e promozione della salute vengono sostanzialmente raddoppiati.
Considerando insieme retribuzione tabellare e indennità, l’aumento mensile lordo potrà raggiungere, a seconda dell’area e del profilo professionale, oltre 220 euro.
L’aumento contrattuale assorbirà, come previsto, l’indennità di vacanza contrattuale già presente nelle buste paga. Saranno inoltre riconosciuti gli arretrati maturati, compresi quelli relativi alle nuove indennità professionali.
Una clausola per proteggere gli stipendi dall’inflazione
Tra i risultati più significativi ottenuti dalla FP CGIL vi è l’introduzione, per la prima volta nel CCNL della Sanità pubblica, di una clausola di salvaguardia retributiva.
Tra un anno le parti saranno chiamate a verificare l’andamento effettivo dell’inflazione e gli eventuali scostamenti rispetto alle previsioni utilizzate per il rinnovo. In presenza di differenze rilevanti, il confronto dovrà individuare le misure necessarie per tutelare le retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori.
Si tratta di uno strumento importante per evitare che nuovi aumenti improvvisi del costo della vita possano ridurre il valore reale degli incrementi contrattuali.
Retribuzione garantita anche durante le ferie
La preintesa interviene anche sul trattamento economico durante i periodi di ferie, stabilendo il mantenimento delle indennità e della retribuzione accessoria.
Le lavoratrici e i lavoratori non dovranno quindi subire una riduzione ingiustificata dello stipendio nei giorni di ferie. Viene così affermato il principio secondo cui il periodo di riposo deve essere effettivamente retribuito senza penalizzazioni economiche.
Orario di lavoro e superamento dei debiti orari impropri
Il rinnovo affronta anche il tema dell’orario convenzionale e della pausa, correggendo un meccanismo che poteva determinare debiti orari impropri a carico del personale.
L’intesa rappresenta un primo passo verso il superamento di una gestione dell’orario che, in numerose situazioni, aveva prodotto criticità e contenziosi nei luoghi di lavoro.
Più risorse per gli incarichi
Un’altra novità riguarda la valorizzazione degli incarichi professionali. Attraverso la contrattazione aziendale sarà possibile elevare il valore economico dell’incarico di base dagli attuali 1.000 euro fino a 3.500 euro, differenziando gli importi in relazione alle singole unità operative o ai servizi.
La contrattazione integrativa avrà quindi un ruolo fondamentale per riconoscere responsabilità, competenze ed effettiva complessità delle attività svolte.
Riconosciuto il profilo dell’autista soccorritore
La preintesa introduce in modo effettivo il profilo professionale dell’autista soccorritore nell’Area degli assistenti.
Si tratta di un risultato atteso da tempo, che riconosce contrattualmente competenze, responsabilità e specificità professionali di chi opera quotidianamente nei servizi di emergenza e soccorso.
L’accordo contiene inoltre un aggiornamento complessivo del sistema dei profili professionali, con l’obiettivo di riconoscere figure che, pur svolgendo attività specifiche e qualificate, non avevano ancora trovato un adeguato inquadramento nel contratto nazionale.
Indennità per particolari unità operative
Sono state modificate anche le platee dei destinatari e gli importi delle indennità previste per particolari unità operative.
La nuova disciplina amplia le strutture interessate e coinvolge, per la prima volta, una parte significativa del personale amministrativo. Un avanzamento importante per riconoscere il contributo di tutte le professionalità che garantiscono il funzionamento dei servizi sanitari.
Agenzie ambientali e settore della ricerca
Il contratto riconosce alcune peculiarità del personale delle Agenzie per la protezione ambientale, anche se resta ancora da istituire una specifica sezione contrattuale.
Per il settore della ricerca è stato invece ottenuto l’impegno ad avviare, a partire da settembre 2026, una sessione dedicata alla revisione e al miglioramento della relativa disciplina contrattuale.
Restano aperte questioni importanti
La preintesa rappresenta un risultato positivo, ma non esaurisce tutte le rivendicazioni della FP CGIL.
Restano da affrontare il tema del servizio mensa, i tetti imposti al salario accessorio, le forti differenze retributive presenti tra aziende e territori e la necessità di destinare maggiori risorse alla crescita professionale del personale.
Su questi temi proseguiranno la contrattazione e la mobilitazione, anche in vista dei provvedimenti annunciati sul lavoro pubblico e della prossima legge di bilancio.
Da settembre assemblee in tutti i luoghi di lavoro
La decisione definitiva spetterà ora alle lavoratrici e ai lavoratori.
A partire da settembre 2026, la FP CGIL promuoverà assemblee nei luoghi di lavoro per presentare nel dettaglio i contenuti della preintesa, raccogliere osservazioni e valutazioni e sottoporre l’accordo al voto del personale.
La consultazione sarà un passaggio fondamentale: il rinnovo del contratto deve essere discusso e valutato da chi ogni giorno garantisce il funzionamento del Servizio sanitario nazionale.
