La contrattazione produce un nuovo risultato concreto nell’appalto di integrazione scolastica del Comune di Fidenza. A seguito del confronto con l’Amministrazione comunale, la copertura delle assenze dell’alunno o dell’alunna seguiti dal personale educativo viene infatti estesa a tre giorni.
Un avanzamento che rafforza, da una parte, la continuità lavorativa di educatrici ed educatori e, dall’altra, permette di utilizzare le professionalità disponibili a sostegno di altri alunni e alunne che ne abbiano necessità, migliorando così anche la continuità e la qualità del servizio.
Un nuovo passo avanti dopo il precedente accordo
Il risultato si inserisce in un percorso di contrattazione già avviato nei mesi scorsi. Il precedente accordo aveva consentito di ottenere la copertura del secondo giorno di assenza dell’alunno seguito e il riconoscimento del pasto per educatrici ed educatori impegnati durante il momento della refezione.
Con il nuovo accordo la tutela viene ulteriormente ampliata, portando a tre le giornate di copertura.
«Passare da due a tre giorni di copertura significa dare maggiore stabilità al lavoro degli educatori e, contemporaneamente, rendere più solida la risposta del servizio alle esigenze degli alunni», sottolineano Tommaso Celletti ed Elisa Pindaro della FP CGIL Parma.
Non si tratta semplicemente di aggiungere una giornata, ma di intervenire sul modello organizzativo dell’appalto: l’assenza dell’alunno seguito non deve infatti tradursi automaticamente in una riduzione della prestazione lavorativa e della retribuzione del personale educativo. Allo stesso tempo, le competenze professionali presenti nel servizio possono essere messe a disposizione degli altri alunni e alunne che necessitano di supporto.
Contrattare prima che le criticità diventino emergenze
Il risultato raggiunto a Fidenza conferma il valore della contrattazione di anticipo, costruita a partire dalle condizioni reali di lavoro e dalle criticità segnalate da lavoratrici e lavoratori.
L’obiettivo è intervenire prima che i problemi diventino emergenze, verificando nel tempo l’organizzazione del servizio e individuando soluzioni in grado di migliorare contemporaneamente le condizioni di lavoro e la qualità dell’integrazione scolastica.
«La contrattazione di anticipo significa non aspettare che i problemi esplodano, ma affrontarli prima, monitorare quello che accade e lavorare per migliorare progressivamente organizzazione, condizioni di lavoro e qualità dei servizi», sottolinea Celletti.
Il confronto preventivo e continuativo con l’Amministrazione comunale ha permesso così di trasformare le esigenze emerse nei luoghi di lavoro in un miglioramento concreto e verificabile.
Il confronto proseguirà nel 2027
Il percorso non termina con l’estensione della copertura a tre giorni. È già stato programmato un nuovo incontro per febbraio 2027, durante il quale sarà verificata l’applicazione dell’accordo e l’efficacia delle nuove modalità organizzative.
Un ulteriore confronto è previsto per giugno 2027, con l’obiettivo di valutare la possibilità di aumentare ancora la copertura delle giornate di assenza.
La scelta è quella di procedere attraverso risultati progressivi: prima il riconoscimento del secondo giorno, oggi il passaggio a tre giorni e, successivamente, una nuova verifica per capire se esistano le condizioni per compiere un ulteriore passo avanti.
Tutelare il lavoro significa migliorare il servizio
L’accordo dimostra ancora una volta che tutela delle condizioni di lavoro e qualità dei servizi pubblici e sociali non sono obiettivi contrapposti.
Garantire maggiore continuità lavorativa alle educatrici e agli educatori significa riconoscere il valore di professionalità essenziali per l’inclusione scolastica. Allo stesso tempo, una migliore organizzazione permette al servizio di rispondere con maggiore efficacia alle esigenze degli alunni e delle alunne con disabilità.
Come FP CGIL continueremo quindi a seguire l’applicazione dell’accordo e il confronto con l’Amministrazione comunale, con l’obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e costruire ulteriori miglioramenti.
La strada resta quella dell’ascolto delle lavoratrici e dei lavoratori e di una contrattazione capace di intervenire concretamente sull’organizzazione del lavoro: ottenere risultati, verificarne l’efficacia e continuare a migliorare le condizioni di chi lavora e la qualità dei servizi offerti alla comunità.
