Dal 1° luglio 2026 entrano in vigore nuove regole sulla previdenza complementare, introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Le principali novità riguardano l’adesione automatica per chi entra per la prima volta nel mondo del lavoro, la destinazione del TFR e le modalità con cui sarà possibile ricevere le prestazioni accumulate nei fondi pensione.

Cambiamenti importanti, che rendono ancora più necessario essere informati sulle scelte previdenziali e sulle conseguenze che queste possono avere nel lungo periodo.

Adesione automatica alla previdenza complementare per chi è alla prima occupazione

La novità più rilevante riguarda i lavoratori e le lavoratrici dipendenti del settore privato alla prima occupazione, per i quali è prevista l’iscrizione automatica a una forma di previdenza complementare.

L’adesione scatterà dal primo giorno di assunzione. Il lavoratore potrà comunque decidere di rinunciare entro 60 giorni.

Con l’adesione automatica, il TFR maturando viene destinato al fondo pensione. Vengono inoltre versati il contributo del lavoratore, quando previsto dal contratto collettivo applicato, e soprattutto il contributo aggiuntivo del datore di lavoro previsto dal CCNL.

Quest’ultimo rappresenta una quota di salario aggiuntiva costruita attraverso la contrattazione collettiva e costituisce uno degli elementi da valutare con attenzione quando si decide se aderire alla previdenza complementare.

Se il contratto collettivo non individua uno specifico fondo pensione di riferimento, è prevista l’iscrizione automatica al fondo individuato dalla normativa.

L’automatismo non si applica ai rapporti di lavoro con una durata fino a due mesi.

Cosa succede a chi ha già lavorato

Per chi non è alla prima occupazione continua invece a valere, in linea generale, la scelta effettuata in precedenza sulla destinazione del proprio TFR.

Chi risultava già iscritto a un fondo pensione e destinava al fondo tutto o parte del TFR continuerà quindi su quella strada anche con un nuovo rapporto di lavoro.

Chi, invece, aveva scelto di lasciare il TFR in azienda o nel Fondo di Tesoreria INPS, continuerà a mantenerlo con questa destinazione, fermo restando che la scelta effettuata in passato potrà essere modificata secondo le modalità previste.

Per questo è importante conoscere la propria situazione previdenziale prima di iniziare un nuovo rapporto di lavoro.

Cambiano anche le prestazioni dei fondi pensione

Dal 1° luglio aumentano inoltre le possibilità di utilizzo del capitale accumulato attraverso la previdenza complementare.

Rimane possibile, nei casi previsti, ricevere l’intero montante sotto forma di capitale al momento del pensionamento quando la posizione accumulata non supera determinate soglie. Tali soglie possono variare in base a elementi come l’età di pensionamento e devono quindi essere verificate caso per caso.

Resta comunque centrale la finalità previdenziale della previdenza complementare: il risparmio accumulato serve innanzitutto a integrare la pensione pubblica.

Più possibilità nella scelta della rendita

Le nuove regole introducono una maggiore flessibilità anche nella fase di erogazione della prestazione.

Accanto alla tradizionale rendita vitalizia, saranno possibili forme di rendita temporanea per un periodo determinato, prestazioni frazionate o programmate nel tempo e soluzioni che combinano una quota iniziale in capitale con una successiva rendita.

L’obiettivo è consentire una gestione più flessibile delle somme accumulate, adattandole maggiormente alle diverse esigenze delle persone al momento del pensionamento.

Restano le tutele sul risparmio previdenziale

Anche le nuove modalità di erogazione saranno sottoposte alle tutele già previste per le prestazioni di previdenza complementare, comprese le limitazioni relative a cedibilità, sequestrabilità e pignorabilità.

Sono garanzie importanti per proteggere il risparmio previdenziale costruito nel corso della vita lavorativa.

Previdenza complementare: informarsi prima di scegliere

Con le nuove regole, conoscere il funzionamento del proprio fondo pensione e del contratto collettivo applicato diventa ancora più importante.

La scelta sulla destinazione del TFR e sull’adesione alla previdenza complementare deve essere fatta disponendo di tutte le informazioni necessarie, valutando anche il contributo previsto dal datore di lavoro e gli effetti nel lungo periodo.

Per conoscere il fondo pensione previsto dal proprio contratto, le modalità di adesione e i possibili vantaggi economici, è possibile rivolgersi alle delegate e ai delegati sindacali e alle strutture della CGIL.

Come FP CGIL Emilia-Romagna continueremo a informare lavoratrici e lavoratori sulle novità previdenziali e sugli strumenti disponibili, perché scelte così importanti possano essere compiute con piena consapevolezza.

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