Il potenziamento degli organici è necessario per garantire una maggiore presenza sul territorio, ma non può tradursi in un aumento delle responsabilità e dei rischi senza un adeguato riconoscimento dei diritti, delle tutele e delle condizioni di lavoro degli operatori.
Nel dibattito sulla sicurezza e sul ruolo della Polizia locale, la FP CGIL Emilia-Romagna interviene rilanciando la posizione espressa dalla struttura territoriale di Reggio Emilia.
Rafforzare la Polizia locale senza aumentare i rischi per gli operatori
Le proposte avanzate nel dibattito politico locale partono da un’esigenza concreta: rafforzare il controllo del territorio e aumentare la capacità di intervento a tutela delle comunità. La FP CGIL condivide la necessità di programmare nuove assunzioni e di garantire una presenza adeguata della Polizia locale nelle città e nei comuni.
Tuttavia, non è accettabile chiedere agli agenti di svolgere compiti sempre più complessi, spesso a supporto o in affiancamento alle forze di polizia dello Stato, senza riconoscere loro garanzie equivalenti dal punto di vista contrattuale, assicurativo, previdenziale e operativo.
La sicurezza dei cittadini non può essere costruita aumentando l’esposizione al rischio delle lavoratrici e dei lavoratori della Polizia locale.
Un divario contrattuale che deve essere superato
A differenza del personale della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, inquadrato nel Comparto Sicurezza e Difesa, gli operatori della Polizia locale sono dipendenti degli enti comunali e rientrano nel Contratto collettivo nazionale delle Funzioni Locali.
Questa differenza di inquadramento determina una significativa disparità di trattamento, nonostante gli agenti della Polizia locale siano chiamati quotidianamente a svolgere attività delicate e potenzialmente rischiose.
Tra le principali criticità vi sono la mancanza di piene tutele in caso di infortunio o malattia riconducibile al servizio, l’assenza di garanzie equivalenti in materia di causa di servizio e pensione privilegiata e una disciplina previdenziale non adeguata alle responsabilità e ai rischi professionali sostenuti.
A queste disparità si aggiunge una formazione ancora troppo disomogenea, che varia in base alle risorse e alle decisioni dei singoli enti locali, senza standard nazionali uniformi e continuativi.
Formazione e strumenti operativi adeguati
Gli operatori della Polizia locale devono poter lavorare in condizioni di maggiore sicurezza, contando su percorsi formativi strutturati e aggiornati. La formazione deve comprendere non soltanto gli aspetti normativi e amministrativi, ma anche le tecniche di intervento, la gestione delle situazioni critiche e gli strumenti di prevenzione e de-escalation dei conflitti.
È inoltre necessario intervenire sulle limitazioni operative che caratterizzano l’attività della Polizia locale, a partire dall’accesso ridotto alle banche dati d’indagine interforze.
Gli agenti che operano quotidianamente sulle strade non possono essere lasciati senza strumenti informativi adeguati, soprattutto quando sono chiamati a intervenire in situazioni complesse o a collaborare con gli altri corpi di polizia.
Servono assunzioni stabili e una riforma della legge quadro
Per la FP CGIL Emilia-Romagna, qualsiasi progetto di rafforzamento del controllo del territorio deve partire da un piano di assunzioni stabili, necessario per ridurre i carichi di lavoro, migliorare l’organizzazione dei servizi e garantire una maggiore presenza nelle comunità.
Il potenziamento degli organici deve però essere accompagnato dal superamento del divario contrattuale, previdenziale e assicurativo che continua a penalizzare la Polizia locale.
È inoltre urgente una riforma della Legge quadro n. 65 del 1986, una normativa ormai risalente a quarant’anni fa e non più adeguata alla trasformazione delle funzioni e delle responsabilità affidate agli operatori.
La riforma deve definire con chiarezza le competenze, i limiti operativi e gli standard formativi nazionali, riconoscendo pienamente il valore professionale e il ruolo svolto dalla Polizia locale.
