Sottoscritto il nuovo protocollo appalti in Hera, il più avanzato nelle partecipate

Presentato a Bologna il nuovo protocollo appalti, sottoscritto da Filctem-Cgil, Fp-Cgil, Femca-Cisl, Flaei-Cisl, Fit-Cisl, Uiltec-Uil, Uiltrasporti, Fiadel con le rappresentanze di Hera e realizzato all’interno del Patto del buon lavoro. Un’intesa che si impegna a migliorare le tutele dei lavoratori, i controlli e la partecipazione sindacale

Il nuovo protocollo appalti di Hera, sottoscritto dal Gruppo con i Sindacati, ha l’ambizione d’essere il più avanzato nelle buone pratiche e riferimento nazionale per le Partecipate, segno dell’alta qualità delle relazioni sindacali con il Gruppo e che migliora le condizioni di vita e di lavoro di migliaia di addetti.

“Il valore reale di questa intesa risiede nel recepimento in un unico accordo di tutte le migliori pratiche che nel tempo sono state conquistate dalle organizzazioni sindacali, migliorando quanto previsto dal codice degli appalti, e rendendo nei fatti l’intesa la più avanzata nelle partecipate. Con l’auspicio che possa essere un riferimento per la contrattazione”: hanno dichiarato questa mattina le organizzazioni sindacali a margine della conferenza stampa di presentazione.

Al centro dell’accordo l’innovativo sistema normativo riguardante gli appalti “che prevede l’applicazione obbligatoria dei contratti nazionali di lavoro sottoscritti da Cgil, Cisl, Uil, per settore e territorio, per contrastare il dumping salariale e contrattuale, respingendo inoltre il ricorso all’applicazione delle ‘Tutele Equivalenti’.

Il documento – fanno notare -, anche alla luce delle norme inserite nel Nuovo Codice degli Appalti, rafforza i principi di legalità, trasparenza e responsabilità sociale, impedendo nei fatti i subappalti a cascata, e ponendosi l’obiettivo di garantire una migliore tutela delle lavoratrici e dei lavoratori lungo tutta la filiera dell’appalto, non solo quella strettamente affine alle attività di Hera ma anche quella riferita ai servizi. Prevedendo, inoltre, la tracciabilità delle imprese coinvolte ed esclusione di attività ad alto rischio o suscettibili di infiltrazioni criminali.

Sempre in tema di appalti, al fine di governare l’intero processo, è prevista l’informazione e il confronto preventivo con le organizzazioni sindacali, in anticipo rispetto alla pubblicazione del bando di gara. Un confronto che proseguirà nel corso

dell’appalto per individuare eventuali miglioramenti delle condizioni di applicazione del futuro bando. Condizioni che dovranno essere estese anche ai subappalti. Pratiche che segnano una giusta partecipazione dei lavoratori e dei sindacati alle scelte del Gruppo”.

Riguardo la clausola sociale, si va oltre e si supera quanto previsto dalla legge applicando le condizioni di miglior favore costruite nel tempo dalle Parti. Non solo la salvaguardia occupazionale, dunque, ma anche mantenimento delle condizioni salariali e normative”.

Sulla Salute e Sicurezza Filctem, Fp, Femca, Flaei, Fit, Uiltec, Uiltrasporti, Fiadel hanno previsto nell’intesa “il rafforzamento delle politiche di salute e sicurezza, con formazione obbligatoria per tutto il personale delle ditte terze appaltatrici e la verifica della stessa da parte della stazione appaltante. E l’inserimento di clausole contrattuali che impegnino tutte le imprese coinvolte a qualsiasi titolo negli appalti a consegnare su richiesta, ai propri RLS di riferimento, la documentazione prevista dalle norme e a rispettare gli obblighi di informazione, in percorso di confronto continuo finalizzato al potenziamento dell’attività degli RLS.

Infine, sui diritti, l’accordo guarda ad una maggiore attenzione alla responsabilità sociale d’impresa e alla tutela dei diritti della persona, con particolare attenzione alle pari opportunità, al contrasto delle discriminazioni e all’impegno ambientale”: hanno concluso le organizzazioni sindacali.


Prorogata al 31 marzo 2026 l’iscrizione agli albi degli educatori e pedagogisti

È stata approvata in via definitiva dal Senato, all’interno del Decreto Giustizia, la proroga al 31 marzo 2026 per l’iscrizione agli albi professionali degli educatori e dei pedagogisti.
Una notizia importante per tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore educativo e socio-pedagogico, che conferma la necessità di dare continuità e stabilità a un comparto fondamentale dei servizi pubblici.

La proroga riguarda gli educatori professionali socio-pedagogici, i pedagogisti e gli educatori dei servizi educativi per l’infanzia, consentendo di proseguire l’attività professionale in attesa della definitiva formazione degli albi.


Cosa significa per le educatrici e gli educatori

Fino alla prima formazione degli albi sarà possibile continuare a esercitare la professione anche senza aver ancora presentato domanda di iscrizione.
La FP CGIL Emilia-Romagna sottolinea come questo passaggio sia fondamentale per tutelare la continuità lavorativa e la qualità dei servizi educativi, evitando incertezze e interruzioni.

Per chi lavora nei servizi per l’infanzia con titoli previsti dal Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 65, è consigliata comunque l’iscrizione secondo le disposizioni transitorie indicate nell’articolo 11 della Legge 18 aprile 2024, n. 55.


L’impegno della FP CGIL

La FP CGIL Emilia-Romagna continua a seguire con attenzione ogni passaggio normativo per garantire il pieno riconoscimento professionale delle educatrici e degli educatori, a partire dal diritto alla formazione, alla stabilità contrattuale e alla valorizzazione del lavoro pubblico.
L’obiettivo è chiaro: rafforzare la dignità e i diritti di chi ogni giorno costruisce il futuro educativo del Paese.


Sciopero generale, oltre due milioni in piazza per la pace e i diritti. Landini: “Tre milioni di voci per un futuro di giustizia sociale”

Una partecipazione straordinaria ha segnato lo sciopero generale nazionale in difesa di Flotilla, dei valori costituzionali e della popolazione di Gaza. Più di due milioni di persone hanno preso parte ai cortei in oltre 100 città italiane, con 300 mila manifestanti solo a Roma. L’adesione media nazionale allo sciopero è stimata intorno al 60%.

L’intera giornata si è svolta in un clima pacifico e partecipato, con una presenza massiccia di giovani, studenti, lavoratrici e lavoratori, cittadini e cittadine che hanno chiesto un futuro di pace, giustizia sociale e lavoro stabile. “Una partecipazione straordinaria e senza precedenti dei giovani – ha dichiarato Maurizio Landini, segretario generale della Cgil – che chiedono un futuro di pace e giustizia sociale, con lavoro stabile e contrasto alla precarietà”.

Le piazze e i numeri della mobilitazione

Dati e testimonianze confermano la portata nazionale dell’evento. A Roma hanno sfilato 300 mila persone, a Milano, Bologna, Firenze e Torino oltre 100 mila ciascuna. Napoli ha registrato 50 mila presenze, mentre Genova, Palermo e Venezia hanno superato le 40 mila. Anche Cagliari e Bari hanno visto oltre 30 mila manifestanti.

La Cgil sottolinea come la mobilitazione sia stata “una risposta corale e democratica per la pace, i diritti e il lavoro”, e ribadisce la solidarietà alla popolazione di Gaza e agli attivisti arrestati della Global Sumud Flotilla.

Landini: “Una mobilitazione straordinaria per la pace e il lavoro”

In un’intervista al Corriere della Sera, Landini ha ribadito che “un sindacato senza la solidarietà tra le persone e senza il perseguimento della pace non esiste”. Ha ricordato come milioni di persone abbiano scelto di “non girarsi dall’altra parte”, sacrificando una giornata di stipendio per difendere il diritto alla pace, al lavoro e alla democrazia.

“La democrazia senza partecipazione si svuota, aprendo la strada a logiche autoritarie”, ha dichiarato Landini, evidenziando come il compito del sindacato sia quello di unire le lotte sociali alla domanda di pace, giustizia e diritti: “Le persone che sono scese in piazza hanno difeso l’onore del Paese”.

Le prossime sfide: “Democrazia al lavoro”

La mobilitazione non si ferma. Il prossimo appuntamento è fissato per il 25 ottobre a Roma, con la manifestazione nazionale “Democrazia al lavoro”, aperta a tutti. Al centro della piattaforma: pace, lavoro, salari, sanità e scuola pubblica, oltre alla richiesta di giustizia fiscale e di stop ai subappalti e alla precarietà.

Landini ha ribadito la contrarietà della Cgil alle politiche di austerità e al riarmo: “Servono investimenti nei servizi pubblici, non nelle armi. La pace e il lavoro sono inseparabili”.


Sciopero generale il 3 ottobre in difesa della Flotilla, dei valori costituzionali e per Gaza

La CGIL proclama per venerdì 3 ottobre 2025 uno sciopero generale nazionale di tutti i settori pubblici e privati. Una mobilitazione che nasce dall’aggressione contro le navi civili della spedizione umanitaria Flotilla, un attacco di estrema gravità che ha colpito cittadini italiani, lavoratori e volontari impegnati nell’aiuto alla popolazione palestinese.

Una violazione dei principi costituzionali

La CGIL denuncia con fermezza che si tratta non solo di un crimine contro persone inermi, ma di un colpo inferto all’ordine costituzionale e ai principi sanciti dal diritto internazionale. Grave, inoltre, la responsabilità del governo italiano che ha abbandonato lavoratrici e lavoratori in acque internazionali, violando i principi fondamentali della nostra Costituzione.

Le regole per chi sciopera nel pubblico impiego

Lo sciopero generale del 3 ottobre coinvolge anche i servizi pubblici.
In base alla normativa vigente, saranno garantite le prestazioni indispensabili come previsto dalle regolamentazioni di settore. Per i servizi essenziali – sanità, sicurezza, scuola, assistenza – saranno quindi assicurati i livelli minimi stabiliti dalla legge e dagli accordi, mentre in tutti gli altri ambiti i lavoratori e le lavoratrici dei servizi pubblici incroceranno le braccia per l’intera giornata.

Perché si sciopera

Lo sciopero generale è proclamato:

  • in difesa della Flotilla, colpita mentre svolgeva una missione umanitaria;

  • in difesa dei valori costituzionali e del diritto internazionale;

  • per la popolazione di Gaza, sottoposta a un’operazione di genocidio che ha già provocato oltre 41.500 vittime civili e milioni di sfollati.

Le piazze della mobilitazione

Bologna: ore 9.00 concentramento in Piazza Malpighi

Imola: ore 9.00 Piazzale della Rocca

Ferrara: ore 9.00 Piazzale della Stazione

Ravenna: ore 9.00 Piazza del Popolo

Modena: ore 9.00 Piazzale 1° Maggio (dietro la stazione delle corriere)

Reggio Emilia: ore 9.00 Polo scolastico di Via Makalle’
Parma: ore 9.00 Piazzale Santa Croce

Cesena: ore 9.00 Ippodromo

Forlì: ore 9.30 Campus Universitario (Igino Lega)

Piacenza: ore 8.00 Piazzale Libertà
Rimini: ore 9.30 Arco di Augusto

 

Difendere il diritto di pace

La missione della Flotilla non è un gesto isolato, ma un atto di coraggio civile fondato sul diritto internazionale e sulla solidarietà tra i popoli. Con lo sciopero generale, la CGIL ribadisce che il diritto di pace, costruito col sacrificio di generazioni di lavoratori, va difeso con determinazione.

Il 3 ottobre lavoratrici e lavoratori di tutti i settori, pubblici e privati, daranno un segnale netto: la solidarietà non si arresta e la dignità non si cancella.


Se toccano la Global Sumud Flotilla sarà sciopero generale!

La FP CGIL Emilia-Romagna sostiene con forza le decisioni assunte dall’Assemblea Generale della CGIL del 29 settembre 2025, che ha approvato all’unanimità (con 6 astenuti) un documento chiaro: se la missione umanitaria Global Sumud Flotilla dovesse subire attacchi, blocchi o sequestri delle sue imbarcazioni e dei materiali trasportati, o se non venissero aperti corridoi umanitari verso Gaza, la CGIL proclamerà uno sciopero generale.

Si tratterebbe di una mobilitazione senza precedenti, promossa a difesa di una missione pacifica che ha come obiettivo l’apertura di corridoi umanitari permanenti, la fine dell’assedio e la tutela dei valori costituzionali di solidarietà, pace e giustizia.

Le iniziative di mobilitazione già in programma

Accanto a questa decisione, il documento approvato prevede la partecipazione a importanti momenti di mobilitazione nazionale e internazionale:

  • 4 ottobre a Roma, alla manifestazione nazionale convocata dalle associazioni palestinesi;

  • 12 ottobre, alla Marcia Perugia-Assisi per la pace e contro il riarmo;

  • 25 ottobre a Roma, alla manifestazione nazionale CGIL e “La Via Maestra” dal titolo Democrazia al Lavoro.

La FP CGIL Emilia-Romagna ribadisce l’urgenza di fermare le guerre, contrastare le politiche di riarmo e aprire spazi concreti di solidarietà internazionale, a partire dalla difesa della popolazione palestinese.


Sciopero nazionale igiene ambientale: il 17 ottobre si fermano le lavoratrici e i lavoratori

Dopo mesi di trattative senza esito, le lavoratrici e i lavoratori dell’igiene ambientale incroceranno le braccia il 17 ottobre 2025 con uno sciopero nazionale.
La mobilitazione, proclamata dalle organizzazioni sindacali, nasce dalla necessità di ottenere più tutele, più diritti e maggiore sicurezza in un settore fondamentale per la salute collettiva e la tutela dell’ambiente.

Perché si sciopera

Il mancato avanzamento delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale spinge le lavoratrici e i lavoratori a manifestare apertamente le proprie rivendicazioni. Al centro ci sono temi cruciali:

  • Salute e sicurezza sul lavoro, troppo spesso messe a rischio da carenze strutturali e organizzative.

  • Classificazione e inquadramento professionale, per un riconoscimento adeguato delle competenze e delle mansioni svolte.

  • Difesa del potere d’acquisto, eroso da inflazione e mancati adeguamenti salariali.

  • Tutela negli appalti, per garantire continuità occupazionale e diritti in ogni passaggio gestionale.

  • Indennità di settore, da aggiornare e rendere realmente coerenti con le condizioni di lavoro.

  • Difesa del diritto di sciopero, messo sotto pressione da normative sempre più restrittive.

Una vertenza per tutti

L’igiene ambientale è un servizio essenziale che riguarda l’intera collettività. Garantire condizioni di lavoro dignitose significa anche assicurare un servizio efficiente, sicuro e sostenibile. Lo sciopero del 17 ottobre vuole quindi essere un segnale forte: senza giustizia e dignità per chi lavora, non può esserci qualità nei servizi.

La FP CGIL Emilia-Romagna invita tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore a partecipare alla mobilitazione per costruire insieme una vertenza che metta al centro diritti, sicurezza e futuro.


Comune di Medolla, lavoratori e lavoratrici in sciopero giovedì 18 settembre

Sciopero per l’intero turno di lavoro dei dipendenti del Comune di Medolla proclamato dal sindacato Fp Cgil per giovedì 18 settembre. L’iniziativa di lotta è stata confermata dopo l’assemblea di stamattina, a fronte dello stallo sul pagamento del salario accessorio da parte dell’Amministrazione comunale.

In occasione dello sciopero, lavoratori e lavoratrici comunali daranno vita a diversi presidi e volantinaggi nella mattinata di giovedì 18 settembre per dare visibilità alla loro protesta. Si comincia alle ore 8 davanti alle scuole elementari e medie di Medolla, poi alle ore 10 saranno davanti al centro Culturale comunale con volantinaggio in piazza Missere (dove si tiene il mercato), per concludere intorno alle ore 12.30 con il presidio davanti alla sede del Comune.

Lo sciopero e il blocco degli straordinari dal 1° settembre e sino alla fine del mese, sono stati decisi all’unanimità dei lavoratori dopo il fallimento del tentativo di conciliazione in Prefettura lo scorso luglio in merito al mancato pagamento da parte dell’Amministrazione comunale del salario accessorio relativo agli anni 2019-2022 e 2023-2024, frutto di precisi accordi sindacali sottoscritti.

“Nulla è cambiato rispetto a luglio e i lavoratori e le lavoratrici hanno confermato la mobilitazione – spiega Veronica Marchesini del sindacato Fp Cgil Modena – da parte dell’Amministrazione comunale non è stato preso in questi mesi nessun impegno per il pagamento delle spettanze”.
“Spiace vedere che il Comune non metta in campo tutte le azioni necessarie per il riconoscimento di chi ogni giorno si adopera per garantire i servizi ai cittadini – prosegue Veronica Marchesini – così facendo non ci ha lasciato alternativa alla mobilitazione”.


19 settembre: scioperi e mobilitazioni della CGIL in Emilia-Romagna per Gaza

La CGIL ha proclamato per venerdì 19 settembre 2025 una giornata di sciopero e mobilitazione nazionale per chiedere la fine del massacro a Gaza, il riconoscimento dello Stato di Palestina e corridoi umanitari immediati.

In Emilia-Romagna lo sciopero coinvolgerà le ultime 4 ore del turno di lavoro in tutti i settori, ad eccezione dei servizi essenziali regolati dalla legge 146/90. Le lavoratrici e i lavoratori dei servizi essenziali, impossibilitati a scioperare, parteciperanno comunque con assemblee e momenti di mobilitazione nei luoghi di lavoro.

Gli appuntamenti città per città

  • Bologna – Ritrovo ore 17.00 in Piazza Roosevelt, corteo alle ore 17.30.

  • Ferrara – Ore 15.00 concentramento alla Camera del Lavoro (Piazza Verdi), corteo verso la Prefettura.

  • Modena – Manifestazione alle ore 15.00 davanti alla Prefettura.

  • Reggio Emilia – Presidio alle ore 17.00 davanti alla Prefettura (Corso Garibaldi 55).

  • Ravenna – Ore 15.30 concentramento al parcheggio Pala De André, partenza corteo alle ore 16 con arrivo alla Darsena di Città.

  • Forlì-Cesena – Ore 17.00 mobilitazione in Piazza Ordelaffi a Forlì.

  • Imola – Presidio ore 17.00 in Piazza Conciliazione (piazzetta dell’Ulivo), corteo fino a Piazza Caduti per la Libertà.

  • Piacenza – Presidio ore 16.30 in Piazza del Tempio davanti alla Prefettura.

  • Parma – Presidio dalle 16 alle 18 in Piazzale della Pace

  • Rimini – Presidio ore 17.30 davanti alla Prefettura.

Fermare la barbarie e costruire la pace

La CGIL denuncia l’assedio e l’invasione della Striscia di Gaza, che hanno causato decine di migliaia di vittime civili. La mobilitazione del 19 settembre è un atto di solidarietà concreta con il popolo palestinese e un appello alle istituzioni italiane ed europee per sospendere ogni collaborazione militare e commerciale con Israele, avviare un percorso diplomatico e riconoscere lo Stato di Palestina.

Le lavoratrici, i lavoratori, le associazioni e la società civile sono chiamati a partecipare numerosi, nelle piazze e nei luoghi di lavoro, per chiedere pace, democrazia e diritti per tutte e tutti.


Bonus Psicologo 2025: come funziona e perché servono più investimenti nel pubblico

La salute mentale è un diritto fondamentale e un tema sempre più centrale nella vita delle persone. Ansia, depressione e stress hanno un impatto crescente, sia nella sfera privata che in quella lavorativa. Il Bonus Psicologo 2025, previsto dallo Stato, rappresenta un aiuto economico per chi desidera intraprendere un percorso di psicoterapia ma incontra difficoltà nel sostenerne i costi. Tuttavia, rimane un intervento parziale: per la FP CGIL Emilia-Romagna è indispensabile trasformare questa misura in un finanziamento stabile al pubblico impiego e al rafforzamento dei servizi pubblici di salute mentale.


Cos’è il Bonus Psicologo

Il Bonus Psicologo è un contributo economico che permette di coprire in parte le spese delle sedute di psicoterapia. Si rivolge a chi vive situazioni di disagio psicologico e può essere utilizzato presso psicoterapeuti iscritti all’albo. Il bonus varia in base all’ISEE del richiedente e prevede un limite massimo di rimborso per seduta.


Chi può richiederlo

Per accedere al Bonus Psicologo 2025 occorre:

  • avere la residenza in Italia;

  • presentare un ISEE valido non superiore a 50.000 euro;

  • trovarsi in una condizione di fragilità psicologica che renda utile un percorso terapeutico.

La domanda si presenta online tramite portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, nel periodo fissato ogni anno.


Importo del contributo

L’importo massimo varia in base alla fascia ISEE:

  • fino a 15.000 euro: fino a 1.500 euro di contributo;

  • tra 15.001 e 30.000 euro: fino a 1.000 euro di contributo;

  • tra 30.001 e 50.000 euro: fino a 500 euro di contributo.

Il rimborso massimo è di 50 euro a seduta. Se la tariffa richiesta dallo psicoterapeuta è più alta, la differenza resta a carico del cittadino. Il bonus deve essere utilizzato entro un periodo prestabilito, pena la decadenza.


Come funziona dopo la domanda

Una volta accolta la richiesta, l’INPS rilascia un codice univoco da presentare allo psicoterapeuta scelto. Le sedute vengono registrate e l’INPS provvede direttamente al rimborso del professionista, senza ulteriori pratiche per il cittadino.


Il punto di vista della FP CGIL Emilia-Romagna

Se da un lato il Bonus Psicologo rappresenta un sostegno utile, dall’altro mostra i limiti di un approccio emergenziale e individuale. Il disagio psicologico è un fenomeno collettivo che richiede risposte pubbliche, stabili e universali.

Per la FP CGIL Emilia-Romagna, è necessario:

  • rafforzare i servizi pubblici territoriali di salute mentale, oggi troppo spesso sottofinanziati e con personale insufficiente;

  • assumere nuove figure professionali nel pubblico impiego, garantendo stabilità contrattuale e risorse certe;

  • rendere strutturale l’investimento: non più bonus a tempo, ma un piano di lungo periodo che assicuri l’accesso gratuito e universale alla psicoterapia e al supporto psicologico.

Solo così si può garantire un reale diritto alla salute mentale, evitando che resti legato alla possibilità di partecipare a bandi o a misure limitate nel tempo.

Il Bonus Psicologo 2025 è un passo avanti nel riconoscere l’importanza della salute mentale. Ma per la FP CGIL Emilia-Romagna la vera sfida è trasformare questo strumento in una politica strutturale, che rafforzi i servizi pubblici, valorizzi il lavoro nel settore e renda la cura psicologica un diritto esigibile da tutte e tutti, non un privilegio per pochi.


Oggi 12 settembre lo sciopero dell'igiene ambientale IREN a Parma

FP CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FIADEL: “Gli appalti restano un tema centrale”

Oggi sono in sciopero per l’intera giornata i lavoratori addetti ai servizi in appalto da Iren di raccolta rifiuti, spazzamento stradale e gestione centri di raccolta per protestare contro un sistema di raccolta rifiuti e gestione della concessione pubblica che non rispetta il diritto ad un’equa retribuzione e la salute e sicurezza degli operatori.

Le trasformazioni del sistema di raccolta messe in atto in questi mesi in molti Comuni hanno peggiorato notevolmente i carichi di lavoro, il sistema del porta a porta spinto all’estremo con bidoni individuali o sacchi da movimentare manualmente mette a rischio la tutela della salute dei lavoratori e in mancanza di adeguati investimenti in termini di mezzi e numero di lavoratori sta provocando notevoli disservizi. Il progresso e l’innovazione tecnologica in questo settore sono i grandi assenti e si regredisce sempre pìù verso un ritorno al lavoro manuale di altri tempi.

Le organizzazioni sindacali hanno portato più volte questi temi ai tavoli di confronto con i Comuni interessati e con Iren, finora senza risultati. Non è accettabile oggi la raccolta manuale del vetro in bidoni singoli o pensare di estendere la raccolta porta a porta alle zone di montagna dove un operatore deve scendere da un camion sul lato strada, con notevoli rischi per la sicurezza dei lavoratori e degli altri automobilisti.

Le internalizzazioni dei servizi previste dalla gara Atersir dopo due anni e mezzo non sono ancora state effettuate, si è aperto solo di recente un primo passaggio di soli 22 lavoratori, ben lontano da quanto Iren aveva annunciato nelle trattative degli anni scorsi e senza un piano per il 2026.

Gli appalti, inoltre, restano un problema centrale, poiché Iren continua ad ignorare le norme del contratto nazionale e del codice appalti prevedendo appalti al ribasso che stanno per essere assegnati con l’applicazione del contratto delle coop sociali anziché quello corretto dell’igiene ambientale.

I lavoratori chiedono con forza ad Iren e a tutti gli enti pubblici coinvolti la giusta attenzione ai temi del lavoro, della sicurezza e della qualità dei servizi.


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