Martedì 9 giugno 2026, dalle 13.30 alle 15.30, davanti ai cancelli del Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato, FP CGIL Parma e CISL FP Parma Piacenza hanno convocato un’assemblea pubblica delle lavoratrici e dei lavoratori per chiedere il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale della Sanità Privata.
Una mobilitazione aperta alla cittadinanza, alle istituzioni e a tutte le persone interessate a sostenere una vertenza che riguarda non solo il lavoro, ma anche la qualità dei servizi sanitari e sociosanitari rivolti alle persone più fragili.
Come FP CGIL Emilia-Romagna riteniamo che il tempo dell’attesa sia finito. Le lavoratrici, i lavoratori e i professionisti della sanità privata non possono continuare a essere lasciati senza risposte, senza riconoscimento economico e senza un contratto nazionale rinnovato.
Sanità privata, lavoratrici e lavoratori senza contratto da 8 anni
La situazione è ormai insostenibile. Il Contratto Collettivo Nazionale della Sanità Privata è fermo al triennio 2016-2018 e riguarda circa 300mila lavoratrici, lavoratori e professionisti in tutta Italia.
Otto anni senza rinnovo significano salari fermi, perdita di potere d’acquisto, diritti non aggiornati e una distanza sempre più ampia rispetto alle colleghe e ai colleghi della sanità pubblica, che svolgono spesso le stesse mansioni, con le stesse responsabilità e all’interno di servizi fondamentali per la salute delle persone.
Secondo quanto dichiarato da Gianluca Mezzadri e Danilo Alzapiendi delle Segreterie provinciali di FP CGIL e CISL FP, il divario salariale con la sanità pubblica è oggi di circa 400 euro lordi mensili medi, con punte che arrivano fino a 550 euro per un infermiere. Una distanza che rischia di crescere ulteriormente, mentre la sanità pubblica si appresta al rinnovo del CCNL 2025-2027.
Il 9 giugno assemblea pubblica davanti al Centro Cardinal Ferrari
L’assemblea convocata per martedì 9 giugno 2026, dalle 13.30 alle 15.30, davanti al Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato, vuole essere un momento di partecipazione, informazione e denuncia.
La scelta di renderla aperta al pubblico, alla cittadinanza e alle istituzioni nasce dalla necessità di portare la vertenza fuori dai luoghi di lavoro e renderla visibile a tutti. Il mancato rinnovo del contratto non è infatti un problema che riguarda solo chi lavora nella sanità privata: riguarda direttamente anche la qualità dell’assistenza, la continuità dei servizi e la tenuta complessiva del sistema sanitario e sociosanitario.
Quando le lavoratrici e i lavoratori vengono lasciati per anni senza contratto, quando i salari non sono adeguati, quando il personale sceglie di lasciare le strutture private per cercare condizioni migliori altrove, a pagare il prezzo sono anche le persone assistite e le loro famiglie.
Una fuga di personale che colpisce anche la qualità dei servizi
Il differenziale salariale tra sanità privata e sanità pubblica sta producendo una conseguenza concreta: la fuga di personale dalle strutture private accreditate.
Questo fenomeno riguarda anche realtà importanti come il Centro Cardinal Ferrari e rischia di avere ricadute pesanti sulla qualità dei servizi destinati alle persone più fragili. Non si può pensare di garantire continuità assistenziale, professionalità e presa in carico adeguata senza valorizzare chi ogni giorno lavora nei reparti, nei servizi riabilitativi, nelle strutture sociosanitarie e nei percorsi di cura.
La sanità privata accreditata, se vuole essere davvero parte integrante del Servizio Sanitario Nazionale, deve garantire condizioni di lavoro dignitose, salari adeguati e diritti esigibili. Non può esistere un sistema in cui, a parità di responsabilità e di lavoro svolto, chi opera nel privato venga considerato lavoratore di serie B.
Aziende in crescita, lavoratori senza risposte
La vertenza assume un significato ancora più forte se si osservano i dati economici del settore.
Come denunciato dalle organizzazioni sindacali, l’analisi aggregata dei bilanci dei maggiori operatori privati evidenzia un settore che nel 2023 ha raggiunto 12,02 miliardi di euro di fatturato netto, con una crescita del 15,5% rispetto al 2019. Gli utili netti sono raddoppiati in un solo anno, arrivando a 449 milioni di euro, mentre la liquidità immediata sfiora 1,8 miliardi di euro.
Sono numeri che rendono ancora più ingiustificabile il blocco del rinnovo contrattuale. Non siamo davanti a un settore in crisi, ma a grandi gruppi che continuano a crescere, espandersi e generare profitti. Nel caso del Gruppo Kos, la crescita riguarda sia il mercato italiano sia quello europeo.
Per la FP CGIL Emilia-Romagna è inaccettabile che questa espansione venga costruita sulle spalle di lavoratrici e lavoratori che attendono da otto anni un contratto rinnovato.
Basta dumping contrattuale nella sanità privata
Il nodo centrale della vertenza è il dumping contrattuale. Il mancato rinnovo del contratto della sanità privata ha prodotto negli anni una distanza crescente tra le condizioni di chi lavora nel privato e quelle di chi lavora nel pubblico.
Nel frattempo, nel Servizio Sanitario Nazionale sono stati rinnovati più contratti collettivi, mentre nel privato accreditato il blocco contrattuale ha lasciato lavoratrici e lavoratori esposti all’inflazione e all’aumento del costo della vita.
Questo significa che una parte consistente del valore prodotto dal lavoro è stata scaricata sui salari, erodendo il potere d’acquisto e trasformando il mancato rinnovo in una vera e propria penalizzazione economica per chi garantisce ogni giorno servizi essenziali.
La sanità privata non può chiedere riconoscimento, accreditamento e risorse pubbliche senza assumersi la responsabilità di garantire contratti dignitosi. Chi lavora nella sanità privata deve avere lo stesso rispetto, la stessa dignità normativa e una retribuzione adeguata al valore del proprio lavoro.
Una vertenza che riguarda tutto il sistema sanitario
La mobilitazione del 9 giugno davanti al Cardinal Ferrari si inserisce in una vertenza nazionale che chiede alle controparti datoriali, al Ministero e alle Regioni una svolta immediata.
Il rinnovo del CCNL della Sanità Privata non può più essere rinviato. Servono risposte concrete, risorse adeguate e un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti.
Come FP CGIL Emilia-Romagna saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori. Perché difendere il contratto significa difendere il lavoro, la qualità dei servizi, la dignità professionale e il diritto delle persone a ricevere cure e assistenza in strutture dove chi lavora sia rispettato e valorizzato.
Il tempo è scaduto. Ora serve il rinnovo del contratto.
