L’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico si prepara a esternalizzare la gestione dell’Opera Pia Castiglioni, storica residenza per anziani di Formigine e ultima struttura del distretto ancora gestita direttamente dal pubblico.

Esprimiamo la nostra netta contrarietà a un progetto che rischia di compromettere la qualità dell’assistenza, il controllo pubblico sui servizi e il futuro professionale di decine di lavoratrici e lavoratori.

La decisione dell’Unione è stata annunciata senza un vero confronto preventivo con le organizzazioni sindacali, il personale, gli ospiti e le loro famiglie. Si sta così cercando di mettere tutte le persone coinvolte davanti a un fatto compiuto, senza aver prima valutato seriamente le soluzioni che permetterebbero di mantenere pubblica la struttura.

L’ultima residenza per anziani a gestione pubblica del Distretto Ceramico

L’Opera Pia Castiglioni dispone attualmente di circa 60 posti letto, organizzati in due nuclei. Oltre alla Casa Residenza Anziani, la struttura comprende un Nucleo temporaneo demenze e un Centro Diurno.

All’interno della residenza lavorano circa 50 persone, tra dipendenti diretti e personale somministrato. A queste si aggiungono le professioniste e i professionisti dell’AUSL impegnati nell’assistenza infermieristica e medica.

La privatizzazione dell’Opera Pia Castiglioni priverebbe il Distretto Ceramico della sua ultima residenza per anziani a gestione pubblica. Il distretto diventerebbe inoltre l’unico della provincia di Modena ad avere affidato ai soggetti privati la totalità delle strutture residenziali per anziani.

Una scelta di questa portata non può essere considerata una semplice riorganizzazione amministrativa. È una decisione politica che riguarda il modello di welfare territoriale, la qualità dei servizi, la tutela delle persone anziane e le condizioni di lavoro del personale.

La gestione pubblica è una garanzia per servizi e comunità

Mantenere una presenza pubblica diretta nel sistema delle residenze per anziani significa garantire maggiore trasparenza, controllo democratico e capacità di intervento sulla qualità dell’assistenza.

Affidare tutte le strutture del territorio a soggetti privati rischia invece di indebolire il ruolo degli enti locali e di rendere più complesso il monitoraggio degli standard professionali, organizzativi e assistenziali.

Le persone anziane, soprattutto quelle non autosufficienti o affette da demenza, hanno bisogno di servizi fondati sulla continuità dell’assistenza, sulla stabilità del personale e sulla valorizzazione delle competenze. La sostenibilità economica non può essere perseguita riducendo il presidio pubblico o trasformando la cura in una semplice voce di bilancio.

Forte preoccupazione tra lavoratrici e lavoratori

Tra il personale dell’Opera Pia Castiglioni prevalgono delusione e incertezza. L’ipotesi di privatizzazione potrebbe infatti comportare la ricollocazione di decine di lavoratrici e lavoratori tra l’AUSL e l’Unione dei Comuni.

«Le lavoratrici e i lavoratori sono stati trattati come pacchi», denuncia Enrico Abbati, funzionario FP CGIL del Distretto Ceramico. «Se il percorso proseguisse nella direzione annunciata, il personale dovrebbe affrontare percorsi di ricollocazione tra AUSL e Unione, senza essere stato coinvolto preventivamente nelle decisioni».

Non è accettabile discutere del futuro di un servizio pubblico senza ascoltare chi ogni giorno ne garantisce il funzionamento. Le competenze, l’esperienza e la professionalità maturate all’interno della struttura rappresentano un patrimonio che deve essere tutelato, non disperso.

La riduzione del personale infermieristico aggrava le difficoltà

Anche le recenti scelte dell’AUSL di Modena hanno contribuito ad aumentare le criticità organizzative.

La riduzione del numero di infermieri in comando presso l’Opera Pia Castiglioni, accompagnata dall’eliminazione della presenza infermieristica notturna, ha indebolito ulteriormente la capacità operativa della struttura.

Secondo quanto appreso dal sindacato, tale riduzione sarebbe stata collegata alla necessità di destinare personale all’Ospedale di Comunità di Maranello, recentemente inaugurato.

L’apertura di nuovi servizi territoriali non può però avvenire sottraendo risorse professionali a strutture già operative e impegnate nell’assistenza di persone fragili. Occorre rafforzare complessivamente gli organici della sanità e dei servizi sociosanitari, evitando di spostare le carenze da un presidio all’altro.

Unione e AUSL fermino il progetto e aprano il confronto

Chiediamo all’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico e all’AUSL di Modena di bloccare il progetto di privatizzazione dell’Opera Pia Castiglioni.

È necessario avviare immediatamente un confronto serio con le organizzazioni sindacali confederali e con le rappresentanze sindacali unitarie, per valutare tutte le soluzioni organizzative, economiche e professionali utili a mantenere pubblica la gestione della struttura.

Il futuro dell’Opera Pia Castiglioni non può essere deciso senza trasparenza e senza la partecipazione di lavoratrici, lavoratori, ospiti e famiglie.

Difendere la gestione pubblica significa tutelare un servizio essenziale, salvaguardare la qualità dell’assistenza e garantire dignità e certezze al personale. Per questo continueremo a sostenere ogni iniziativa utile a impedire la privatizzazione e a rafforzare il ruolo pubblico nei servizi destinati alle persone anziane.

È stata convocata una nuova assemblea sindacale con le lavoratrici e i lavoratori interessati, per condividere gli aggiornamenti e definire le prossime iniziative.

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