Una svolta importante per i diritti, la stabilità lavorativa e la qualità del Servizio di inclusione scolastica per alunni con disabilità nell’appalto dell’ASP “Cav. Marco Rossi Sidoli”. Il nuovo capitolato di gara recepisce infatti alcune richieste avanzate dalla rappresentanza sindacale, introducendo tutele concrete per educatrici ed educatori impegnati quotidianamente nei servizi scolastici.

Il risultato arriva al termine di un percorso costruito attraverso assemblee sindacali, ascolto delle lavoratrici e dei lavoratori, raccolta delle criticità e confronto con l’Amministrazione. Un percorso che dimostra quanto la contrattazione d’anticipo sia uno strumento decisivo per intervenire prima della pubblicazione dei bandi, evitando che le condizioni di lavoro vengano definite senza tenere conto di chi garantisce ogni giorno la qualità dei servizi.

Come FP CGIL Emilia-Romagna riteniamo particolarmente significativo il lavoro svolto dalla FP CGIL Parma, che ha portato al tavolo dell’ASP le difficoltà emerse sul campo e ha ottenuto risposte importanti dentro le regole del nuovo appalto.

Più ore per progettazione educativa e attività non frontali

Uno dei punti più rilevanti riguarda il riconoscimento delle attività non frontali, fondamentali per garantire qualità pedagogica, progettazione, confronto con le équipe e partecipazione ai percorsi educativi individualizzati.

Nel precedente capitolato erano previste complessivamente solo 2 ore, calcolate nella misura di 1 ora per quadrimestre per i Piani Educativi Individualizzati. Con il nuovo impianto si ottiene invece un incremento di 4 ore aggiuntive per ogni singolo alunno, riconoscendo finalmente il tempo necessario per un lavoro educativo serio, programmato e di qualità.

Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di un passaggio sostanziale: l’inclusione scolastica non può essere ridotta alla sola presenza in classe. Ha bisogno di progettazione, continuità, coordinamento e riconoscimento professionale.

Assenze degli alunni: più tutela economica per il personale

Un’altra criticità storica riguardava le assenze non programmate degli alunni. In precedenza, in caso di assenza improvvisa, veniva garantita e pagata solo 1 ora di lavoro, con una conseguente perdita salariale per educatrici ed educatori.

Il nuovo capitolato introduce invece una tutela molto più avanzata: la copertura economica viene garantita fino a 5 giorni di assenza dell’alunno. È un risultato importante, perché evita che il rischio organizzativo del servizio ricada direttamente sulle lavoratrici e sui lavoratori.

Chi opera nei servizi educativi in appalto non può continuare a subire instabilità salariale a causa di eventi non dipendenti dalla propria volontà. La continuità del reddito è una condizione essenziale di dignità del lavoro.

Riconosciuto il tempo di viaggio tra più plessi

Il nuovo capitolato interviene anche sul tema del tempo di viaggio tra diversi plessi dello stesso istituto comprensivo. In passato questo tempo non veniva riconosciuto nei casi di assegnazioni multiple e in assenza di una piena organizzazione dell’Équipe Educativa di Plesso.

Ora viene previsto il riconoscimento del tempo viaggio per chi opera su più plessi dello stesso istituto. È una misura concreta, che dà valore al tempo effettivamente impiegato dal personale nello svolgimento del servizio e che evita forme di lavoro invisibile non retribuito.

Accanto a questo, viene introdotta in via sperimentale l’Équipe Educativa di Plesso, uno strumento utile a contrastare il turn-over, rafforzare la continuità educativa e migliorare l’organizzazione complessiva del servizio.

Mensa e affiancamento pasti: confronto con l’aggiudicatario

Il nuovo capitolato apre inoltre un confronto sul tema del servizio mensa e dell’affiancamento durante la fascia del pasto.

In precedenza, il pasto veniva riconosciuto a educatrici ed educatori solo in presenza di un turno di 8 ore continuative nello stesso plesso scolastico. Una previsione troppo rigida, che non teneva conto della reale organizzazione dei servizi educativi e delle diverse modalità con cui il personale è chiamato a garantire la presenza accanto agli alunni.

Con il nuovo appalto viene previsto un confronto stringente con l’aggiudicatario di gara, con l’obiettivo di assicurare al personale impegnato nella fascia oraria del pasto le dovute tutele e forme di ristoro.

La qualità del lavoro è qualità del servizio

Questo risultato conferma un principio fondamentale: la qualità dei servizi pubblici e dei servizi in appalto passa dalla qualità del lavoro. Non può esserci una buona inclusione scolastica senza stabilità, riconoscimento professionale, tempi adeguati, diritti e salari tutelati.

La contrattazione preventiva permette di intervenire prima che le condizioni siano fissate nei bandi, evitando il rischio di dumping contrattuale e inserendo la tutela del lavoro tra i requisiti essenziali dell’appalto.

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