L’8 settembre 2026 è stato firmato il nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale dell’Emilia-Romagna, sottoscritto dalla Regione insieme alle istituzioni locali, alle organizzazioni sindacali e datoriali, al mondo della cooperazione, delle professioni, dell’università e del Terzo settore. Un accordo che aggiorna il progetto di sviluppo regionale mettendo al centro lavoro di qualità, diritti, welfare, sostenibilità e contrasto alle disuguaglianze.

Come CGIL abbiamo contribuito alla costruzione del Patto attraverso il confronto e la contrattazione, ottenendo impegni importanti per lavoratrici e lavoratori e per la qualità dei servizi pubblici. Tra questi, il rafforzamento della sanità pubblica e universalistica, la valorizzazione delle professioni sanitarie attraverso retribuzioni, assunzioni, percorsi di carriera e formazione, ma anche un investimento più generale sulle persone che lavorano nella Pubblica Amministrazione, negli Enti locali e nei servizi sociosanitari.

Il Patto riconosce infatti che le trasformazioni in corso richiedono uno straordinario investimento nel lavoro pubblico, rafforzando competenze, motivazione e capacità delle amministrazioni di attrarre nuove professionalità. Allo stesso tempo, conferma impegni importanti sulla qualità degli appalti, sulla corretta applicazione dei contratti collettivi, sulla continuità occupazionale nei cambi d’appalto, sulla salute e sicurezza e sul contrasto al dumping contrattuale.

Per la CGIL Emilia-Romagna il valore del Patto sta anche nel metodo: il confronto preventivo tra istituzioni e parti sociali viene confermato come strumento per affrontare le principali scelte che riguardano il territorio, il lavoro e i servizi.

Per noi della FP CGIL Emilia-Romagna, però, la firma rappresenta un punto di partenza e non di arrivo. Saremo impegnati perché gli impegni assunti non restino sulla carta e trovino piena attuazione nei territori, nelle amministrazioni e nei servizi.

Privacy Preference Center