È stata sottoscritta l’ipotesi di Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale del comparto delle Funzioni Centrali per il triennio 2025-2027. Un rinnovo importante, che interviene su salari, diritti, ferie, relazioni sindacali, formazione, lavoro agile e regolamentazione dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro.
Come FP CGIL Emilia-Romagna riteniamo particolarmente significativo che, per la prima volta, il contratto venga sottoscritto in piena vigenza e con un aumento delle retribuzioni superiore all’inflazione oggi prevista per il triennio di riferimento. È un elemento centrale, perché torna a mettere al centro la tutela del potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici.
Un contratto che tutela i salari
Tra i punti principali dell’ipotesi di rinnovo c’è l’aumento della retribuzione tabellare, con incrementi mensili a regime che vanno da 126,60 euro per l’area degli operatori fino a 221 euro per l’area delle elevate professionalità.
Si tratta di aumenti pensati per rispondere alla necessità di difendere il salario reale, dopo anni in cui l’inflazione ha inciso pesantemente sul potere d’acquisto di chi lavora nella pubblica amministrazione.
Accanto agli incrementi economici, viene introdotto anche un meccanismo di verifica successivo: una clausola di salvaguardia che consentirà di valutare l’eventuale scostamento tra gli aumenti contrattuali e l’inflazione effettiva che si registrerà nel triennio. L’obiettivo è individuare ulteriori risorse a tutela dei salari, qualora l’andamento dei prezzi dovesse risultare più alto del previsto.
Dopo trent’anni, ferie uguali per neoassunti e lavoratori con maggiore anzianità
Un altro risultato importante riguarda il diritto alle ferie. Dopo trent’anni di disparità, viene finalmente riconosciuta l’equiparazione del numero di giornate annue di ferie tra il personale neoassunto e i colleghi con maggiore anzianità.
È una misura di giustizia e di parità di trattamento, che supera una differenza non più sostenibile tra lavoratrici e lavoratori dello stesso comparto. Il contratto prevede inoltre la reintroduzione della possibilità di modificare le giornate di ferie già programmate e il riconoscimento dell’indennità di turno anche durante i periodi di ferie.
Più diritti, più conciliazione, più tutele
L’ipotesi di contratto interviene anche sul miglioramento degli istituti di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro. Vengono rafforzati congedi, flessibilità oraria, permessi e ferie solidali. A questi strumenti si aggiungono specifiche ore di permesso per gli screening oncologici, un elemento importante per la prevenzione e la tutela della salute.
Viene inoltre prevista una maggiore attenzione al lavoro agile e al lavoro da remoto, con l’estensione del numero di giornate per particolari esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori.
Buono pasto, trasferte e relazioni sindacali
Tra le novità dell’ipotesi di rinnovo c’è anche lo sblocco del tetto al buono pasto, primo passo necessario per poterne aumentare l’importo. Sono inoltre previsti incrementi dei trattamenti di trasferta.
Sul piano delle relazioni sindacali, il contratto rafforza gli spazi di confronto, con una migliore definizione delle materie, l’introduzione del livello regionale e il potenziamento degli organismi paritetici. Viene inoltre recepita la direttiva sulla trasparenza salariale, uno strumento utile per contrastare discriminazioni e disuguaglianze.
Intelligenza artificiale, formazione e contrasto alle discriminazioni
L’ipotesi di contratto affronta anche il tema dell’intelligenza artificiale, prevedendo una regolamentazione del suo utilizzo nei luoghi di lavoro. L’obiettivo è fare in modo che gli strumenti di IA siano utilizzati per migliorare l’organizzazione del lavoro e la qualità dei servizi, evitando usi impropri a scapito del personale.
Grande attenzione viene posta anche alla formazione, che dovrà essere pianificata in modo strategico e accessibile a tutte e tutti, compreso il personale con DSA e il personale con disabilità. Il contratto prevede inoltre il monitoraggio degli sviluppi di carriera, con particolare attenzione alla condizione occupazionale delle persone con disabilità e al contrasto di ogni forma di discriminazione.
Ora la parola passa a lavoratrici e lavoratori
L’ipotesi di contratto per le Funzioni Centrali 2025-2027 rappresenta un passaggio importante per salario, diritti e condizioni di lavoro. Dopo la sottoscrizione della preintesa, la parola passa ora alle lavoratrici e ai lavoratori, chiamati a esprimere il proprio giudizio definitivo.
Come FP CGIL Emilia-Romagna continueremo a seguire ogni fase del percorso, con l’obiettivo di garantire informazione, confronto e partecipazione nei luoghi di lavoro.
