La FP CGIL Vigili del Fuoco ha proclamato lo stato di agitazione nazionale del personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Alla base della decisione c’è il perdurare della mancata osservanza delle corrette relazioni sindacali da parte del Dipartimento dei Vigili del Fuoco e l’assenza di risposte concrete su questioni che riguardano le condizioni di lavoro del personale, l’organizzazione del Corpo e la qualità del soccorso pubblico.

Sosteniamo con forza l’iniziativa nazionale della categoria. Le lavoratrici e i lavoratori dei Vigili del Fuoco garantiscono ogni giorno un servizio essenziale per la sicurezza delle comunità, spesso in condizioni difficili, con carichi crescenti e organici insufficienti. Per questo riteniamo indispensabile che l’Amministrazione apra un confronto vero e dia risposte alle tante vertenze ancora aperte.

Le ragioni dello stato di agitazione dei Vigili del Fuoco

Le questioni sollevate dalla FP CGIL VVF sono numerose e riguardano diversi aspetti dell’organizzazione del Corpo Nazionale. Tra i temi principali ci sono il ruolo tecnico-professionale, la mobilità del personale ispettore informatico, il settore delle specialità, la formazione e l’organizzazione dei corsi per il personale aeronavigante, nautico e SMZT, i direttivi speciali operativi, il riordino delle carriere, il lavoro agile, il servizio mensa, la pianificazione dei concorsi e dei percorsi formativi, lo scorrimento delle graduatorie e il trattamento economico del personale.

Particolare rilievo assume anche la questione della retribuzione spettante durante i periodi di ferie, tema che incide direttamente sui diritti economici delle lavoratrici e dei lavoratori.

A tutto questo si aggiunge una criticità ormai strutturale: la cronica carenza di personale che interessa il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Una carenza che pesa sull’efficienza del soccorso, sull’organizzazione del lavoro, sui carichi operativi, sulla fruizione degli istituti contrattuali e sulla sicurezza degli operatori.

Carenza di organico e qualità del soccorso pubblico

La mancanza di personale operativo, amministrativo, tecnico-professionale e specialista sta rendendo sempre più complesso garantire la piena operatività del dispositivo di soccorso. In molti territori, questa situazione determina una riduzione della capacità di risposta ai cittadini, il ricorso a soluzioni emergenziali, la compressione dei diritti del personale e una crescente difficoltà nella programmazione delle attività operative, formative e di specializzazione.

La sicurezza delle persone e dei territori passa anche dalla qualità del lavoro di chi opera nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Non è possibile continuare a chiedere efficienza, tempestività e presenza capillare senza investire sul personale, sulle assunzioni, sulla formazione e sul riconoscimento professionale.

Il rischio, più volte denunciato dalla FP CGIL VVF, è quello di un progressivo depotenziamento di sedi operative, presidi specialistici e servizi essenziali. Per evitarlo servono una pianificazione straordinaria delle assunzioni, l’accelerazione delle procedure concorsuali, lo scorrimento delle graduatorie e una gestione più efficace delle assegnazioni del personale.

Relazioni sindacali e futuro del Corpo Nazionale

L’assenza di risposte su problematiche che incidono direttamente sulle condizioni di lavoro, sui percorsi professionali e formativi, sull’organizzazione dei servizi, sull’efficienza del soccorso pubblico, sulla sicurezza degli operatori e sulla tutela dei diritti economici del personale è particolarmente grave.

Per queste ragioni la FP CGIL VVF ha dichiarato formalmente lo stato di agitazione nazionale del personale e ha diffidato l’Amministrazione dal perseverare nell’attuale atteggiamento di chiusura e mancata interlocuzione, riservandosi ogni ulteriore iniziativa sindacale prevista dalla normativa vigente.

Come FP CGIL Emilia-Romagna siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori dei Vigili del Fuoco. Il Corpo Nazionale deve essere messo nelle condizioni di svolgere pienamente la propria funzione pubblica, con organici adeguati, diritti riconosciuti, percorsi professionali chiari e un’organizzazione del lavoro all’altezza delle esigenze del Paese.

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