Elezioni Rsu pubblico impiego: siamo il primo sindacato

“Si è conclusa definitivamente la certificazione dell’Aran dei voti delle elezioni Rsu 2025 nel pubblico impiego, e con grande soddisfazione possiamo dire che siamo il primo sindacato”. Lo affermano, in una nota, Cgil nazionale, Fp Cgil e Flc Cgil.

“Un risultato importantissimo – prosegue la Confederazione insieme alle due categorie – che premia la nostra coerenza e il nostro impegno nella difesa del ruolo delle rappresentanze sindacali unitarie nei luoghi di lavoro e nel garantire salari dignitosi, maggiori risorse per il rinnovo dei Ccnl e per la stabilizzazione dei precari”.

“La Fp Cgil – si legge nella nota – è il primo sindacato complessivamente delle amministrazioni pubbliche mantenendo il primato delle funzioni locali, ottenendo il primato nelle funzioni centrali e incrementando notevolmente i voti sul comparto sanità”. Inoltre, prosegue la nota “la Flc Cgil con 273 mila voti è il sindacato più votato nella scuola, nell’università, nella ricerca e nell’alta formazione artistica e musicale. Nettamente distanziate sia la seconda organizzazione a 50mila voti di differenza che la terza a 100mila voti di distanza”.

“Un successo, quello dei risultati, che si somma a quello della partecipazione, che ha visto un’altissima affluenza al voto delle lavoratrici e dei lavoratori dell’istruzione e della ricerca, università e Afam, della sanità, delle funzioni locali e delle funzioni centrali. Tutto ciò – concludono Cgil, Fp Cgil e Flc Cgil – sostiene con ancora più forza la nostra battaglia per rafforzare il valore delle Rsu e per estendere, per legge, il sistema del pubblico impiego a tutti i settori privati”.


Accordo FP CGIL – UIL FPL con Coop Cidas sul Premio di Risultato 2023: vittoria per tutti i lavoratori

Nessun escluso, premio pieno e rivalutato: tuteliamo chi lavora, senza sconti né imposizioni

Un risultato importante per le lavoratrici e i lavoratori della cooperazione sociale a Piacenza: FP CGIL e UIL FPL hanno siglato un accordo con Coop Cidas che garantisce il pagamento integrale del Premio Territoriale di Risultato (PTR) 2023, con una maggiorazione del 3,5% per interessi e rivalutazione Istat.

Dopo mesi di trattative e dopo che altri avevano firmato accordi al ribasso, imponendo limiti e buoni spesa non negoziati, arriva finalmente una vera intesa che riconosce il valore del lavoro.

Cosa prevede l’accordo

  • Pagamento completo del premio PTR 2023 a tutti i lavoratori e lavoratrici, senza esclusioni;

  • Maggiorazione del 3,5% per il ritardo e per l’adeguamento all’indice ISTAT;

  • Libertà di scelta tra erogazione in busta paga (comprensiva di contributi previdenziali e assistenziali) o in buoni spesa rivalutati, da usare in esercizi convenzionati;

  • Inclusione anche di chi aveva aderito all’accordo CISL, senza penalizzazioni.

Una firma per la dignità del lavoro

“Abbiamo tenuto la barra dritta – dichiarano Antonio De Leo (FP CGIL) e Agostino Zanotti (UIL FPL) – mentre altri firmavano intese che garantivano solo il 50% del premio e solo in buoni spesa imposti. Il nostro accordo è serio, trasparente e rispettoso degli impegni assunti”.

Questa intesa si inserisce nel solco tracciato dall’Integrativo Provinciale Piacenza Coop Sociali 2022, che FP CGIL continua a difendere come strumento di equità, coesione e giustizia per chi lavora.

Una controparte responsabile

Il confronto con Coop Cidas, supportata da Legacoop, ha mostrato che si può trovare un’intesa vera e responsabile, che non divide i lavoratori ma li tutela tutti. Il premio sarà corrisposto nella prossima busta paga, oppure tramite buoni rivalutati a scelta del lavoratore. Nessuna imposizione, solo trasparenza e rispetto.

FP CGIL: “Noi non facciamo favoritismi, facciamo sindacato”

“Questo risultato è per tutti. Anche chi aveva, forse con troppa fretta, accettato condizioni peggiori, oggi potrà beneficiare del miglior accordo possibile. È così che intendiamo fare sindacato: con determinazione, dignità e responsabilità”.


Sanità privata: non si può solo pretendere. Aiop si sieda al tavolo del rinnovo del CCNL

Che il Sistema Sanitario Nazionale sia in gravissima difficoltà è un fatto noto.

Chi lo sta affossando è altrettanto noto: le scelte di de-finanziamento da parte del Governo Meloni sono drammaticamente evidenti, come dimostrano impietosamente le cifre dello stanziamento in rapporto al Pil.

Come è noto a tutti che la Regione Emilia-Romagna, per non acuire le difficoltà ben note del sistema, ha varato una pesante manovra economica, che – oltre che sulle tasse automobilistiche e sui ticket – incide prevalentemente sull’Irpef, quindi su coloro che le imposte le pagano con certezza, ossia lavoratori dipendenti e pensionati compresi le lavoratrici e i lavoratori del sistema sanitario che vivono quotidianamente difficoltà sempre più dure da affrontare.

In verità tutto ciò è noto quasi a tutti, gli unici a non essersene accorti paiono essere gli imprenditori della sanità privata.

Stando alle dichiarazioni degli ultimi giorni, sono gli unici a pensare che la crisi del sistema non li tocchi. Incuranti del calo delle risorse pubbliche, non perdono occasione per esigere sempre più denaro.

Sempre pronti a ricevere ma non a dare, nemmeno quando è dovuto. Basti pensare che – con il Contratto nazionale scaduto da 7 anni – Aiop si rifiuta di iniziare qualsiasi trattativa, avanzando però nel contempo la pretesa di ulteriore denaro pubblico.

Nelle dichiarazioni si legge “la sanità privata è efficiente, costa meno e produce di più”. Effettivamente essere soggetti privati, esigere denaro pubblico e sottopagare – per non dire sfruttare – i propri dipendenti porta indiscutibilmente a costi minori e a maggiori profitti, su questo non c’è dubbio…

Come ad avviso di FP CGIL non c’è dubbio che l’accreditamento dei soggetti privati col sistema pubblico debba basarsi su un giusto equilibrio tra diritti e doveri, tra “dare” e “avere”, a partire dal rinnovo puntuale e dal rispetto del CCNL, unica garanzia per lavoratrici e lavoratori del sistema della sanità privata. Invitiamo quindi Aiop a smettere di sottrarsi al confronto e a riconoscere finalmente alle lavoratrici e lavoratori che tengono in piedi un sistema sull’orlo del disfacimento completo quanto è loro dovuto.


acer ferrara fp cgil

Il futuro di ACER Ferrara: la FP CGIL chiede trasparenza, responsabilità e tutela dei lavoratori

Preoccupazioni sul dibattito politico in merito al rinnovo delle convenzioni

Con crescente preoccupazione, la FP CGIL osserva la direzione assunta dal dibattito pubblico e politico attorno ad ACER Ferrara, in occasione del rinnovo delle convenzioni con i Comuni proprietari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP).

Negli ultimi interventi istituzionali si invoca un “cambio di passo”, si annunciano controlli più stringenti e si prospettano nuovi vincoli operativi, quasi si trattasse di rimettere in riga un soggetto esterno e opaco. Ma ACER Ferrara è un ente pubblico strumentale, partecipato e guidato dagli stessi Comuni del territorio.

I Comuni sono parte della governance: cosa è cambiato?

L’attività e l’organizzazione di ACER Ferrara negli ultimi dieci anni sono frutto di scelte condivise con gli enti locali. La Conferenza degli Enti, organo di indirizzo e vigilanza, è infatti composta dai Comuni proprietari degli immobili ERP.

La FP CGIL si chiede dunque: cosa è cambiato nei giudizi di questi stessi enti, tanto da ritenere improvvisamente necessario un controllo speciale su un ente da loro stessi governato?

In questo clima, a pagare il prezzo del sospetto e della delegittimazione rischiano di essere prima di tutto:

  • i lavoratori e le lavoratrici di ACER Ferrara, che ogni giorno operano con competenza e serietà;

  • le famiglie fragili, che si affidano ai servizi ERP per un diritto fondamentale come quello alla casa.

Serve confronto istituzionale, non scelte estemporanee

La FP CGIL ribadisce: una verifica sull’assetto organizzativo, sulla governance e sulle attività in corso può essere utile, ma solo se condotta con responsabilità istituzionale e nel pieno riconoscimento del ruolo pubblico di ACER Ferrara.

Non si può ridurre tutto a prese di posizione influenzate da logiche politiche contingenti. Per questo chiediamo ai Comuni di avviare un confronto trasparente, che metta al centro:

  • la qualità e la continuità dei servizi pubblici offerti,

  • la valorizzazione e la tutela del personale,

  • il rilancio della funzione sociale dell’edilizia residenziale pubblica.

La FP CGIL continuerà a difendere con forza il ruolo di ACER Ferrara come strumento al servizio del diritto alla casa e dei bisogni della comunità locale.


santa sofia CRA

Santa Sofia, allarme alla Cra San Vincenzo: clima teso, carenze di personale e nessuna risposta dal Comune

FP CGIL Forlì-Cesena interviene con forza sulla situazione della Casa Residenza Anziani di Santa Sofia, gestita dall’Asp San Vincenzo de’ Paoli e affidata in appalto alla cooperativa sociale Il Cigno. Da tempo, insieme a Fisascat CISL Romagna e UIL FPL, denunciamo criticità gravi e persistenti, che mettono a rischio il benessere del personale e la qualità dei servizi offerti.

Una struttura nel mirino: controlli tecnici non bastano

L’amministrazione comunale di Santa Sofia – rispondendo alle sollecitazioni della minoranza consiliare – ha recentemente affermato che la struttura di via Unità d’Italia ha superato positivamente tutti i controlli effettuati da commissioni distrettuali, NAS, Azienda sanitaria e Carabinieri. Ma per noi questo non basta. I controlli istituzionali, infatti, si limitano a verifiche tecnico-sanitarie: non affrontano il tema del clima lavorativo, dello stress organizzativo, della tutela dei diritti individuali o del crescente senso di sfiducia tra le lavoratrici e i lavoratori.

Un contesto lavorativo insostenibile

Dal nostro punto di vista, la situazione è preoccupante. Le lavoratrici e i lavoratori ci parlano ogni giorno di:

  • un clima oppressivo, fatto di richiami verbali e sanzioni ingiustificate;

  • turni instabili, spesso modificati senza congruo preavviso o confronto;

  • totale assenza di dialogo con le rappresentanze sindacali;

  • introduzione unilaterale di un “premio di produttività” attribuito secondo criteri selettivi e discriminatori, che penalizza chi ha fatto ricorso a diritti tutelati come maternità, malattia o Legge 104.

Una politica aziendale che non valorizza, ma mortifica. Che non premia, ma divide. Con un effetto devastante: fuga di personale, sfiducia crescente, malessere organizzativo.

La responsabilità della carenza di personale

Il Comune – pur riconoscendo le difficoltà nel reperire operatori socio-sanitari – non ha mai menzionato la responsabilità gestionale dell’appaltatore, che anche nella Rsa di Premilcuore, sempre affidata alla stessa cooperativa, dimostra gli stessi problemi.

Il silenzio delle istituzioni è inaccettabile

A seguito della nostra segnalazione del 18 giugno scorso, non abbiamo ricevuto alcuna risposta istituzionale. Nessun incontro. Nessun confronto. Nessuna assunzione di responsabilità. Il Comune di Santa Sofia, pienamente informato della situazione, ha scelto deliberatamente di ignorare le nostre istanze e quelle delle lavoratrici.

Non basta un progetto di riqualificazione edilizia

Sappiamo dell’intervento di riqualificazione in corso sulla Comunità Alloggio – progetto da 320.000 euro, finanziato in parte dalla Fondazione Carisp – ma i muri non bastano se chi ci lavora non è messo nelle condizioni di farlo con dignità, sicurezza e serenità.

Serve una svolta, subito

Come FP CGIL, chiediamo con urgenza:

  • un tavolo istituzionale con i Comuni coinvolti;

  • un confronto aperto con la cooperativa affidataria;

  • il rispetto dei diritti contrattuali e sindacali del personale;

  • un cambio netto nella gestione delle risorse umane, che parta dalla centralità del lavoro.

La dignità del lavoro di cura non può essere sacrificata in nome di logiche economiche o di silenzi istituzionali.


vigili del fuoco piacenza

Emergenza mezzi al Comando Vigili del Fuoco di Piacenza: FP CGIL chiede un intervento urgente

Il parco mezzi GOS di Piacenza è obsoleto: servono investimenti immediati

Il Comando dei Vigili del Fuoco di Piacenza, unico presidio GOS pesante in Emilia-Romagna secondo la Circolare EM-01 del 2020, si trova in una situazione di grave carenza strutturale per quanto riguarda il proprio parco mezzi destinato al movimento terra. La FP CGIL di Piacenza denuncia da anni questa condizione, che compromette la piena operatività e l’efficacia dei soccorsi in caso di emergenza.

Attualmente, il parco automezzi comprende:

  • una pala gommata Case di recente acquisizione (130 q.li),

  • un escavatore Case del 2006 (210 q.li),

  • un camion ACT Astra a tre assi del 2002 con rimorchio del 1991,

  • un ATT Volvo sequestrato del 2003 con quasi 1 milione di chilometri,

  • un semirimorchio del 2015,

  • una minipala aperta del 2000,

  • un mini escavatore dei primi anni 2000.

Mezzi vecchi e inadeguati: rischi per il soccorso e la sicurezza

Come sottolinea la FP CGIL, si tratta di mezzi in gran parte vetusti, non adatti al trasporto o all’utilizzo in scenari di emergenza. Il rimorchio del 1991, ad esempio, non può trasportare la nuova pala gommata per limiti strutturali e di altezza. L’escavatore in dotazione, arrivato usato dopo il sisma dell’Aquila, risulta sottodimensionato rispetto agli standard richiesti (210 q.li contro i 245 previsti). Anche i mezzi per il trasporto inerti sono datati e utilizzati oltre il limite della loro affidabilità.

Questa situazione è ancora più grave se si considera che altri Comandi, non sedi GOS, sono stati recentemente dotati di mezzi nuovi (es. Modena e Forlì), mentre Piacenza continua ad operare in condizioni critiche. Non si tratta di una rivendicazione localistica, ma di una necessità istituzionale legata al soccorso tecnico urgente e alla tutela della popolazione.

La richiesta della FP CGIL: mezzi adeguati per un servizio essenziale

La FP CGIL Piacenza rinnova quindi la richiesta al Ministero dell’Interno e ai referenti dei Vigili del Fuoco per l’assegnazione, in tempi congrui ma con priorità, dei seguenti mezzi:

  • un nuovo ATT con semirimorchio per trasporto,

  • un escavatore adeguato,

  • una minipala chiusa e moderna,

  • un ACT per il trasporto inerti.

L’obiettivo non è solo quello di rinnovare un parco mezzi ormai obsoleto, ma garantire che il Comando di Piacenza possa adempiere con efficienza e sicurezza alla propria missione di protezione civile.

FP CGIL: “Non si può aspettare oltre”

“Non chiediamo privilegi – dichiara la Segretaria Generale Melissa Toscani – ma il riconoscimento del ruolo operativo del Comando di Piacenza. Il soccorso alla popolazione non può essere messo a rischio da mezzi che cadono a pezzi”.

La FP CGIL si dice fiduciosa che, stavolta, la richiesta venga ascoltata e accolta, per garantire un servizio pubblico essenziale in condizioni di sicurezza, efficienza e tempestività.


Carcere Sant'anna: sospeso lo stato di agitazione del personale infermieristico, raggiunti i primi risultati

Si è appena concluso l’incontro di stamattina in Prefettura tra Fp Cgil, lavoratori e Azienda Usl sullo stato di agitazione degli infermieri in servizio presso il Carcere Sant’Anna.

In primo piano, la richiesta di sicurezza per gli infermieri interessati che spesso subiscono infortuni e vivono un ambiente spesso fatiscente, umido e insalubre.
Drammatica la situazione degli organici: su 400 detenuti fino ai primi mesi del 2024 erano presenti 19 infermieri, oggi a fronte di più di 600 detenuti sono presenti 14 infermieri, con una richiesta di cure e assistenza crescenti.

L’atteggiamento dei rappresentanti dell’Azienda Usl di Modena è stato altamente comprensivo dimostrando di capire le urgenze illustrate.

A fronte dei primi riconoscimenti ottenuti, i lavoratori hanno sospeso lo stato di agitazione.

I rappresentanti dell’Ausl hanno presentato un progetto di valorizzazione economica rivolto agli infermieri della medicina penitenziaria, che permetterà, dopo la sua approvazione, di dare un riconoscimento reale dai 2.000 euro all’anno in su, tenuto conto delle condizioni particolari del servizio e dell’utenza.

Vi è inoltre, un concreto impegno per il reperimento di nuovo personale, mettendo a disposizione 5 nuovi infermieri sul servizio, 3 da concorso e 2 da mobilità interna.

E’ stata avvita l’interlocuzione con il direttore della struttura carceraria per provare a sanare gli ambienti insalubri.

A settembre è previsto un nuovo incontro con Fp Cgil e la rappresentanza dei lavoratori per monitorare come sta andando avanti il reperimento del personale e sulla condizione in generale del carcere.

“Siamo soddisfatti di avere ottenuto i primi risultati su questa vertenza – afferma Giulia Casamassima della Fp Cgil Modena – segno che la lotta di questi lavoratori ha pagato, e che si è compreso che le condizioni delle carceri, e di chi ci lavora, devono esser trattate con l’attenzione giusta. Monitoreremo costantemente gli avanzamenti, sia in termini di organici che di progettualità incentivante, affinchè l’attenzione su questo servizio rimanga alta”.

La presenza al tavolo di conciliazione del capo di Gabinetto del Prefetto, è garanzia che la stessa Prefettura si impegna a tenere monitorata la situazione complessiva di chi lavora all’interno del carcere, con particolare riferimento alla situazione di sovraffollamento.


Servizi ambientali: firmato accordo per adeguamento retributivo dal 1° luglio 2025

Il 1° luglio 2025 è stato sottoscritto dalle organizzazioni sindacali FP CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e FIADEL e dalle associazioni datoriali del settore ambientale (Utilitalia, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, AGCI Servizi, Assoambiente) l’accordo che applica la clausola di adeguamento salariale prevista dal CCNL dei servizi ambientali del 18 maggio 2022.

L’intesa riguarda le lavoratrici e i lavoratori impiegati nelle aziende pubbliche, private e cooperative che applicano il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i servizi ambientali, operanti nei settori della raccolta, spazzamento, trattamento e smaltimento dei rifiuti, igiene urbana, gestione dei servizi ambientali e attività correlate.

Meccanismo di adeguamento

L’accordo recepisce il meccanismo contrattuale di verifica dell’inflazione consuntiva per il triennio 2022-2024, confrontando il dato IPCA definitivo pubblicato da ISTAT (3,94%) con quello stimato al momento del rinnovo (3,44%). Superata la soglia dello 0,5%, scatta l’adeguamento automatico delle retribuzioni.

Aumenti in vigore dal 1° luglio 2025

Dal 1° luglio 2025 viene consolidato un aumento retributivo di 15 euro medi mensili, applicato alla base parametrale tabellare. Le nuove maggiorazioni, riparametrate per livello, vanno da:

  • 19,24 euro per il livello 6A

  • a 9,23 euro per il livello J

Le retribuzioni tabellari aggiornate sostituiscono integralmente quelle previste all’art. 27 del CCNL 2022.

Livello Parametro Adeguamento
Q 230 € 26,52
8 204,67 € 23,60
7A 184,41 € 21,27
7B 175,36 € 20,22
6A 166,84 € 19,24
6B 159,15 € 18,35
5A 151,29 € 17,45
5B 144,86 € 16,71
4A 138,57 € 15,98
4B 134,36 € 15,49
3A 130,07 € 15,00
3B 124 € 14,30
2A 123,51 € 14,24
2B 111,11 € 12,81
1A 100 € 11,53
1B 88,38 € 10,19
J 80 € 9,23

Perché è un buon accordo – Il punto di vista della FP CGIL

Questo accordo rappresenta un risultato positivo per diverse ragioni:

  • Difesa del potere d’acquisto: in un triennio segnato da forte inflazione, viene riconosciuto un adeguamento economico strutturale che tutela il reddito reale delle lavoratrici e dei lavoratori.

  • Rispetto delle clausole contrattuali: viene data piena applicazione a un meccanismo di tutela salariale previsto dal contratto nazionale, a conferma del valore della contrattazione collettiva.

  • Incremento stabile: l’aumento non è una tantum, ma consolidato sul tabellare, con effetti duraturi su tutti gli istituti contrattuali e previdenziali.

  • Ampia platea coinvolta: l’intervento interessa oltre 90.000 lavoratrici e lavoratori, rafforzando l’universalità e la forza del CCNL.

L’intesa conferma la centralità del contratto nazionale come strumento di tutela salariale e contrattuale, e pone le basi per affrontare con maggior forza il prossimo rinnovo del CCNL.


Ccnl Anaste: proclamato lo stato di agitazione nazionale

La FP CGIL, insieme alle categorie confederali CISL FP, FISASCAT CISL, UIL FPL e UILTUCS, ha proclamato lo stato di agitazione nazionale per tutte le lavoratrici e i lavoratori impiegati nelle strutture aderenti ad ANASTE o che applicano il relativo contratto collettivo nazionale (CCNL).

Una decisione inevitabile, presa a seguito dell’incontro del 10 giugno in cui ANASTE ha avanzato una proposta di rinnovo contrattuale inaccettabile, che non risponde minimamente ai bisogni e alla dignità delle oltre 10.800 persone coinvolte.

Una proposta irriguardosa verso chi lavora nella cura

L’offerta di ANASTE si è limitata a:

  • 55 euro di incremento sul tabellare per il livello 4 full-time;

  • 5 euro per la sanità integrativa;

  • un’una tantum di 200 euro in welfare aziendale;

  • pagamento solo al 75% del terzo e quarto evento di malattia.

Per la FP CGIL questa non è una proposta, è un affronto. Non solo questi numeri sono irrisori, ma testimoniano la totale mancanza di riconoscimento per il lavoro quotidiano e delicatissimo svolto da chi opera con persone fragili e non autosufficienti. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che, spesso in condizioni difficili e con carichi gravosi, garantiscono assistenza e umanità nelle strutture per anziani e disabili.

Il confronto con gli altri contratti è impietoso

Mentre altri contratti nazionali del comparto sociosanitario – come quelli UNEBA, Cooperative Sociali, Valdesi, Anffas e Agidae – hanno già previsto aumenti tabellari tra il 10,4% e il 12,6%, oltre a importanti miglioramenti normativi, ANASTE resta ferma su posizioni arretrate e irrispettose.

È altrettanto grave il rifiuto della controparte di affrontare il nodo del trattamento di malattia, per il quale la FP CGIL rivendica da tempo il 100% della retribuzione, senza ottenere aperture.

Rischio esodo e peggioramento dei servizi

La posizione di ANASTE sta determinando un grave stallo negoziale e una crescente preoccupazione per la tenuta del settore. Se non si interverrà con un rinnovo equo e rispettoso, il rischio concreto è quello di un ulteriore esodo di personale, già oggi messo a dura prova. Tutto ciò a scapito della qualità dell’assistenza a utenti fragili, che meritano servizi stabili e professionali.

FP CGIL: mobilitazione per la dignità

A fronte di questo scenario, la FP CGIL ha formalizzato – insieme alle altre sigle – la richiesta di attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla Legge 146/90, primo passo verso una mobilitazione più ampia.

Chiediamo con forza un contratto dignitoso, che tuteli il lavoro di chi ogni giorno si prende cura degli altri. La nostra mobilitazione continuerà finché non verranno riconosciuti i diritti, il valore e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.


Crediti Unimore insufficienti per accedere ai servizi educativi per l'infanzia. Istituzioni e datori di lavoro facciano la loro parte!

Nei giorni scorsi molti lavoratrici e lavoratori ci hanno informato di come recentemente il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia abbia inviato agli ex studenti di Scienze dell’Educazione una mail per avvisarli che il loro corso di Laurea L-19 non sarebbe stato più sufficiente per essere assunti come educatori dei servizi educativi per l’infanzia sia nel settore privato che in quello pubblico.

Sempre nella mail sopra indicata l’Università, per ovviare a questa criticità ha proposto alle/agli ex studenti di immatricolarsi in sovrannumero per poter ottenere i 55 CFU in più rispetto a quelli previsti dal corso di laurea conseguito a suo tempo.
A chi chiedeva ulteriori informazioni, il Dipartimento ha inviato un’ulteriore comunicazione nella quale veniva spiegato che, nonostante il parere tecnico del Ministero rispetto ai requisiti richiesti dalla normativa, quest’ultimo non sarebbe stato ritenuto sufficiente per poter essere ammessi ad alcuni concorsi pubblici.
Tale posizione è francamente inaccettabile.

Il D.Lgs. 65/2017 contiene un’incongruenza nota da oramai 8 anni. In merito nel 2018 è intervenuto il Miur, con una nota interpretativa.
Come detto la posizione di Unimore è inaccettabile, a maggior ragione su una situazione nota da molti anni.
La FP CGIL è già intervenuta a tutela delle persone coinvolte, chiedendo anche a Regione e Comuni di intervenire a propria volta per evitare che questa incresciosa situazione venga scaricata esclusivamente sulle/sugli ex studenti/studentesse, che non hanno nessuna responsabilità se non quella, paradossalmente, di essersi laureati in UniMoRe e non in un’altra università.

Continueremo a monitorare la situazione, facendo tutto il possibile fino al raggiungimento di una soluzione positiva.


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