Carcere di Ravenna, personale allo stremo: servono interventi urgenti
Il sistema penitenziario italiano è sempre più in difficoltà e la situazione del carcere di Ravenna rappresenta uno dei segnali più evidenti di una crisi ormai strutturale. Come FP CGIL Emilia-Romagna esprimiamo pieno supporto alla FP CGIL Ravenna nel denunciare una condizione insostenibile, segnata da carenze croniche di personale, sovraffollamento e condizioni di lavoro sempre più pesanti per le lavoratrici e i lavoratori della Polizia penitenziaria.
A Ravenna, a fronte di una dotazione prevista di 93 unità di Polizia penitenziaria, risultano assegnate 80 persone, ma quelle effettivamente in servizio sono appena 59. Una situazione aggravata dalle assenze di lunga durata e da un organico insufficiente a garantire il normale funzionamento dell’istituto.
Le conseguenze ricadono direttamente sul personale: turni che superano le 8-10 ore, riposi soppressi, accorpamenti di più posti di servizio su un solo operatore e impiego di personale amministrativo e tecnico nei reparti detentivi. Una condizione che aumenta lo stress psicofisico e mette a rischio la sicurezza interna, oltre alla dignità del lavoro.
“Il personale è allo stremo. Viviamo in uno stato emergenziale permanente, con un equilibrio sempre più fragile che può crollare da un momento all’altro”. Una fotografia che descrive con chiarezza il livello di criticità raggiunto.
La FP CGIL Ravenna aveva già segnalato la situazione il 27 marzo scorso al provveditore Silvio Di Gregorio e al direttore del carcere Stefano Di Lena. Il riscontro ricevuto conferma una carenza del 20% nel ruolo agenti e assistenti, superiore alla media regionale, che si attesta al 13%.
Come FP CGIL Emilia-Romagna riteniamo non più rinviabili interventi urgenti e concreti: un piano straordinario di assunzioni, maggiore attenzione al carcere di Ravenna, il miglioramento delle condizioni di lavoro e della sicurezza, oltre ad azioni immediate per affrontare il sovraffollamento.
Il carcere non può continuare a reggersi sul sacrificio quotidiano del personale. La sicurezza degli istituti, la tutela dei lavoratori e la dignità delle persone detenute devono tornare al centro delle politiche pubbliche.
L’inasprimento delle pene e la mancanza di investimenti adeguati non risolvono i problemi del sistema penitenziario. Al contrario, aumentano la pressione su strutture già al limite. Servono risposte immediate, prima che l’emergenza diventi definitivamente ingestibile.
Perquisizione nel reparto di Malattie Infettive di Ravenna: solidarietà ai professionisti sanitari
CGIL e FP CGIL hanno appreso, attraverso le segnalazioni delle lavoratrici e dei lavoratori, nonché dagli organi di stampa, della perquisizione avvenuta da parte delle forze dell’ordine nel reparto di Malattie Infettive di Ravenna in data 12 febbraio.
L’intervento si inserisce nell’ambito di un’indagine relativa alle certificazioni sanitarie necessarie al rilascio dei nulla osta per l’accompagnamento nei CPR delle persone soggette a provvedimenti di rimpatrio.
Nel massimo rispetto della magistratura e dell’autonomia della sua azione, verso cui si ripone piena fiducia, CGIL e FP CGIL esprimono solidarietà ai professionisti sanitari coinvolti, persone che ogni giorno garantiscono assistenza, tutela e diritti con competenza, responsabilità e nel rigoroso rispetto del codice deontologico.
Stupiscono le modalità con cui sono stati condotti gli accertamenti, assimilabili a quelle adottate per reati violenti o contro la persona, ancor più sconcertanti poiché avvenute in un luogo di cura e assistenza: l’acquisizione di documenti e supporti informatici è avvenuta con un’irruzione all’alba in un reparto di degenza, contesto complesso dove le lavoratrici e i lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale operano nell’esclusivo interesse della salute delle persone assistite, accertamenti che sarebbero potuti avvenire in modalità diverse seppur con tutte le garanzie del caso.
Appaiono altrettanto gravi e inaccettabili le dichiarazioni del ministro Salvini, rilasciate sulla stampa locale, che ad indagine appena avviata riitiene suo diritto trarre delle conclusioni, e invocare “licenziamento, radiazione e arresto” nel merito di una vicenda appena entrata al vaglio degli inquirenti.
Per tutte queste motivazioni, CGIL e FP CGIL aderiranno al “Flash mob di solidarietà”, organizzato per lunedì 16 febbraio alle ore 13 presso le scale di ingresso di via Missiroli dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna.
CRA Zambelli a Brisighella. La Fp Cgil di Ravenna richiede incontro in Prefettura in vista dello stato di agitazione
La Fp Cgil Ravenna ha chiesto un incontro in Prefettura preannunciando la proclamazione dello stato di agitazione delle operatrici e degli operatori sociosanitari della cooperativa sociale In Cammino, impiegati nella Comunità riabilitativa ad alta assistenza (Cra) Lega Zambelli di Brisighella.
“La richiesta di incontro giunge dopo lo svolgimento di due tavoli sindacali, tenutisi nei mesi di gennaio e febbraio scorsi, durante i quali la Fp Cgil su mandato delle lavoratrici e dei lavoratori ha portato all’attenzione della cooperativa diverse problematiche più volte segnalate” spiegano dal sindacato.
Fp Cgil denuncian il mancato raggiungimento del monte ore contrattuale che contraddice le continue richieste da parte datoriale di doppi turni e salti riposo che creano pesanti difficoltà di conciliazione di tempi di vita e tempi di lavoro. “Il personale affronta un’organizzazione del lavoro che obbliga a una disponibilità oraria che non concilia neanche il recupero psicofisico del personale con conseguenti rischi in termini di salute e sicurezza” sottolineano.
Oltre a ciò la Fp Cgil lamenta il mancato rispetto da parte della cooperativa In Cammino del contratto integrativo provinciale in materia di banca ore negativa.
Dichiarano dal sindacato: “Di fronte alla manifesta indisponibilità da parte della cooperativa sociale In Cammino per una soluzione condivisa con le rappresentanze sindacali – sollecitata a più riprese già in occasione di tavoli sindacali, a partire dal 2023 – il 3 aprile scorso, la totalità delle lavoratrici e dei lavoratori, impiegati come operatori sociosanitari nella Cra Lega Zambelli di Brisighella, ha dato mandato a Fp Cgil di preannunciare lo stato di agitazione al fine di giungere a una soluzione dei problemi sopra evidenziati”.
Grande partecipazione alla manifestazione contro le minacce ai dipendenti comunali di Alfonsine
Martedì 1 ottobre, la piazza Gramsci di Alfonsine ha visto una grande partecipazione di cittadini, sindacati e rappresentanti delle istituzioni in risposta alle minacce e intimidazioni subite dai dipendenti dell’ufficio tecnico comunale. L’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale e supportata da CGIL, CISL e UIL, ha raccolto un forte sostegno, con centinaia di persone presenti per esprimere solidarietà ai lavoratori vittime di gravi episodi minatori.
Le intimidazioni, avvenute tra il 26 e il 27 settembre, hanno incluso telefonate anonime e lettere minatorie rivolte sia agli impiegati che alle loro famiglie. La vicenda sembra essere collegata alla gestione di un appalto, ma non ha nulla a che vedere con le recenti alluvioni che hanno colpito il territorio, come ha chiarito il sindaco Riccardo Graziani.
Solidarietà unanime da sindacati e istituzioni
Alla manifestazione, CGIL, CISL e UIL hanno preso una posizione forte e decisa contro ogni forma di intimidazione. In una nota congiunta, i sindacati hanno definito queste minacce «gravissime e inaccettabili, lontane dai valori del nostro territorio». La partecipazione massiccia ha dimostrato quanto la comunità locale sia unita nel condannare questi atti e nel chiedere giustizia per i lavoratori colpiti.
Anche le istituzioni hanno espresso il loro sostegno ai dipendenti comunali. Il sindaco Graziani ha ribadito che le autorità stanno lavorando per identificare i responsabili e ha chiesto ai cittadini di continuare a collaborare. La grande affluenza alla manifestazione è stata una risposta chiara: Alfonsine non tollererà l’illegalità e farà fronte comune per difendere i diritti dei suoi lavoratori.
Un messaggio chiaro: illegalità e intimidazione non trovano spazio
La manifestazione del 1 ottobre ha rappresentato un momento cruciale per riaffermare l’importanza della legalità e del rispetto dei lavoratori. Il messaggio lanciato da CGIL, CISL e UIL è stato netto: atti intimidatori come quelli avvenuti ad Alfonsine non troveranno mai spazio in una comunità che valorizza il lavoro e i diritti.
La FP Cgil conquista la maggioranza assoluta nelle elezioni RSU fra lavoratrici e lavoratori di ACER Ravenna
Si sono tenute il 17 e 18 aprile le elezioni per il rinnovo delle RSU di ACER RAVENNA, ente deputato alla gestione di alloggi ERP (edilizia residenziale pubblica), per conto dei Comuni. Un settore strategico, l’edilizia pubblica, il cui valore di comunità è fondamentale, specie in un contesto sociale caratterizzato dall’inasprimento della povertà e da una grande emergenza abitativa.
“La straordinaria partecipazione al voto, con una percentuale del 90% sul totale degli aventi diritto, ha confermato il valore delle elezioni fra i lavoratori – commenta Lisa Dradi, segretaria generale della Fp Cgil – e conferma la grande rappresentatività dei sindacati, avvalorando nel contempo la significativa affermazione della Fp Cgil.
I dati finali dello scrutinio consegnano alla nostra organizzazione una percentuale di oltre il 51% sui voti validi. Una grande affermazione ottenuta grazie all’impegno straordinario delle nostre delegate e dei nostri delegati, a cui va il nostro grande ringraziamento per l’impegno e la generosità dimostrati. Lo stesso ringraziamento va alle lavoratrici e ai lavoratori per la grande partecipazione democratica e per il sostegno dato alle nostre proposte.
Questo risultato rafforza il sindacato in un momento critico per il rinnovo del contratto collettivo nazionale; la partecipazione al voto del 90% dei lavoratori è un segnale importante che viene dopo lo sciopero dello scorso 20 febbraio svolto con tutte le sigle sindacali, ora ci prepariamo ad affrontare con determinazione le tante sfide che il futuro ci propone”.
All’interno del risultato generale la grande affermazione della FP CGIL riconosce la grande passione che ci mettiamo ogni giorno per rappresentare al meglio gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori in un settore – quello dell’edilizia residenziale pubblica – dove gli operatori stanno vivendo una fase di grande pressione per l’immane mole di lavoro determinato anche dall’evento alluvionale e dal fortunale, e dove poter garantire migliori condizioni operative vuol dire anche garantire un efficace servizio ai cittadini.
Vigili del Fuoco Ravenna. FP CGIL: “Grave avere turni mancanti nel servizio di Soccorso nautico”
“Dieci giorni di inattività, dieci giorni di esposizione al rischio. Il servizio nautico dei Vigili del Fuoco di Ravenna rimane in stand by per mancanza di personale”
A denunciarlo è la Fp Cgil che segnala l’anomalia emersa in queste ultime settimane. A fronte di un personale ridotto (composto da 19 unità, anziché le 26 richieste), costretto a serrare i ranghi per affrontare ogni potenziale criticità, il servizio non può più essere garantito con la necessaria regolarità.
Già nel marzo del 2021, la Fp Cgil aveva denunciato la grave carenza di uomini e mezzi. Fino ad oggi, si era fatto ricorso al lavoro straordinario delle poche unità rimaste, ma la crisi ha ormai raggiunto un punto di non ritorno quando il budget delle ore di straordinario si è esaurito. Dal 20 ottobre scorso, nonostante le richieste del comandante di incrementare le ore di lavoro supplementare destinate alla caserma di Ravenna, il servizio non può essere più garantito con conseguenze potenzialmente molto serie.
“La mancata copertura dei turni del soccorso nautico rappresenta una situazione grave, che si è già registrata sette volte a ottobre e quattro in questo scorcio di novembre”
commenta Maria Antonietta Cirillo della Fp Cgil Ravenna. “Le ripercussioni, in caso di necessità d’intervento del servizio nautico dei Vigili del Fuoco, potrebbero essere estremamente gravi e riteniamo sia doveroso informare la cittadinanza. Chiediamo, con urgenza, agli organi politici di attivarsi per sollecitare il Ministero di competenza a intervenire. Nell’immediato serve lo stanziamento delle ore di lavoro straordinario necessarie a garantire il servizio di soccorso. In ottica futura è necessario l’arrivo di nuove unità, che consentano di superare definitivamente l’attuale programmazione emergenziale”.
Bloccare l’inaccettabile trasferimento della Motorizzazione civile a Cesena
La Fp Cgil territoriale, regionale e nazionale insieme alla Cgil di Ravenna chiedono di bloccare urgentemente la procedura di trasferimento dell’Ufficio della Motorizzazione civile di Ravenna a Cesena.
Sul tema, la Camera del lavoro e il sindacato di categoria invocano l’apertura di un confronto, sia a livello nazionale che locale, per fermare il trasferimento dalla sede di via Trieste a Ravenna e per individuare una soluzione positiva alla vicenda.
Occorre innanzitutto ripristinare le corrette relazioni tra i sindacati e le controparti per salvaguardare un servizio indispensabile, alla cittadinanza e al territorio, e per tutelare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti. In questa fase è necessario che tutte le istituzioni – a partire da Comune, Provincia e Prefettura di Ravenna – si adoperino urgentemente per fermare la procedura ed individuare soluzioni alternative che non penalizzino attiività economiche, cittadini, lavoratori.
Il territorio sconta mesi di approccio burocratico da parte delle amministrazioni centrali, incaricate di garantire una sede idonea alla motorizzazione di Ravenna, mettendo in secondo piano le esigenze della comunità ravennate.
I vari livelli della Funzione Pubblica CGIL si sono già attivati sia con il Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibile, sia a livello locale per aprire le necessarie interlocuzioni.






