Esprimiamo forte preoccupazione per la situazione degli uffici giudiziari di Ravenna, dove la carenza di personale, l’incertezza sul futuro delle lavoratrici e dei lavoratori precari e l’assenza di risposte chiare da parte dell’Amministrazione stanno rendendo sempre più difficile garantire il corretto funzionamento del Tribunale e della Procura.

Dopo la conferenza stampa del Presidente del Tribunale e del Procuratore della Repubblica dello scorso 17 aprile e dopo il presidio organizzato dalla FP CGIL davanti al palazzo di giustizia il 23 aprile, la situazione resta gravissima. A pochi giorni dalla scadenza prevista per la stabilizzazione del personale precario assunto con i fondi europei, le lavoratrici e i lavoratori coinvolti non hanno ancora ricevuto comunicazioni certe sul proprio futuro occupazionale.

Personale precario senza risposte: cresce l’incertezza negli uffici giudiziari

La condizione del personale assunto grazie alle risorse europee rappresenta oggi uno dei nodi più urgenti. Si tratta di lavoratrici e lavoratori chiamati a contribuire al raggiungimento di obiettivi fondamentali per il sistema giustizia, anche nell’ambito degli impegni assunti con la Commissione europea.

Nonostante questo ruolo, manca ancora una prospettiva chiara. In assenza di comunicazioni ufficiali da parte dell’Amministrazione, continuano a circolare notizie diverse, spesso contraddittorie, che alimentano preoccupazione e sfiducia.

«Le lavoratrici e i lavoratori coinvolti non hanno ricevuto alcuna informazione sul proprio futuro occupazionale – dichiara Lisa Dradi, segretaria della FP CGIL Ravenna –. Da settimane circolano molte notizie, ufficiali e ufficiose, che, in assenza di comunicazioni certe da parte dell’Amministrazione, alimentano dubbi e preoccupazioni. Come sindacato denunciamo la grave carenza di informazioni e l’incertezza per le lavoratrici e i lavoratori sul proprio futuro professionale e personale».

Tribunale e Procura di Ravenna: una situazione ormai insostenibile

La FP CGIL Emilia-Romagna ritiene che la crisi del Tribunale di Ravenna e della Procura non possa più essere affrontata con rinvii, silenzi o interventi parziali. La carenza di organico pesa sul lavoro quotidiano degli uffici giudiziari, rallenta l’attività amministrativa e rischia di indebolire la qualità del servizio reso alla cittadinanza.

Il problema non riguarda soltanto il numero insufficiente di lavoratrici e lavoratori, ma anche l’assenza di una vera riorganizzazione del sistema. La mancata piena applicazione dell’Ufficio per il processo e l’assenza di percorsi strutturati di valorizzazione professionale dimostrano una gestione inadeguata di una fase che avrebbe potuto rappresentare un’occasione importante per innovare gli uffici giudiziari.

Secondo la FP CGIL, l’Amministrazione non ha saputo utilizzare fino in fondo le risorse disponibili per costruire un modello organizzativo più efficiente, capace di rafforzare gli uffici e riconoscere il ruolo del personale. L’immobilismo non è più accettabile, soprattutto in un settore essenziale per la tutela dei diritti e per il funzionamento democratico del Paese.

Le richieste della FP CGIL per il personale della giustizia

La FP CGIL continuerà a utilizzare tutti gli strumenti previsti dal contratto e dalle norme per chiedere un cambio di rotta. Le soluzioni esistono e devono essere messe in campo con urgenza.

Tra le richieste avanzate dal sindacato ci sono la stabilizzazione di una quota significativa del personale precario, il passaggio di almeno il 70% di cancellieri esperti e assistenti nell’Area Funzionari, la strutturazione stabile dell’Ufficio per il processo, un sistema indennitario organico, il riconoscimento delle posizioni organizzative e delle responsabilità, oltre a progressioni economiche regolari in grado di sostenere la crescita professionale e aumentare le retribuzioni.

«Non accettiamo questa disfatta – conclude Lisa Dradi – e continueremo a batterci per spingere la dirigenza a cambiare rotta. Chiediamo risposte concrete, perché le lavoratrici e i lavoratori della giustizia non possono continuare a essere lasciati nell’incertezza».

Serve un cambio di passo per garantire giustizia, diritti e servizi ai cittadini

La crisi degli uffici giudiziari di Ravenna è il segnale di un problema più ampio che riguarda l’intero sistema della giustizia. Senza investimenti sul personale, senza stabilizzazioni, senza valorizzazione professionale e senza una vera riorganizzazione, il rischio è quello di scaricare sulle lavoratrici, sui lavoratori e sui cittadini il peso di scelte politiche e amministrative insufficienti.

Il Tribunale e la Procura di Ravenna hanno bisogno di risposte immediate. Rafforzare gli uffici giudiziari significa garantire condizioni di lavoro dignitose, tempi più adeguati per i procedimenti e un servizio pubblico all’altezza dei bisogni della comunità.

La FP CGIL Emilia-Romagna continuerà a sostenere la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della giustizia, chiedendo all’Amministrazione di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità.

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