Il Comune di Parma ha presentata nei giorni scorsi la nuova macrostruttura alle organizzazioni sindacali, una riorganizzazione costruita senza un reale percorso di confronto con chi ogni giorno garantisce il funzionamento della macchina comunale e l’erogazione dei servizi pubblici alla cittadinanza. Riteniamo questa riorganizzazione profondamente preoccupante: non affronta i nodi strutturali dell’Ente, non valorizza il personale e rischia di peggiorare il clima interno e la qualità dei servizi.
“Rispetto alle scelte fatte – dichiara Ruggero Mario Manzotti, segretario generale FP CGIL Parma – esprimiamo preoccupazione e forti perplessità. Le modifiche introdotte non risolvono i problemi strutturali che abbiamo più volte evidenziato, ma rischiano al contrario di aumentare le criticità e il malcontento tra lavoratrici e lavoratori”.
Una riorganizzazione calata dall’alto
La FP CGIL denuncia una modalità di intervento che appare ancora una volta calata dall’alto. Il tema non riguarda soltanto la distribuzione formale delle funzioni dentro l’organigramma, ma il modo in cui l’Amministrazione sceglie di governare i servizi pubblici, il personale e le risposte ai cittadini.
Tra le scelte più critiche viene segnalato l’accorpamento di Risorse Umane e Servizi educativi sotto un’unica dirigenza. Si tratta di ambiti complessi, strategici e delicati, che richiederebbero invece investimenti mirati, attenzione specifica e una gestione dedicata.
Analoghe perplessità riguardano il nuovo settore “Giovani e Politiche del Lavoro”, rispetto al quale non risultano chiari gli obiettivi, le risorse e gli investimenti previsti. Anche l’accorpamento dei settori Sport, Servizio Elettorale e Servizi al cittadino appare, secondo la FP CGIL, più legato a logiche formali che a una reale funzionalità organizzativa.
Preoccupazione per le politiche abitative
Una delle criticità più rilevanti riguarda lo smantellamento del settore Politiche abitative, accorpato all’interno dell’ambito Manutenzioni e Verde Pubblico e ridotto a due strutture operative.
“La questione abitativa – prosegue Manzotti – ha rappresentato per questa Amministrazione una priorità e ha raggiunto traguardi positivi grazie a un lavoro significativo, sia in termini quantitativi sia qualitativi, svolto fino ad ora da una dirigenza competente e da personale qualificato. Il timore è che la riorganizzazione possa non mantenere gli standard ottenuti”.
Per la FP CGIL, il tema della casa non può essere trattato come una funzione residuale o meramente amministrativa. Le politiche abitative rappresentano un presidio sociale fondamentale, soprattutto in una fase in cui il diritto all’abitare è sempre più centrale per molte famiglie, lavoratrici, lavoratori e persone fragili.
Dietro ogni organigramma ci sono persone e servizi
La FP CGIL Emilia-Romagna sostiene le preoccupazioni espresse dalla FP CGIL Parma e ribadisce la necessità di aprire un confronto vero sul futuro dell’Ente. Ogni riorganizzazione della macchina comunale dovrebbe avere un obiettivo chiaro: migliorare la qualità dei servizi pubblici, rafforzare il lavoro pubblico, valorizzare le competenze e garantire risposte adeguate alla cittadinanza.
“Si continua a privilegiare decisioni assunte senza il necessario coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori e senza un reale confronto sul futuro dell’Ente – conclude Manzotti –. La FP CGIL continuerà a evidenziare pubblicamente scelte che non valorizzano il personale comunale e che rischiano di compromettere la qualità dei servizi pubblici. Perché dietro ogni organigramma ci sono persone che lavorano e cittadini che attendono risposte. Ed è da qui che dovrebbe partire qualsiasi vera riforma della macchina comunale”.
La riorganizzazione del Comune di Parma deve essere ripensata attraverso un confronto serio, trasparente e partecipato. Senza il coinvolgimento del personale, ogni modifica rischia di restare un intervento formale, incapace di affrontare le vere criticità dell’Ente.
