Come FP CGIL Emilia-Romagna sosteniamo la vertenza aperta dalla FP CGIL Parma nei confronti di ASP Parma sul riconoscimento dei tempi di vestizione e svestizione del personale. Una questione concreta, che riguarda centinaia di lavoratrici e lavoratori impegnati ogni giorno nei servizi assistenziali e socio-sanitari dell’Ente.
Il tema è semplice: il tempo necessario per indossare e togliere la divisa di servizio, quando richiesto dall’organizzazione del lavoro e svolto secondo modalità stabilite dal datore di lavoro, deve essere considerato tempo di lavoro a tutti gli effetti.
Non si tratta di una rivendicazione astratta, ma di minuti che ogni giorno vengono dedicati all’attività lavorativa. Minuti che, sommati nel corso dei mesi e degli anni, assumono un valore significativo per chi lavora nei servizi alla persona, spesso in condizioni organizzative complesse e con carichi sempre più pesanti.
Una vertenza che nasce dalle assemblee del personale
La richiesta avanzata dalla FP CGIL Parma nasce direttamente dalle lavoratrici e dai lavoratori. Durante le assemblee sindacali svolte nelle scorse settimane, il personale ha espresso con forza la necessità di affrontare una questione presente da anni e mai risolta in modo definitivo.
Nonostante le richieste formali già presentate dall’organizzazione sindacale e il forte interesse manifestato dal personale, ASP Parma non ha ancora fornito risposte concrete. Per questo riteniamo necessario che l’Ente apra finalmente un confronto vero, capace di produrre soluzioni chiare e verificabili.
I tempi di vestizione sono parte dell’organizzazione del lavoro
La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha più volte affermato che il tempo impiegato per indossare e togliere la divisa può costituire tempo di lavoro quando l’obbligo deriva dall’organizzazione datoriale e non da una scelta libera della lavoratrice o del lavoratore.
Nel caso dei servizi assistenziali e socio-sanitari, la vestizione non è un gesto accessorio o marginale. È parte integrante delle condizioni necessarie per svolgere correttamente il proprio lavoro, garantire sicurezza, igiene, continuità assistenziale e qualità del servizio.
Per questo la FP CGIL Parma chiede che ASP Parma riconosca il tempo effettivamente messo a disposizione dell’Ente.
FP CGIL: “Non chiediamo privilegi, ma rispetto del lavoro”
“Parliamo di minuti che ogni giorno vengono dedicati all’attività lavorativa e che, sommati nel corso degli anni, assumono un valore significativo per le lavoratrici e i lavoratori”, afferma Alessandro Dell’Aria, funzionario FP CGIL Parma che sta seguendo la vertenza. “Non chiediamo privilegi né trattamenti di favore. Chiediamo semplicemente il rispetto di un principio di equità e il riconoscimento del tempo effettivamente messo a disposizione dell’Ente”.
La questione dei tempi di vestizione assume anche un valore più ampio. Riconoscere questo tempo significa valorizzare concretamente il lavoro di chi ogni giorno garantisce assistenza ad anziani e persone fragili. Significa riconoscere che la qualità dei servizi pubblici e socio-sanitari passa anche dal rispetto dei diritti di chi quei servizi li rende possibili.
Servono risposte chiare da ASP Parma
“La qualità dei servizi passa inevitabilmente anche dal rispetto dei diritti di chi quei servizi li garantisce ogni giorno”, prosegue Dell’Aria. “Ci aspettiamo che ASP Parma apra finalmente un confronto concreto e produca risposte chiare. Continuare a rinviare non farebbe altro che alimentare il malcontento e aumentare la distanza tra l’Amministrazione e il personale”.
Come FP CGIL Emilia-Romagna riteniamo che questa vertenza debba trovare una soluzione positiva. Il riconoscimento dei tempi di vestizione non è solo una questione economica o organizzativa: è un tema di giustizia, correttezza e dignità del lavoro.
La FP CGIL Parma continuerà a sostenere le lavoratrici e i lavoratori in ogni sede opportuna, mantenendo alta l’attenzione su una vertenza che riguarda diritti concreti e il rispetto dovuto a chi ogni giorno lavora nei servizi alla persona.
